La prima di “Anna dei miracoli” nella città dov’è nata la Lega del Filo d’Oro

Prodotta dal Teatro Franco Parenti di Milano, era quasi naturale che la rappresentazione teatrale “Anna dei miracoli” vivesse la sua prima il 23 novembre a Osimo (Ancona), la città dov’è nata la Lega del Filo d’Oro, che dagli Anni Sessanta si prende cura delle persone sordocieche e con disabilità complesse. Infatti, la celebre vicenda al centro dello spettacolo si ispira alla storia di Helen Keller, persona sordocieca che imparò a parlare, leggere, studiare e che ebbe una vita autonoma, tracciando la stessa strada di vita seguita da Sabina Santilli, fondatrice della Lega del Filo d’Oro

Mascia Musy

L’attrice Mascia Musy, protagonista della rappresentazione teatrale “Aanna dei miracoli”

«Non appena ho letto Anna dei miracoli ho creduto fortemente in questa storia e ho desiderato interpretarla, ho bloccato i diritti del testo e mi sono messa a cercare chi avrebbe potuto abbracciare questo progetto con la mia stessa passione. Sono felice di realizzarlo insieme alla Lega del Filo d’Oro che da più di cinquant’anni si prende cura in modo straordinario delle persone sordocieche, e con due Signore del Teatro che apprezzo profondamente, Emanuela Giordano per la regia e l’adattamento originale, e Andrée Ruth Shammah per la produzione, col suo prestigioso Teatro Franco Parenti. Ho così a cuore questo spettacolo perché è la storia di un amore grandissimo, forse il più grande. Non ci racconta di un amore fra maschio e femmina, neppure di quello immenso e folle fra Romeo e Giulietta, e neppure di quello genetico e assoluto come quello fra un genitore e un figlio, o come quello fraterno; l’amore di questa storia è quell’amore universale e straordinario di chi si prende cura del più debole semplicemente perché è “diverso” e proprio per questo ha bisogno di aiuto e di amore più di chiunque altro».
A dirlo è l’attrice Mascia Musy, protagonista della rappresentazione teatrale Anna dei miracoli, che debutterà sabato 23 novembre al Teatro La Nuova Fenice di Osimo (Ancona), ovvero nella città “natale” della Lega del Filo d’Oro, organizzazione per la quale la pièce è stata prodotta dal Teatro Franco Parenti di Milano.

La vicenda al centro della rappresentazione è assai nota: è quella che si ispira alla vera storia della persona sordocieca Helen Keller, che riuscì ad imparare a parlare, leggere, studiare e ad avere una vita autonoma grazie all’intervento della sua insegnante Anne Sullivan. Ed è la stessa vicenda al centro del celebre film The Miracle Worker, diretto nel 1962 da Arthur Penn.
«Con uno sguardo contemporaneo – spiegano dalla Lega del Filo d’Oro – la pièce teatrale getta luce su cosa succede quando in una famiglia arriva il figlio “diverso”, quello che si pensa possa nascere solo “in casa d’altri”. Cosa accade ad un padre e a una madre che non riescono a comunicare con il loro stesso figlio? La pietà e la rabbia, la speranza e il senso di sconfitta e di inadeguatezza, l’amore e l’odio sono i sentimenti contrastanti che albergano nei cuori dei genitori della bambina. E lei, Helen, cosa percepisce di quello che ha intorno? Davanti alla rassegnazione dei genitori che non sanno come comportarsi con la loro bambina, proprio nel momento in cui pensano di non avere altra scelta che portarla in un istituto, arriva nella loro casa Anna, con una storia di semicecità e di abbandono alle spalle, che riuscirà ad insegnare a Helen ad esprimersi e ai suoi genitori a comunicare con lei».

