Bene quel fondo per i caregiver, ora definire i criteri

«Finalmente prendersi cura di un proprio caro non è più considerata esclusivamente come una scelta d’amore, un obbligo totalmente a carico del caregiver, ma una corresponsabilità e un dovere anche dello Stato verso un suo cittadino che si trova a vivere condizioni di criticità. Ora vanno definiti i criteri, per stabilire chi avrà diritto e con quali tutele ogni caregiver potrà accedere a quel fondo»: l’Associazione Genitori Tosti in Tutti i Posti commenta con favore la decisione della Commissione Bilancio del Senato di destinare un fondo di 60 milioni in tre anni ai caregiver familiari

Madre-caregiver con il proprio figlio gravemente disabile

Una madre-caregiver insieme al proprio figlio, persona con grave disabilità

I caregiver membri della nostra Associazione Genitori Tosti in Tutti i Posti (affiliata alla FIRST-Federazione Italiana Rete Sostegno e Tutela dei diritti delle persone con disabilità) hanno accolto con favore la recente decisione della Commissione Bilancio del Senato di stanziare un fondo di 60 milioni di euro, per i prossimi tre anni, da destinare a favore dei caregiver familiari italiani.
Prendersi cura di un proprio caro, finalmente non è più considerata esclusivamente come una scelta d’amore, un dovere, un obbligo totalmente a carico del caregiver, ma una corresponsabilità e un dovere anche dello Stato verso un suo cittadino che si trova a vivere condizioni di criticità.
Finalmente, con questo primo passo, viene riconosciuta, garantita e preservata la figura del caregiver familiare come soggetto che assicura e tutela i diritti e il benessere di un cittadino dello Stato italiano, e non solamente di un proprio familiare.

Ci auguriamo dunque che una volta per tutte lo Stato italiano abbia preso atto che i caregiver familiari hanno diritto al riposo, quindi, alla salute; diritto al lavoro, quindi, ad avere un reddito; diritto ad avere riconosciuti i contributi figurativi per chi è impossibilitato a svolgere una regolare attività lavorativa, dovendosi occupare del proprio caro con disabilità ventiquattr’ore su ventiquattro; diritto alle tutele assicurative nel caso in cui il caregiver familiare, per necessità legate alla cura dell’assistito, si debba assentare per un lungo periodo dal lavoro; diritto ad usufruire delle necessarie opportunità formative, al fine di sviluppare maggiore consapevolezza e competenze rispetto al ruolo svolto; diritto alla tutela delle esigenze personali di vita sociale e lavorativa.

Poiché la nostra Associazione intende e ritiene opportuno farsi portavoce degli interessi dei propri Soci e dei tanti altri cittadini che vivono la condizione di caregiver familiare, ci proponiamo – insieme a tutte le altre Associazioni che verranno coinvolte -, di poter partecipare alla definizione dei criteri che stabiliranno chi avrà diritto e con quali tutele ogni caregiver familiare potrà accedere al sopra citato fondo.

Il presente testo, inviato a numerosi Parlamentari, in forma di “lettera aperta”, è sottoscritto da Alessandra Corradi (presidente), Rosario Pullano e Giovanni Barin, componenti dell’Associazione Genitori Tosti in Tutti i Posti (genitoritosti@yahoo.it).

Ricordiamo anche la petizione Caregiver familiare: una legge giusta e a tutela di tutti (a questo link), promossa qualche tempo fa da Alessandra Corradi.

Stampa questo articolo