Ufficializzato il Tavolo Regionale sulla Disabilità del Piemonte

«Questo è un importante passaggio procedurale, ma ora bisognerà stilare un’agenda delle priorità, ove agli argomenti “tradizionali” (lavoro, scuola, trasporti), si aggiungano le emergenze dettate dalla pandemia, come la gestione dei centri diurni e residenziali, l’assistenza domiciliare e soprattutto la necessità di inserire tra le categorie da vaccinare con priorità le persone con disabilità»: così Giancarlo D’Errico, Presidente dell’ANFFAS Piemonte e dell’ANFFAS di Torino, commenta l’istituzione, ufficializzata nei giorni scorsi, del Tavolo Regionale sulle Disabilità del Piemonte

Disegno di omini a un tavolo di confronto, uno con e uno senza disabilitàAlla presenza dell’assessora regionale alle Pari Opportunità Chiara Caucino, di Pericle Farris, presidente della FISH Piemonte (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), Vittorio Ghiotto, presidente della FAND Piemonte (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) e Giancarlo D’Errico, presidente dell’ANFFAS Piemonte e dell’ANFFAS Torino (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), è stata ufficializzata nei giorni scorsi l’istituzione del Tavolo Regionale sulle Disabilità del Piemonte.

«Si tratta – commenta D’Errico – di un passaggio importante dal punto di vista procedurale, perché la nostra è la prima regione che istituisce un tavolo permanente sulla disabilità, da cui passerà il lavoro di tutti gli altri Assessorati, perché non c’è nessun argomento che non riguardi le persone con disabilità. Ora, però, dobbiamo mantenere alta l’attenzione per non disperdere questo importante capitale».

«A tal proposito – sottolinea ancora il Presidente dell’ANFFAS piemontese e torinese – bisognerà programmare un calendario degli incontri e stilare un’agenda delle priorità, ove agli argomenti “tradizionali”, quali il lavoro, la scuola e i trasporti, si aggiungano le emergenze dettate dalla pandemia, come la gestione dei centri diurni e residenziali, l’assistenza domiciliare e soprattutto la necessità di inserire tra le categorie da vaccinare con priorità le persone con disabilità, le loro famiglie e il personale sanitario, infermieristico e assistenziale che lavora con loro. «Il tutto – conclude D’Errico – nell’ottica di costruire percorsi di vita autonomi e indipendente per ciascuna persona con disabilità, a partire dai bambini, per migliorare la loro qualità di vita e nel contempo per spendere in maniera più appropriata ed efficiente le risorse».

Sul tema della priorità da accordare alle persone con disabilità, in vista dei futuri vaccini per il coronavirus, ricordiamo anche le posizioni già espresse sia a livello nazionale che europeo, di cui abbiamo ampiamente riferito anche sulle nostre pagine (se ne legga a questo e a questo link). (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: media@inspirecommunication.it (Daniele Pallante); segreteria@anffas.torino.it.

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