«Anna dei miracoli – annota Rossano Bartoli, presidente della Lega del Filo d’Oro – è una storia vera e racconta in modo emblematico la storia di tutte quelle famiglie che arrivano da noi dopo essersi sentite dire tante volte che non c’era nulla da fare con i loro figli, del loro senso iniziale di sconfitta e di impotenza e di quella fiducia che ripongono nella nostra organizzazione la quale, passo dopo passo, oltre ad assistere i figli, dà un supporto e un metodo anche alle famiglie per gestire e comunicare con i propri ragazzi. Ma non solo, questa opera teatrale, infatti, narra il passaggio alla Lingua dei Segni, un bene immateriale dell’umanità, una rivoluzione linguistica che ha permesso di aprire un dialogo tra chi parla e chi non parla. La Lingua dei Segni, in questo caso tattile, permetterà a Helen di raccontare la sua storia, di apprendere, di esprimere sentimenti e necessità, di crescere e di farsi rispettare».

Per il Teatro Franco Parenti, va detto, questa produzione rappresenta certamente un’imperdibile una occasione di collaborazione fra teatro e solidarietà, arte e volontariato, cultura e amore per il prossimo. «Quello che ci ha sempre contraddistinto – dichiara in tal senso Andrée Ruth Shammah – è il coraggio di andare oltre schemi e sentieri battuti. Infatti, abbiamo sempre proposto spettacoli nati dalla voglia di sperimentare, che portassero in scena temi diversi, realtà al limite, storie di impegno sociale e cambiamento. Sensibilizzare il pubblico alle fragilità umane è fra gli scopi primari del nostro teatro e siamo convinti che il teatro, con la sua potenza comunicativa, possa realmente dare una voce a chi non ce l’ha».

Vissuta negli Stati Uniti tra la fine dell’Ottocento e gli Anni Sessanta del Novecento, Helen Keller, divenuta sordocieca a poco meno di 2 anni, probabilmente in seguito a una forma di meningite, riuscì, come detto, ad imparare a comunicare, leggere, studiare e ad avere una vita autonoma grazie ad Anne Sullivan, anche lei parzialmente non vedente, la quale, con pazienza, dedizione e autorevolezza, insegnò alla bambina a comunicare con la Lingua dei Segni tattile.
Nel 1904 Helen si laureò con lode e come avvocato si impegnò in molte cause per i diritti delle persone con disabilità e in cause progressiste. La sua autobiografia La storia della mia vita”, tradotta in cinquanta lingue, fu solo il primo di altri undici libri e di numerosi articoli che la resero celebre in tutto il mondo.
Sulla stessa scia della sua storia, si ricorda in Italia quella di Sabina Santilli, fondatrice della Lega del Filo d’Oro (se ne legga anche nel box in calce), che diventò sordocieca a 7 anni a causa di una meningite. Dopo avere imparato i metodi Braille e Malossi, riacquistò la possibilità di comunicare, leggere e scrivere e con il tempo avrebbe imparato a comunicare in cinque diverse lingue e ad essere indipendente in ogni attività quotidiana, dando vita nel 1964 alla Lega del Filo d’Oro, Associazione che in Italia è il punto di riferimento da cinquantacinque anni delle persone sordocieche e delle loro famiglie, agendo in base al principio che nessuna condizione è così grave da non poter migliorare con un’educazione adeguata.

Da ricordare, in conclusione, che il progetto teatrale Anna dei miracoli nasce anche grazie all’impegno e al coinvolgimento di Paola Severini Melograni, giornalista e responsabile dell’Agenzia Angelipress, che da anni si occupa di comunicazione sociale e di tematiche di solidarietà su diversi fronti. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Francesca Riccardi (f.riccardi@inc-comunicazione.it); Alessandra Dinatolo (a.dinatolo@inc-comunicazione.it); Chiara Ambrogini (ambrogini.c@legadelfilodoro.it).

La tournée di Anna dei miracoli
Dopo la prima del 23 novembre a al Teatro La Nuova Fenice di Osimo (Ancona), in replica anche il 24 novembre, la tournee di Anna dei miracoli proseguirà il 13 dicembre al Teatro Auditorium di Rho (Milano), il 14 e 15 dicembre al Teatro Due S. Grande di Parma, dal 17 al 22 dicembre al Teatro Biondo di Palermo, il 4 e 5 gennaio al Teatro Pirandello di Agrigento, dal 9 al 12 gennaio al Teatro Duse di Genova, il 15 gennaio all’Auditorium Santa Chiara di Trento, il 16 gennaio al Teatro Comunale di Tione di Trento, il 18 gennaio al Teatro Goldoni di Corinaldo (Ancona), il 19 gennaio al Teatro dei Marsi di Avezzano (l’Aquila), il 23 gennaio al Teatro il Maggiore di Verbania, il 24 gennaio al Teatro G. Pasta di Saronno (Varese), il 26 gennaio al Teatro Comunale di Mercato San Severino (Salerno).

