Piano Sociale del Lazio: soddisfatta la FISH Regionale

«L’accoglimento delle nostre proposte fissa alcuni importanti princìpi di sistema nella pianificazione regionale degli interventi nel settore sociale e sociosanitario ed è il frutto di un’efficace interlocuzione instaurata con gli organi istituzionali di riferimento. Ora si dovrà dare concreta attuazione alle azioni previste dal Piano»: si dichiara soddisfatto Daniele Stavolo, presidente della FISH Lazio (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), dopo l’approvazione del nuovo Piano Sociale Regionale del Lazio, che ha accolto una serie di proposte avanzate dalla Federazione

Consiglio Regionale del Lazio

Il Consiglio Regionale del Lazio

«L’accoglimento delle nostre proposte fissa alcuni importanti princìpi di sistema nella pianificazione regionale degli interventi nel settore sociale e sociosanitario ed è il frutto di un’efficace interlocuzione instaurata con l’Assessorato di riferimento della Regione Lazio e con i componenti della VII Commissione del Consiglio Regionale, tra cui occorre dare evidenza all’impegno della consigliera Marta Bonafoni, che si è mostrata particolarmente sensibile alle tematiche presentate. Sarà ora necessario continuare a lavorare con gli Assessorati competenti, per dare concreta attuazione alle azioni previste dal Piano».
Il commento di Daniele Stavolo, presidente della FISH Lazio (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), riguarda il nuovo Piano Sociale Regionale del Lazio, denominato Prendersi Cura, Un Bene Comune. 2019-2021, ovvero il principale strumento di pianificazione del Sistema Integrato dei Servizi e degli Interventi Sociali e socio-sanitari nella Regione, approvato in via definitiva dal Consiglio Regionale il 24 gennaio scorso.

«Esprimiamo un complessivo apprezzamento – prosegue Stavolo – per questo nuovo Piano Sociale adottato per il prossimo triennio dalla regione Lazio, dopo ben vent’anni. L’iter di approvazione, va ricordato, era stato interrotto a causa del rinnovo della Consiliatura Regionale il 4 marzo 2018, ma approvato dalla Giunta alla fine del mese di maggio, aveva ripreso attivamente il proprio percorso dal mese di ottobre. La nostra Federazione – che aveva già contribuito con le sue proposte alla redazione dei primi testi – ha avanzato, in quest’ultima fase di elaborazione, alcuni emendamenti relativi a tematiche di diversa natura, che hanno trovato accoglimento e approvazione sia da parte della VII Commissione Consiliare (Sanità, Politiche Sociali, Integrazione sociosanitaria, Welfare), sia dal Consiglio Regionale».

Nel complesso, dunque, il nuovo Piano prevede misure specifiche in diversi àmbiti di intervento, spaziando dall’infanzia e minori, ai soggetti a rischio di esclusione, alle persone con disabilità, alle famiglie e genitorialità, agli anziani, ai detenuti, ai migranti e alle donne vittime di violenza.
Per dare attuazione alle misure del Sistema integrato verranno investiti complessivamente 656 milioni di euro, di cui 524 tra risorse statali e regionali e 132 derivanti dai Fondi Sociali Europei (POR FSE).
«Per quanto riguarda i nostri emendamenti [si legga nel box in calce il dettaglio di quelli approvati, N.d.R.] – essi sono indirizzati – spiegano dalla FISH Lazio – a intervenire in vari settori, per potenziare i servizi a favore delle persone con disabilità, con l’obiettivo di contrastare il complesso fenomeno della segregazione e dell’isolamento, arginare la discriminazione multipla vissuta nel quotidiano dalle donne con disabilità, promuovere la costituzione e la diffusione dei centri che favoriscano i servizi e le strategie per garantire una vita indipendente per tutti, ampliare gli strumenti che facilitino la deistituzionalizzazione ed evitino il ricorso ai ricoveri impropri, in particolare per i cittadini stranieri senza fissa dimora».
«Le proposte presentate – concludono dalla Federazione – mirano a dare attuazione ad alcune priorità di intervento fissate dalle Osservazioni Conclusive al primo Rapporto Ufficiale dell’Italia sull’attuazione dei princìpi e delle disposizioni contenute nella Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità -prodotte dal relativo Comitato ONU nell’agosto 2016 nonché dal Secondo Programma di Azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità, garantendo un maggiore coinvolgimento delle organizzazioni rappresentative in ogni tematica che interessa le persone con disabilità in àmbito sociale e socio-sanitario». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishlazio.it.

