Macigni inaccettabili, che pesano sulla vita di milioni di persone con disabilità

«Chiediamo per prima cosa di fare applicare le leggi esistenti e di trovare finalmente per le persone con disabilità risorse certe e adeguate»: lo ha dichiarato Nazaro Pagano, presidente nazionale dell’ANMIC (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili), nel corso di una conferenza stampa durante la quale la stessa ANMIC ha denunciato le tante criticità che ancora penalizzano le persone con disabilità nel nostro Paese, dall’assistenza al lavoro e alla scuola, senza contare i quotidiani casi di discriminazione

Realizzazione grafica con la scritta "I Diritti non sono un 'costo'", pubblicata nel sito della Campagna "Sbilanciamoci!"

Una realizzazione grafica pubblicata nel sito della Campagna “Sbilanciamoci!”

«Non servono semplici leggi-manifesto che affermano solo dichiarazioni di principio, né bastano risorse-tampone trovate sempre all’ultimo e da definire anno per anno. Chiediamo per prima cosa di fare applicare le leggi esistenti e di trovare finalmente per le persone con disabilità risorse certe e adeguate. Questo è l’unico modo per avviare una seria programmazione pubblica degli interventi assistenziali su scala nazionale in materia di non autosufficienza, per poter fornire così una reale parità di trattamento sul territorio».
A dirlo è stato Nazaro Pagano, presidente nazionale dell’ANMIC (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili), nel corso della conferenza stampa convocata nei giorni scorsi a Roma dalla stessa ANMIC (se ne legga anche la presentazione del nostro giornale), voluta per denunciare appunto le tante criticità che ancora penalizzano le persone con disabilità nel nostro Paese.

Parlando di assistenza e di solitudine delle famiglie, Pagano ha sottolineato poi che «se il presente delle persone con disabilità italiane è già incerto, le proiezioni demografiche per il futuro ci confermano che l’assistenza pubblica, già in crisi, è destinata a implodere. Occorre dunque avviare subito la costruzione, grazie anche alla consultazione delle Associazioni di persone con disabilità, di una riforma sostenibile, che garantisca un sistema di interventi adeguato e l’incremento immediato dei servizi domiciliari. Servizi e prestazioni che oggi solo una parte esigua e “fortunata” del Paese ha già organizzato sul proprio territorio, creando fra cittadini di Regioni diverse una crescente e inaccettabile disparità di trattamento».

Di lavoro, durante la conferenza stampa, si è occupato poi il vicepresidente dell’ANMIC Alberto Mutti, secondo il quale lo Stato non rispetta affatto l’articolo 4 della Costituzione («La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto»), consentendo, come accade con la Legge 68/99, «di pagare per non assumere. Anzi agisce esattamente nella direzione opposta». «Per questo – ha dichiarato – di fronte agli sconcertanti dati sull’occupazione delle persone con disabilità (una percentuale ridottissima di loro trova lavoro), stiamo valutando la possibilità di sollecitare una questione di costituzionalità su quell’articolo della Legge 68/99 in aperto contrasto con i dettami della Carta Costituzionale. Ma soprattutto saremo pressanti nella fase di stesura della ormai improrogabile riforma della disciplina, per cercare di evitare che questo principio assurdo venga confermato nella nuova legge sull’inserimento lavorativo delle persone con disabilità».

Le denunce dell’ANMIC si basano anche sui dati raccolti tramite il proprio Numero Verde Antidiscriminazione (800572775), attivo da circa un anno e potenziato negli ultimi mesi, che «nei soli primi sette mesi di quest’anno – ricorda Annalisa Cecchetti, responsabile dell’Ufficio Antidiscriminazione ANMIC – ha fatto registrare un numero crescente di casi nei quali la Legge vigente in materia, la 67/06 (Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazione), è stata completamente disattesa, comportando episodi di ordinaria o straordinaria discriminazione. In particolare, oltre alle evidenti barriere architettoniche, ancor più numerose sono risultate le segnalazioni legate a pregiudizio, superficialità e inefficienza, ciò che porta a far pensare a problema innanzitutto di natura culturale. Dal canto nostro, di fronte alla maggior parte delle segnalazioni abbiamo in primo luogo informato le vittime degli obblighi sanciti dalle disposizioni legislative, quindi dei diritti “azionabili” e, quando opportuno, abbiamo creato un collegamento con l’Ufficio ANMIC territoriale, al fine di garantire una più diretta tutela della persona».
«Nei mesi estivi – conclude Cecchetti – è aumentato il caso di segnalazioni relative alla “vita sociale e relazione con i cittadini”, mentre con l’inizio dell’anno scolastico, purtroppo, il grosso delle segnalazioni ha segnatamente riguardato le discriminazioni subite giornalmente dagli alunni con disabilità». (S.B.)

A questo link è disponibile la versione integrale del comunicato diffuso dall’ANMIC, successivamente alla conferenza stampa del 25 ottobre a Roma. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Ufficio Stampa ANMIC (Bernadette Golisano), tempinuovi.bg@tiscali.it.

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