Lavoro e disabilità: è utile intervenire sul contesto sociale

«Ogni giorno molte persone con disabilità continuano a vivere la loro disoccupazione con ansia e con un senso di frustrazione. Per fornire una risposta efficace a un problema così complesso, è utile intervenire sul contesto sociale, costruendo reti di servizi significativi in grado di ridurre le contraddizioni sociali»: a scriverlo è Moreno Orlandelli, responsabile di un Servizio per l’Inserimento al Lavoro in un territorio della Lombardia, di cui espone le iniziative e gli sviluppi, promossi all’insegna di una stretta collaborazione tra settore pubblico, profit e non profit

Colloquio di lavoro di uomo con disabilità

Colloquio di lavoro di una persona con disabilità motoria

Il diritto al lavoro è un tema particolarmente sensibile in questi ultimi anni. Un argomento di discussione in contesti istituzionali, sui media, nelle piazze virtuali ecc. Ormai è entrato a far parte del nostro quotidiano, come tutte le sciagure che si consumano pubblicamente. E tuttavia ogni giorno molte persone con disabilità continuano a vivere la loro disoccupazione con ansia e con un senso di frustrazione. Ricercano un’occupazione in solitudine con pacchi di curriculum vitae sotto il braccio o con l’aiuto di enti accreditati che hanno la funzione di mediare l’accesso al lavoro in un mondo fatto di doti, di somministrazioni brevi, con tutele minime e riconoscimenti economici risibili.
Possiamo dire, senza timore di smentita, che l’assenza di lavoro o i surrogati lavorativi rendono molte persone ancora più “disabili”, laddove per disabilità si intende il problema di un gruppo di persone all’interno di una comunità, ma allo stesso tempo un’esperienza che tutti, nell’arco della vita, possono trovarsi a sperimentare. Se dunque a un problema socio-economico sommiamo una patologia di natura fisica, psichica o sensoriale, non facciamo che incrementare gli “handicap” che la persona si trova ad affrontare.

Saltando ogni riferimento alla normativa internazionale, nazionale e regionale, ampiamente nota agli addetti ai lavori, ricordiamo solamente che «nel 2010 è stato redatto dal Consiglio Europeo un documento tecnico interessante che affronta il contraccolpo della crisi economica sul lavoro dei disabili nella Comunità Europea: il Draft Joint Employment Report 2009/2010 che sottolinea come, nonostante gli sforzi compiuti per perseguire gli obiettivi occupazionali di gruppi particolari come i disabili, l’utilizzo degli incentivi atti a favorirne la partecipazione al lavoro incontra crescenti difficoltà in tempi di crisi. A riguardo, l’assetto attuale dei mercati del lavoro suggerisce l’urgenza di predisporre, per i disabili come per altri gruppi svantaggiati, strategie attive che integrino gli interventi previsti dai tre pilastri della Strategia Europea per l’occupazione: mercati del lavoro inclusivi, accesso a servizi di qualità e adeguato sostegno al reddito» (da Regione Lombardia, L’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, Rapporto 2010/2011, VI Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della Legge 12 marzo 1999 n. 68 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”, pagina 3).
Ha poca importanza quale sia la causa del disagio, volendo infatti fornire una risposta efficace a un problema così complesso, è utile intervenire sul contesto sociale, costruendo reti di servizi significativi in grado di ridurre le contraddizioni sociali.

Il territorio viadanese è una piccola realtà del Basso Mantovano che conta una popolazione di 47.692 abitanti al censimento del 2011. Il sistema economico di questa zona è prevalentemente basato sull’agricoltura, ma il tessuto sociale, particolarmente vivace, ha prodotto anche una fitta rete di attività artigianali e di piccole e medie imprese che negli Anni Sessanta e Settanta hanno riqualificato l’economia locale. Pochi sono, tuttavia, i complessi industriali di dimensioni considerevoli. Molte piccole aziende sono entrate in sofferenza in questo periodo di crisi e anche se attualmente si avverte una minima ripresa, prevale la diffidenza e il timore nell’affrontare un futuro ancora incerto.
È difficile promuovere progetti di welfare comunitario avanzato, soprattutto per la difficoltà di coglierne i vantaggi nella complessità del quotidiano. Tuttavia, in questo territorio, non manca la disponibilità all’accoglienza e alla sperimentazione di percorsi inclusivi.
La scelta di questo Ambito distrettuale – composto da dieci Comuni riuniti in un Consorzio ormai dal 2005 – è stata quella di dotarsi di un proprio Servizio per il Lavoro in supporto alle fasce deboli della popolazione. Il progetto, condiviso con la Provincia di Mantova, ha portato nel 2008 alla sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa finalizzato alla creazione di un sistema di governance inclusivo (partnership pubblico/privato sociale/for profit).
Tale documento nasce con la finalità di garantire l’efficacia, la stabilità della collaborazione e la condivisione di un metodo di lavoro tra i soggetti coinvolti e porta alla costituzione di un’équipe multidisciplinare che intende affrontare la complessa e articolata operazione di mediazione tra enti diversi. La metodologia operativa proposta si basa sulla teoria del “progetto di vita” quale approccio olistico al tema della crescita individuale. Il lavoro rappresenta, nella maggioranza dei casi, una componente strategica e fondamentale del progetto.