Le proposte della FISH Lazio accolte nel nuovo Piano Sociale Regionale
° Al fine
di dare prima di tutto maggiore visibilità alla condizione di discriminazione multipla che vivono le donne con disabilità – fenomeno ancora poco conosciuto anche a livello nazionale – è stato proposto di integrare l’Osservatorio regionale sulle Pari Opportunità e la Violenza sulle Donne, istituito dalla Legge Regionale 4/14, con due tra le organizzazioni maggiormente rappresentative delle persone con disabilità a livello regionale, e di promuovere, attraverso una collaborazione strutturata con le stesse organizzazioni, azioni di ricerche tematiche, raccolta dati, informazioni e sensibilizzazione sulle condizioni di vita delle bambine, delle ragazze e delle donne con disabilità.

° Si è posta poi l’attenzione a un tema che ancora non trova una disciplina omogenea nel nostro ordinamento, ma che risulta estremamente attuale, quello cioè della presa in carico dei cittadini stranieri con disabilità. Qui si cercherà di porre un freno alla prassi, purtroppo diffusa, dei ricoveri in strutture non appropriate per le persone con cittadinanza straniera e senza fissa dimora, a seguito del sopraggiungere di una disabilità permanente, attraverso il ricorso alla stesura di protocolli di intesa tra la Regione, le Ambasciate di riferimento e le Associazioni attive sul territorio del Lazio, per l’elaborazione di potenziali progetti personalizzati.

° Tra le azioni da mettere in campo rispetto ai Livelli Essenziali, si è poi stabilito di dare avvio a percorsi strutturati e sistematici con gli Enti rappresentativi del Terzo Settore, sia per individuare un sistema di indicatori che consenta di riconoscere le situazioni di isolamento e segregazione implicite ed esplicite, sia per l’elaborazione di linee guida regionali per la definizione di un Procedimento Unico di Accreditamento Sociosanitario che superi le attuali modalità e procedure, prendendo a riferimento i criteri introdotti dalla Norma UNI 11010/2016 (Servizi socio sanitari e sociali – Servizi per l’abitare e servizi per l’inclusione sociale delle persone con disabilità (PcD) – Requisiti del servizio).

° Sempre in riferimento ai Livelli Essenziali, è stata poi accolta la proposta di promuovere la costituzione e la diffusione di Centri per la Vita Indipendente, gestiti in prevalenza da persone con disabilità, che forniscano idonee strategie di empowerment [crescita dell’autoconsapevolezza, N.d.R.] attraverso la consulenza alla pari e favoriscano orientamento, informazione sul funzionamento e supporto burocratico rispetto ad adeguate forme di assistenza.
In tema di Vita Indipendente, occorre anche ricordare il confronto avviato lo scorso anno dalla FISH Lazio con l’Assessorato Regionale alle Politiche Sociali, che aveva l’obiettivo di eliminare l’obbligo, previsto dalla Legge Regionale 11/16 (Sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali della Regione Lazio) di assumere come assistente personale esclusivamente operatori che avessero conseguito determinate qualifiche e titoli. La Federazione ha prospettato il superamento di questa impostazione, attraverso una proposta di modifica dell’articolo 26, comma  5 della citata Legge Regionale, ciò che è stato fatto proprio e portato avanti con una Risoluzione del vicepresidente della Commissione Politiche Sociali e Welfare del Consiglio Regionale Paolo Ciani, che ha trovato accoglimento in aula consiliare nello scorso mese di dicembre.
Tale modifica ha consentito quindi di ripristinare il diritto fondamentale di garantire libera scelta alla persona e alla famiglia nell’assunzione del proprio assistente.

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