Grave non condividere con gli interessati il Piano per la Non Autosufficienza!

«Un Piano strategico come quello per la Non Autosufficienza è stato elaborato e approvato senza la condivisione dei diretti interessati, perdendo l’occasione di affinare al meglio lo strumento, oltre che di renderlo un patrimonio partecipato e comune»: a denunciarlo è Vincenzo Falabella, presidente della FISH, il quale smentisce ufficialmente «che il Piano per la Non Autosufficienza 2019-2021, approvato dalla Conferenza Unificata come allegato del Decreto di Riparto del Fondo per la Non Autosufficienza, abbia mai ottenuto l’approvazione e l’avallo della nostra Federazione»

Dito puntato di un uomo«Nel Piano approvato ci sono elementi condivisibili, altri molto approssimativi, altri decisamente non condivisibili, ma non è nel merito che vogliamo entrare, anche perché ormai il danno è fatto. È il metodo che è assolutamente inaccettabile: un Piano strategico come questo è stato elaborato e approvato senza la condivisione dei diretti interessati, perdendo l’occasione di affinare al meglio lo strumento, oltre che di renderlo un patrimonio partecipato e comune»: a denunciarlo in una nota è Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), il quale smentisce «ufficialmente e formalmente che il Piano per la Non Autosufficienza 2019-2021, approvato dalla Conferenza Unificata come allegato del Decreto di Riparto del Fondo per la Non Autosufficienza, abbia mai ottenuto l’approvazione e l’avallo della nostra Federazione».

Nel mese di ottobre scorso – come avevamo riferito dettagliatamente sulle nostre pagine – la FISH, insieme a molte altre organizzazioni, era stata convocata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali alla riunione della Rete della protezione e dell’inclusione sociale, struttura stabile di confronto fra il Governo, le Regioni, i Comuni, le parti sociali e le organizzazioni del Terzo Settore, che viene coinvolta in particolare quando vi sono da adottare atti di programmazione e di indirizzo in campo sociale.
Sul tavolo vi era appunto il tema del Fondo per la Non Autosufficienza e del relativo Piano, strumento operativo e di indirizzo di cui da anni le organizzazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie chiedono un’attenta elaborazione e una conseguente adozione.
«Durante quell’incontro – ricorda Falabella – la segreteria tecnica aveva presentato i dati e le elaborazioni relative che hanno consentito finalmente di avere un quadro un po’ più preciso e trasparente di come negli ultimi anni siano stati spesi dalle Regioni gli stanziamenti relativi a quel Fondo. Sempre nel corso di quell’incontro, poi, erano stati sinteticamente presentati gli assi su cui elaborare il Piano per la Non Autosufficienza, strumento utile a costruire comuni livelli essenziali di prestazioni nelle Regioni italiane. Elaborare quel Piano, però, comporta approfondimenti, attenzioni, confronti, concertazioni fra tutti gli attori, istituzionali e non. E con la condivisione, considerato quanto sancito dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, con le organizzazioni delle persone con disabilità. Al contrario, il testo del Piano non è mai stato presentato o discusso dalla Rete, ma è divenuto un allegato del Decreto di Riparto del Fondo per la Non Autosufficienza, discusso e sancito dalla Conferenza Unificata il 7 novembre 2019, pronto per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il testo era stato “anticipato” dalla segreteria tecnica della Rete solo il pomeriggio precedente!». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it.

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