Il NIL (Nucleo Inserimenti Lavorativi), nato da questo tipo di orientamento, collabora:
° con le Unità di Offerta (UDO) socio-sanitarie in grado di garantire una valutazione multidisciplinare e di coordinare l’accesso alle numerose e frammentate misure rivolte alle fasce deboli;
° con il Servizio sperimentale per la promozione della vita indipendente titolare del percorso di definizione e realizzazione del progetto di vita ragionato e definito dall’interessato con la supervisione di un case manager;
° con le Istituzioni Scolastiche locali, per garantire continuità tra il mondo della formazione e quello del lavoro;
° con le imprese locali per la sperimentazione di  attività che favoriscano l’inclusione, come ad esempio le Isole di Lavoro formative in àmbito aziendale.

Il servizio offerto dal NIL è stato accreditato nel 2017 dalla Regione Lombardia e in seguito a questo riconoscimento, approcciandosi a un sistema intricato e complesso di opportunità e risorse disponibili, ha optato per la creazione di un raggruppamento eterogeneo e per una specializzazione degli interventi.
È nei primi mesi di questo 2018 che si costituisce un’ATS (Associazione Temporanea di Scopo) tra i seguenti soggetti accreditati per i servizi al lavoro e per la formazione:
– capofila: IAL (Innovazione Apprendimento Lavoro) Lombardia Srl, Impresa Sociale, sede di Viadana;
– partner: il Consorzio Pubblico Servizio alla Persona di Viadana;
– partner: UMANA Agenzia per il Lavoro, con un’estesa rete di filiali su tutto il territorio nazionale, autorizzata dal Ministero del Lavoro.

Questa compagine racchiude tre “anime” eterogenee, ma interconnesse, ovvero un’impresa del Terzo Settore “non profit”(Impresa Sociale), in cui l’attività economica d’impresa principale ha per oggetto la produzione e lo scambio di servizi di utilità sociale; una pubblica, che si basa su princìpi etico sociali di assistenza e tutela delle fasce deboli della popolazione; una “for profit”, basata invece su princìpi di efficienza ed efficacia finalizzati alla performance.
L’atto costitutivo dell’ATS prevede il superamento del concetto di rete, per arrivare alla realizzazione di un vero e proprio sistema che consenta una pianificazione integrata, evitando sovrapposizioni di competenze e prevedendo viceversa una specializzazione degli interventi in riferimento all’esperienza e alla preparazione di ciascuno.
Obiettivi principali sono: la promozione dell’inserimento lavorativo e lo sviluppo dei temi legati a politiche di responsabilità sociale. Si intende in tal senso sperimentare una correlazione tra welfare, occupazione e imprese, per sondare spazi nuovi di intervento e avviare esperienze concrete a supporto dei bisogni delle aziende e dei lavoratori.
In sostanza, il Servizio Pubblico si occupa di mantenere il focus sul progetto di vita, in continuità con l’obiettivo del lavoro; cura gli aspetti che possano favorire un processo di crescita basato sull’incremento della stima di sé, dell’autoefficacia e dell’autodeterminazione, per fare emergere risorse latenti e portare l’individuo ad appropriarsi consapevolmente del suo potenziale.
Dal canto suo, IAL Lombardia si occupa della gestione organizzativa e documentale relativa alle misure e ai progetti finalizzati all’inclusione lavorativa, nonché della formazione professionale in risposta alle esigenze espresse dalle aziende.
UMANA, infine, garantirà un’efficace analisi del mondo produttivo e una reale connessione con esso, sondando tutti i possibili spazi di contatto.

Le aspettative non sono quelle di ottenere un esito immediato dalla sperimentazione, che coinvolgerà circa cinquanta persone all’anno per due anni in percorsi di crescita legati alle prerogative personali di ognuno. Rilevante sarà lo sforzo organizzativo dedicato ad investire risorse multicanale provenienti da finanziamenti comunali, regionali e ministeriali, in modo coordinato e in funzione del risultato e della sua stabilizzazione.
Mi pare per altro corretto porre in evidenza anche il vantaggio economico che sta alla base di qualsiasi sano accordo e che conferisce maggior credibilità all’intesa. La componente profit aspira sicuramente a collocare più persone possibili, per ottenere il maggior numero di contratti, poiché questo è il core business della sua attività, il Terzo Settore amplia le proprie funzioni e il proprio giro d’affari e la Pubblica Amministrazione aspira a ridurre le risorse attualmente vincolate principalmente al sostegno del reddito e alle prestazioni di tipo assistenzialistico.
Il fatto che l’interesse di tutti possa portare al raggiungimento di un’autonomia economica e personale per il maggior numero possibile di persone con disabilità e disagiate attualmente in carico ai Servizi potrebbe, forse non del tutto accidentalmente, promuovere un welfare di comunità.

Coordinatore del NIL (Nucleo Inserimenti Lavorativi), facente capo a un Consorzio di dieci Comuni dell’Ambito Distrettuale di Viadana (Mantova) (orlandellimoreno@gmail.com).

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