Educazione e controllo contro l’inciviltà e la maleducazione

Riguarda uno specifico territorio, ma denuncia una questione ben nota e diffusa praticamente ovunque – quella dell’occupazione abusiva dei parcheggi riservati alle persone con disabilità – la lettera inviata alle proprie Istituzioni locali dal Coordinamento Provinciale delle Associazioni Pro Diritti H di Ragusa, che chiede «un maggiore controllo del rispetto del Codice della Strada, accompagnato da opuscoli di sensibilizzazione, spot televisivi e articoli di giornale, rispetto a quel disinteresse che offende la persona con disabilità e la civiltà di un popolo»

Auto parcheggiata abusivamente in un posto per disabili

Uno dei tanti casi di veicoli che abusivamente occupano ogni giorno, in ogni parte d’Italia, i parcheggi riservati alle persone con disabilità

Siamo particolarmente grati al Coordinamento Provinciale delle Associazioni Pro Diritti H di Ragusa, per la lettera inviata qualche settimana fa a tutte le Istituzioni del proprio territorio e agli organi d’informazione, in quanto costituisce un indispensabile “richiamo all’ordine” sull’ormai annoso problema dell’occupazione dei parcheggi riservati alle persone con disabilità, da parte di chi non ne ha diritto. Se infatti il territorio di riferimento è specificamente quello della Provincia di Ragusa, siamo certi che in molte altre città d’Italia ci si potrebbe pienamente identificare nella situazione denunciata.
Diamo quindi spazio quasi integrale alla lettera citata, suggerendo a quanti vi si identifichino di muoversi in modo analogo, riprendendone eventualmente anche uno o più brani. (S.B.)

«Denunciamo il continuo e deprecabile disagio subito dalle persone con disabilità nel trovare i posti auto loro riservati puntualmente occupati da persone “sanissime”. Un problema diffuso e una manifestazione di grave inciviltà.
A cosa serve dotare un Paese di Leggi avanzate, di centri commerciali pieni di infrastrutture e di servizi, se poi all’atto pratico nessuno di noi pensa che magari quel posto riservato alle persone con disabilità oppure quegli scivoli possano servire a qualcun altro? Infatti, i posti riservati sono stati pensati per avere lateralmente lo spazio necessario a smontare la carrozzina, per cui la persona con disabilità non può occupare un posto qualsiasi, in quanto risulta impossibile e limitante la discesa/salita della propria autovettura.
Potremmo dire che l’inciviltà regna sovrana, se, nonostante la realizzazione di progetti finalizzati all’integrazione sociale e alla prevenzione dello stigma legata alla disabilità, ancora oggi si deve assistere a forme di violenza privata nei riguardi del portatore di handicap.
Sì, perché di violenza privata si tratta, come ha stabilito ad esempio la Corte di Cassazione chiamata a decidere sulla vicenda di due cittadini palermitani condannati a quattro mesi di reclusione.
Purtroppo tale sopruso è un copione già visto, pur non smettendo mai di indignare quella parte di comunità sensibile al rispetto dei diritti delle minoranze.
Molteplici sono le azioni che si potrebbero suggerire, anche “estreme”, come capita a quei brasiliani che parcheggiano nei posti riservati alle persone con disabilità, che se prima potevano ritrovarsi una sedia a ruote stilizzata disegnata con la bomboletta spray sul cofano o sul lunotto posteriore della propria auto, ora la ritrovano letteralmente ricoperta di post-it azzurri su cui campeggia in bianco il simbolo internazionale della disabilità (anche questo a foglietti adesivi); o ancora in Argentina, dove le auto in sosta nei posteggi riservati possono diventare una rampa per le evoluzioni di atleti con disabilità, il tutto video filmato, cosicché l’ignaro trasgressore, al suo ritorno, lo scopre attraverso il telefonino grazie a un QR Code.
Ciò che chiediamo è una maggiore sensibilizzazione della comunità locale verso questo tema, grazie a un capillare e costante controllo nei confronti di chi posteggia senza alcuna autorizzazione (cartellino blu) o di chi abusa di tale autorizzazione (esposizione del cartellino anche in assenza della persona con disabilità).
Molto spesso, chi si crede più furbo degli altri è semplicemente una persona maleducata, irrispettosa e tutt’altro che disposta a riconoscere i propri errori, ma il mondo non può essere una sommatoria di singoli individualismi, bensì ma un luogo dove vivere una dimensione collettiva, fondata sul rispetto di ogni reciproca esigenza.
L’intervento che si chiede è centrato sull’educazione/controllo e non su azioni punitive che spesso portano a risultati negativi. Proponiamo quindi un maggiore controllo del rispetto del Codice della Strada, accompagnato da opuscoli di sensibilizzazione, spot televisivi, articoli di giornale, avverso al disinteresse che offende la persona con disabilità, la sua malattia e la civiltà di un popolo.
Coordinamento Provinciale Pro Diritti H di Ragusa».

Ringraziamo per la collaborazione  l’ANFFAS di Modica (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale).

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: proh.ragusa@gmail.com.

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