Primo monitoraggio in Sicilia del Garante per la libertà personale

«Monitoreremo il variegato mondo delle strutture per persone vulnerabili, luoghi in cui accudimento e controllo si confondono frequentemente»: lo aveva dichiarato pochi giorni fa il Garante Nazionale dei Diritti delle Persone Detenute o Private della Libertà Personale, anticipando i contenuti della propria Relazione Annuale, ed è dunque interessante, ora, seguire gli atti concreti di quell’Ufficio in tale àmbito, a partire dalla prima visita in Sicilia, dedicata appunto al monitoraggio delle strutture residenziali per persone anziane o con disabilità

Particolare di persona in carrozzina, con un infermiere a fianco, in un ospedale«L’attesa del mondo della disabilità è stata centrata nella fiducia in una Istituzione nuova, il Garante Nazionale, che ha assunto l’impegno di monitorare il variegato mondo delle strutture per persone vulnerabili e di indirizzare un occhio esterno verso luoghi capillarmente sparsi nel territorio del Paese a volte poco trasparenti. Sono luoghi in cui accudimento e controllo si confondono frequentemente. Luoghi certamente noti alla rete degli affetti di chi vi è ospitato e al variegato mondo del volontariato; ma molto meno alle Istituzioni, forse proprio per la supposta residualità del ruolo sociale delle persone che vi risiedono; le quali vi entrano spesso volontariamente, ma nel tempo rischiano, per una serie di imprevedibili fattori, di divenire di fatto private della libertà»: lo aveva dichiarato qualche settimana fa Mauro Palma, Garante Nazionale dei Diritti delle Persone Detenute o Private della Libertà Personale, anticipato i contenuti della propria Relazione Annuale, depositata poi in Parlamento, un documento che secondo Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), aveva riconosciuto come «fondate e legittime le istanze e gli approfondimenti riproposti con insistenza negli ultimi anni dalla nostra Federazione, in materia di segregazione delle persone con disabilità», facendo finalmente sperare «nell’avvio di un reale contrasto a questo fenomeno e di garanzia della vita indipendente delle persone con disabilità» (se ne legga ampiamente su queste pagine).

Ebbene, dalle parole ai fatti concreti, se è vero che qualche giorno fa l’Ufficio del Garante ha concluso la sua prima visita in Sicilia, ed esattamente nel territorio di Catania, dedicandosi appunto al monitoraggio delle strutture residenziali per persone anziane o con disabilità, oltre che a quello tradizionale degli istituti di detenzione e degli altri luoghi in cui la limitazione della libertà è determinata da un atto dell’autorità pubblica.
Guidata dunque da Emilia Rossi, componente del Collegio del Garante, e integrata della partecipazione di Ciro Tarantino, docente all’Università della Calabria e direttore scientifico del del CeRC (Centre for Governmentality and Disability Studies “Robert Castel”) dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, in adempimento del mandato proveniente al Garante dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, la delegazione ha visitato a Catania e dintorni la Residenza Sanitaria Arka Srl, la Casa di Riposo della Cooperativa Sociale Padre Pio, l’Istituto Medico Psicopedagogico Lucia Mangano, il Centro Assistenziale per Anziani Maria Regina e il Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura dell’Ospedale Cannizzaro.

Come previsto, poi, insieme alle strutture di natura sanitaria, la visita ha interessato anche i luoghi della privazione della libertà riferiti al circuito penale, vale a dire l’Istituto per i Minorenni di Catania, il Reparto di Medicina Protetta dell’Ospedale Cannizzaro, il Centro di Prima Accoglienza, la Camera di Sicurezza della Questura, la Casa Circondariale Bicocca di Catania e quella di Giarre. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: segreteria@garantenpl.it.

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