Il lavoro è la più grande opportunità di inclusione sociale

«Convinti da sempre che il lavoro rappresenti la più grande opportunità di riscatto personale e di inclusione sociale per chi parte da posizioni di svantaggio, in occasione della Festa del Primo Maggio ribadiamo il nostro sostegno e la nostra vicinanza alle persone con disabilità visiva e a tutto il mondo della disabilità»: lo dichiarano dall’UICI che, allo scopo di promuovere nuove opportunità di impiego, superando i vecchi stereotipi, sta per indire un bando che metterà a disposizione risorse economiche volte al finanziamento di progetti lavorativi coinvolgenti persone con disabilità visiva

Persona non vedente al lavoro al computer

Una persona non vedente al lavoro al computer

«Convinti da sempre che il lavoro rappresenti la più grande opportunità di riscatto personale e di inclusione sociale per tutte le persone che partono da posizioni di svantaggio, in occasione della prossima Festa del Primo Maggio ribadiamo il nostro sostegno e la nostra vicinanza alle persone con disabilità visiva e a tutto il mondo della disabilità»: lo si legge in una nota diffusa dall’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), che rivendica il proprio «costante impegno nell’individuazione di nuove attività lavorative, per offrire opportunità ai giovani con disabilità visiva che devono inserirsi nel mondo del lavoro e a tutte le persone che, a causa della perdita parziale o totale della vista, si trovano nell’impossibilità di continuare a svolgere la propria professione».

«Il lavoro – sottolinea a tal proposito Mario Barbuto, presidente nazionale dell’UICI – è sicuramente il mezzo più nobile ed efficace di inclusione e di uguaglianza dei cittadini; al contrario, l’esclusione e la discriminazione fondate sul pregiudizio, costituiscono ragione di conflitto sociale e offendono la dignità delle persone. Mutare la condizione di disabilità e la sua percezione da fattore di handicap in risorsa preziosa è un passo fondamentale per accrescere l’inclusione e favorire uno sviluppo economico e un progresso sociale più equo ed equilibrato. L’innovazione tecnologica consente a ciechi e ipovedenti di occuparsi di un numero sempre più ampio di mansioni, superando gli stereotipi che li vogliono impegnati esclusivamente in professioni come quelle del centralinista o del fisioterapista. Crediamo sia tempo di agire a fondo anche a livello istituzionale, per restituire diritti e dignità alle persone con disabilità, in linea con quanto previsto dalla Costituzione Italiana in materia di uguaglianza e di pari opportunità».

Proprio allo scopo di promuovere nuove opportunità di impiego, la Direzione Nazionale dell’UICI sta per indire un bando che metterà a disposizione risorse economiche volte al finanziamento di progetti lavorativi coinvolgenti persone colpite da disabilità visiva.
L’iniziativa, che sarà avviata grazie ai fondi raccolti con la Lotteria Nazionale Louis Braille dello scorso anno, mira sostanzialmente a stimolare, sostenere e promuovere nuove proposte tese alla realizzazione di imprese innovative realizzate da non vedenti in forma singola o associata.
Nel dettaglio, il bando metterà a disposizione 95.000 euro, 25.000 dei quali destinati a dieci progetti presentati da singoli partecipanti e 60.000 a tre progetti proposti da singole imprese. I restanti 10.000 euro verranno utilizzati per la remunerazione dei consulenti e per la realizzazione dell’evento pubblico in cui verranno presentati i progetti stessi.
Per partecipare alla gara e godere del finanziamento, è necessario che le società siano costituite da meno di ventiquattro mesi o siano in fase di costituzione e composte per almeno il 51% da lavoratori ciechi o ipovedenti.
«Con questo bando – aggiunge Barbuto – intendiamo anche sollecitare i datori di lavoro pubblici e privati a mantenere atteggiamenti aperti e ricettivi verso coloro che, pur in presenza di disabilità, si avvicinano al mondo delle professioni. Infatti, nonostante le leggi di protezione e l’azione continua delle Associazioni rappresentative, centinaia di migliaia di persone con disabilità sono ancora alla ricerca di uguaglianza e pari opportunità, da conquistare in primo luogo attraverso il diritto al lavoro. Solo attraverso la realizzazione di questo diritto fondamentale chi parte in posizione di svantaggio può recuperare dignità, indipendenza economica, autonomia personale e libertà dal bisogno». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Andrea Spaziani (Imageware), aspaziani@imageware.it.

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