Una raccolta fondi nel web
Il Teatro Franco Parenti di Milano ha anche lanciato una campagna di raccolta fondi nel web (crowdfunding) sulla piattaforma Eppela, denominata Anna dei miracoli. Teatro Franco Parenti per la Lega del Filo d’Oro. «Raccogliendo 5.000 euro – spiegano i promotori – l’obiettivo è di coprire una minima parte dei costi di produzione dei quali il Teatro Franco Parenti si sta facendo carico, ma soprattutto di condividere con tante persone la sensibilità ai temi dello spettacolo, dando risonanza a una realtà, quella della Lega del Filo d’Oro, capace di rendere possibile l’impossibile, di fare letteralmente “miracoli”.

La Lega del Filo d’Oro
Era il 1964 quando Sabina Santilli, una caparbia e lungimirante donna sordocieca, decise di fondare – assieme a un piccolo gruppo di volontari – un’Associazione che potesse rappresentare il «filo aureo della buona amicizia», per aprire al mondo le persone sordocieche e fare in modo che la società si accorgesse di loro. E questo filo prezioso che unisce il sordocieco con il mondo esterno è il concetto che ha ispirato sia il nome che l’attività della Lega del Filo d’Oro, realtà unica in Italia, che da allora fornisce un servizio altamente qualificato alle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali.
La mission – di quella che dal 1998 è divenuta una ONLUS – consiste nell’assistenza, nella riabilitazione, nell’educazione e nel reinserimento in famiglia – e in molti casi anche nella società – delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali.
La Lega del Filo d’Oro ha da sempre svolto campagne di comunicazione e di sensibilizzazione per diffondere la corretta conoscenza della sordocecità e delle problematiche ad essa correlate presso l’opinione pubblica, i media e le Istituzioni ed è oggi punto di riferimento in Italia per la rappresentanza e l’affermazione dei diritti delle persone sordocieche e delle loro famiglie.
Ad Osimo, in provincia di Ancona, si trova la Sede Nazionale, al cui interno vi sono il Centro Diagnostico, che formula una valutazione globale ed effettua interventi precoci per bambini al di sotto dei 4 anni, i Servizi Educativo-Riabilitativi, il Settore Medico, il Centro di Ricerca e il Centro di Documentazione.
Con circa 600 dipendenti, più di 650 volontari e circa 500.000 sostenitori, la ONLUS è presente oggi in Italia in 8 Regioni con 5 Centri Residenziali, a Osimo, Lesmo (Monza Brianza), Modena, Molfetta (Bari) e Termini Imerese (Palermo) e 3 Sedi Territoriali a Padova, Roma e Napoli.
L’Associazione può contare su un team completo di professionisti, composto da una parte da operatori educativo riabilitativi, fisioterapisti, psicologi e assistenti sociali, dall’altra da medici specializzati, come neurologi, ortopedici, oculisti, pediatri, genetisti, dentisti, logopedisti e fisiatri, oltre a tutto il personale amministrativo e dei servizi generali.
Per ogni ospite della Lega del Filo d’Oro viene elaborata una terapia riabilitativa personalizzata e sistemi adeguati di comunicazione, per permettergli di stabilire relazioni col mondo e recuperare, quanto più possibile, una dimensione fatta di dignità e autonomia.
Un solo dato: nel 2018 sono stati seguiti complessivamente 911 utenti.
Le attività svolte vengono attualmente finanziate solo in parte da fondi pubblici, mentre circa il 65% delle entrate arrivano grazie alle risorse donate da privati. La Lega ha anche fondato un proprio Centro di Ricerca e collabora in Italia con numerosi istituti universitari, così come, a livello internazionale, con altri enti e organizzazioni che perseguono i medesimi obiettivi.

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