Tutelati, nel Lazio, i diritti dei minori con disabilità in stato di abbandono

Un provvedimento prodotto dalla Presidenza della Regione Lazio garantirà il diritto di 250 bambini con disabilità in stato di abbandono di crescere in un ambiente il più possibile simile a una famiglia, finché non avranno la possibilità di accedere all’adozione o all’affido familiare. «Ora incoraggiamo la Regione Lazio – dichiara Luigi Vittorio Berliri, presidente dell’Associazione Casa al Plurale – a proseguire sulla strada dell’integrazione delle politiche sociosanitarie, guardando alla situazione delle persone con disabilità adulte in casa famiglia»

Bimbo con disabilità in casa famiglia, insieme a un'operatriceCome avevamo sottolineato qualche mese fa, sono per prima cosa bambini e come gli altri avrebbero il diritto di crescere in famiglia o in un ambiente il più possibile simile a una famiglia. Sono i circa 4.000 minori in Italia nati con disabilità e abbandonati alla nascita, il cui destino è, nella maggior parte dei casi, una lunga ospedalizzazione o il ricovero in una struttura residenziale sanitaria.
E tuttavia, come avevamo pure segnalato, per lo meno nel Lazio – dove i bimbi con gravi disabilità e senza la famiglia di origine sono circa 250 – la situazione stava finalmente prendendo una piega favorevole e proprio in questi giorni si è avuto lo scatto decisivo, grazie a un provvedimento della Presidenza della Regione Lazio, che consentirà, come si legge in una nota diffusa congiuntamente dall’Associazione Casa al Plurale e dalla Cooperativa Sociale L’Accoglienza, «di garantire pienamente, e attuare, il diritto di quei bambini a crescere in un ambiente il più possibile simile a una famiglia, finché non avranno la possibilità di accedere all’adozione o all’affido familiare».

«Il Decreto del Commissario ad Acta prodotto in questi giorni – commenta dall’Accoglienza Marco Bellavitis – sblocca la compartecipazione sanitaria alla spesa per accoglienza dei minori con disabilità ad alta complessità assistenziali e in stato di abbandono in case famiglia socio assistenziali. In sostanza è stato compiuto finalmente l’ultimo scatto, auspicato anche in occasione del nostro convegno dell’inizio di marzo [se ne legga anche sulle nostre pagine, N.d.R.], affinché questi bambini possano essere accolti in case famiglia socio assistenziali e non “abbandonati”, per una seconda volta, in una corsia d’ospedale. In tal senso, la Regione Lazio si mostra concretamente attenta e solidale verso i circa 250 bambini con gravi disabilità e senza la famiglia di origine che abitano sul territorio laziale».

«Si è dunque compiuto – leggiamo ancora nella nota di Casa al Plurale e dell’Accoglienza – un deciso passo in avanti sulla via dell’integrazione delle politiche sociosanitarie sul territorio, riconoscendo un modello, quello delle “Piccole Case” della Cooperativa L’Accoglienza, che in questi anni ha permesso ai bambini accolti di essere anzitutto bambini e non pazienti. Il Decreto di questi giorni conclude per altro un lungo percorso, avviato già nel mese di dicembre dello scorso anno, quando con la Delibera n. 884 (19 dicembre 2017), la Regione Lazio aveva introdotto rilevanti novità, stabilendo che “nel caso di accoglienza di minori con bisogni assistenziali complessi riferiti a situazioni di disabilità, le tariffe/rette minime dovranno essere maggiorate in ragione del maggior carico assistenziale necessario per l’esecuzione del piano personalizzato, secondo le direttive che verranno emanate con specifico Decreto del Commissario ad Acta che ne definirà anche il costo a carico della ASL competente».

«Ora incoraggiamo la Regione Lazio – dichiara Luigi Vittorio Berliri, presidente di Casa al Plurale – a proseguire sulla strada dell’integrazione delle politiche sociosanitarie, basata sul riconoscimento della priorità del volto della persona e della sua unicità su ogni altra esigenza organizzativa e amministrativa, a partire dalla situazione delle persone con disabilità adulte in casa famiglia. È urgente garantire un’assistenza adeguata per intensità e qualità, all’interno del modello di integrazione sociale rappresentato dalle case famiglia e con la compartecipazione della spesa sanitaria agli oneri assistenziali».

Casa al Plurale, lo ricordiamo, è l’Associazione che rappresenta numerose organizzazioni operanti nel Lazio – tra le altre l’AIPD di Roma (Associazione Italiana Persone Down) e l’ANFFAS di Roma (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) – a sostegno delle persone con disabilità e dei minori, coinvolgendo ben 54 case famiglia. Su di essa e sulla Cooperativa L’Accoglienza, segnaliamo ai Lettori una scheda di approfondimento (a questo link). (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@casaalplurale.org (Carmela Cioffi).

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