La campagna “Non c’è posto per te!” verso le Istituzioni

Supportate da sessanta Enti, tra coloro che hanno patrocinato l’iniziativa e coloro che vi hanno aderito, e da oltre duecento persone, le istanze promosse da “Non c’è posto per te!”, la campagna di sensibilizzazione perché nessuna donna vittima di violenza sia più esclusa dai Servizi Antiviolenza, sono state notificate a Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, ad Alessandra Locatelli, ministra per le Disabilità e ad Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, tramite il presente testo, sotto forma di lettera aperta

"Non c'è posto per te!", ottobre 2023

L’immagine scelta per lanciare la campagna “Non c’è posto per te!”. Si tratta di una “panchina rossa ostile” realizzata dall’illustratrice Paola Formica, che vuole essere il simbolo di un’accoglienza selettiva da superare. Sulla seduta della panchina rossa, infatti, è stato applicato un divisorio, per impedire che le persone senza fissa dimora vi si possano sdraiare. Essere senza fissa dimora è uno dei criteri di esclusione dall’accoglienza delle ospiti adottati dalle Case rifugio

Come segnalato a suo tempo anche su queste pagine, il 22 ottobre dello scorso anno Informare un’h – Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa), assieme a diverse professioniste, e con i patrocini della UILDM Nazionale (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), di CERPA Italia (Centro Europeo di Ricerca e Promozione dell’Accessibilità) e dell’Associazione Femminile Maschile Plurale (FMP) di Ravenna, aveva lanciato Non c’è posto per te!, una campagna di sensibilizzazione volta a promuovere l’equità di accesso ai Servizi Antiviolenza del nostro Paese.
Il testo della campagna, completo degli elenchi dei soggetti aderenti – 57 Enti/Gruppi ed oltre 200 persone –, è pubblicato a questo link.

L’iniziativa è stata intrapresa a seguito della pubblicazione del rapporto ISTAT denominato Sistema di protezione per le donne vittime di violenza – anni 2021-2022, dal quale risulta che il 94,1% delle Case rifugio si è dotata di criteri di esclusione dall’accoglienza delle ospiti, e che il 61,4% di esse ne ha introdotto di ulteriori in relazione ai figli e alle figlie delle ospiti. Il dettaglio dei dati ISTAT sui criteri di esclusione adottati dalle Case rifugio è incluso nel testo della campagna.
Le donne escluse dai Servizi Antiviolenza sono tutte donne che presentano spesso una compresenza di limitazioni o di fragilità che le espone a discriminazione multipla/intersezionale (tra queste anche donne con disabilità). Poiché in genere le Case rifugio sono gestite dai Centri Antiviolenza, riteniamo che anche questi non siano estranei a questa pratica in contrasto con i princìpi di uguaglianza e non discriminazione enunciati nell’articolo 4 della Convenzione di Istanbul (la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica).

Con la campagna “Non c’è posto per te!” si chiede in sostanza ai Servizi Antiviolenza: l’eliminazione dei meccanismi di esclusione dall’accoglienza delle ospiti e dei loro figli e figlie; la costituzione di reti territoriali finalizzate alla presa in carico delle donne vittime di violenza che sono esposte a discriminazione multipla/intersezionale; la disposizione a lavorare in équipe multidisciplinari a composizione variabile, coinvolgendo di volta in volta le professionalità utili e necessarie ad affrontare in modo adeguato la complessità che ciascun caso può presentare, facendo riferimento anche, eventualmente, a soggetti di Terzo Settore e professionalità esterne alla rete dei Servizi Antiviolenza.
Alle Istituzioni si chiede invece: l’introduzione del rispetto del principio di non discriminazione quale requisito richiesto per l’accesso ai fondi pubblici da parte dei Servizi Antiviolenza; di fissare un tempo di adeguamento entro il quale i Servizi Antiviolenza debbono eliminare i meccanismi di esclusione dall’accoglienza delle ospiti e dei loro figli e figlie, nonché di accompagnare e supportare gli stessi nell’adozione di modalità inclusive.

In occasione della riunione straordinaria dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità, promossa dalla ministra per le Disabilità Locatelli il 24 novembre scorso, e che ha affrontato il tema della violenza nei confronti delle donne con disabilità, la stessa Ministra ha disposto l’istituzione di «un gruppo di lavoro interno all’Osservatorio che lavorerà sulla questione della violenza contro le donne con disabilità e che seguirà le linee di riflessione proposte dal Ministro Eugenia Roccella, che ha dato la disponibilità a cogliere tutti i suggerimenti all’interno del Comitato Tecnico dell’Osservatorio Nazionale sulla violenza contro le donne».
Apprezziamo moltissimo l’istituzione del gruppo di lavoro dedicato e chiediamo che esso affronti con urgenza il tema dell’eliminazione dei meccanismi di esclusione dall’accoglienza delle ospiti e dei loro figli e figlie.

Responsabile di Informare un’H-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli, Peccioli (Pisa), nel cui sito il presente contributo è già apparso. Viene qui ripreso, con minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

Per ogni informazione e approfondimento: info@informareunh.it.

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