Nessuno sia lasciato indietro!

«Rafforzare il ruolo delle persone con disabilità, facendolo anche in quelle zone del mondo dove esse sono “le più vulnerabili tra le vulnerabili”, serve anche a consolidare i diritti in Paesi come il nostro»: è certamente questo uno motori d’azione della Cooperazione Italiana, in àmbito di disabilità, del tutto in linea con l’obiettivo “Nessuno sia lasciato indietro!”, fissato dall’Agenda 2030 dell’ONU. E proprio oggi, 20 febbraio, viene presentato a Roma un nuovo aggiornamento delle “Linee guida per la disabilità e l’inclusione sociale negli interventi di cooperazione 2018”

Mostra “Diritti accessibili. La partecipazione delle persone con disabilità per uno sviluppo inclusivo”

Immagine della mostra “Diritti accessibili. La partecipazione delle persone con disabilità per uno sviluppo inclusivo”

Come abbiamo ricordato in varie occasioni, la RIDS (Rete Italiana Disabilità e Sviluppo) è un’alleanza strategica di carattere innovativo, avviata nel 2011 da due organizzazioni non governative – l’AIFO (Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau) e EducAid – insieme a due organizzazioni di persone con disabilità, quali DPI Italia (Disabled Peoples’ International) e la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).
Essa, aveva spiegato a suo tempo su queste stesse pagine il presidente Giampiero Griffo, «opera nel campo degli aiuti umanitari, rafforzando il ruolo delle persone con disabilità e delle loro organizzazioni, come dimostra la creazione di consulenti alla pari per l’emergenza nella Striscia di Gaza e la realizzazione di ricerche emancipative sulla disabilità in India e ancora in Palestina, dove le persone con disabilità diventano veri e propri “ricercatori” sulla propria condizione, basandosi sull’approccio del rispetto dei diritti umani fissato dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità».
Il tutto, in un quadro – quello della cooperazione italiana – che ormai da molti anni ha sviluppato un’attenzione particolare ai diritti delle persone con disabilità e la cui azione il nostro giornale ha puntualmente seguito (si veda a questo link, a tal proposito, l’elenco dei numerosi contributi da noi pubblicati). Ne va ricordato segnatamente il il Piano d’Azione sulla Disabilità della Cooperazione Italiana (2013), e le Linee Guida sul tema, che vengono periodicamente aggiornate, con l’obiettivo di fornire un quadro di riferimento sulle varie azioni svolte, indicando approcci e strategie, e proponendo raccomandazioni utili ad includere la tematica dei diritti delle persone con disabilità nell’àmbito degli interventi della cooperazione italiana, per la formazione, l’accesso al lavoro, la salute e l’educazione.
Sono tutti documenti centrati sull’applicazione della citata Convenzione ONU, che testimoniano l’impegno a sostenere l’inclusione di queste persone, che rappresentano il 15% della popolazione mondiale, sin troppo spesso “i più poveri tra i poveri” o “i più vulnerabili tra i vulnerabili”.

Proprio mentre scriviamo, oggi, 20 febbraio, è in corso di presentazione a Roma il terzo aggiornamento delle Linee Guida (Linee guida per la disabilità e l’inclusione sociale negli interventi di cooperazione 2018), a cura dell’AICS (Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) e della DGCS (Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo) del Ministero degli Affari Esteri, alla presenza di Laura Frigenti; che dirige l’AICS, Luca Maestripieri, vicedirettore della DGCS del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Mina Lomuscio (AICS) e Maura Viezzoli di Link 2007, rappresentanti del Comitato Editoriale delle stesse Linee Guida.

Il documento è stato redatto nel periodo maggio-settembre dello scorso anno, con la sostanziale collaborazione del RIDS e di LINK 2007, Associazione di Coordinamento Consortile che raggruppa importanti organizzazioni non governative italiane, e lo scopo di esso, come spiegano i promotori, è quello di «dare indicazioni affinché gli interventi siano orientati all’eliminazione o alla riduzione delle barriere di diversa natura, culturali, strutturali e ambientali, che possano ostacolare l’accesso ai diritti delle persone con disabilità di natura fisica, mentale, sensoriale e/o intellettuale, in linea con l’obiettivo No One Left Behind [“Nessuno sia lasciato indietro”, N.d.R.] dell’Agenda ONU 2030 e degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile in essa contenuti. (S.B.).

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