Validazione scientifica per quello studio voluto dall’AISM

Sono stati infatti pubblicati nella rivista scientifica «Multiple Sclerosis Journal» i risultati dello Studio “CoSMo”, l’indagine promossa e finanziata dall’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), con la sua Fondazione FISM, per rispondere a una questione che tanto ha fatto parlare, ovvero l’eventuale rapporto di connessione tra la sclerosi multipla e la CCSVI (insufficienza venosa cerebro-spinale cronica), che tale studio nega

Roberta Amadeo

Roberta Amadeo, presidente dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), è anche un’apprezzata atleta dell’handbike

Non esistono rapporti tra alterazioni del flusso ematico dei vasi del collo – la cosiddetta CCSVI (insufficienza venosa cerebro-spinale cronica) – e la sclerosi multipla. È quanto risulta dalla pubblicazione apparsa giorni scorsi nel periodico scientifico «Multiple Sclerosis Journal», rispetto ai risultati dello Studio CoSMo, la più ampia indagine osservazionale e multicentrica sinora effettuata, promossa e finanziata dall’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), con la sua Fondazione FISM, per fornire chiare risposte su una questione che tanto ha fatto parlare in questi ultimi anni.
I dati preliminari della ricerca erano stati presentati alla comunità scientifica al Convegno European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis (ECTRIMS) dell’ottobre 2012 a Lione. Con la pubblicazione sulla principale rivista di settore, vengono ora forniti tutti i dettagli dello studio e ne viene validato il valore scientifico.

In sostanza, e in estrema sintesi, è risultato che la CCSVI è assai rara nelle persone affette da sclerosi multipla e che essa ricorre con frequenza simile anche nei controlli sani e nelle persone affette da malattie neurologiche di tipo degenerativo. In termini di cifre, il 97% delle persone con sclerosi multipla non ha la CCSVI, con un totale di 1.165 persone con sclerosi multipla esaminate, nel 3,26% delle quali sono state rilevate all’esame doppler anomalie indicative di insufficienza venosa cerebrospinale cronica, ciò che è stato però riscontrato anche nel 2,13% dei controlli sani e nel 3,10% dei casi di persone con altre patologie neurologiche.
«Uno degli aspetti fondamentali di questo studio – ha dichiarato la presidente dell’AISM Roberta Amadeo, durante la presentazione ufficiale avvenuta nei giorni scorsi a Milano – è che grazie all’AISM, tutte le persone con sclerosi multipla sono state veramente tra i contributori  fondamentali della pubblicazione, insieme ai ricercatori coinvolti e ai membri del Comitato di Direzione (Steering Committee) dello studio. Per questo CoSMo è un bene comune che, dopo due anni di intensa attività scientifica condotta con rigore e impegno, dà risposte anzitutto alle persone con sclerosi multipla, risposte che rappresentano una svolta determinante per tutti, un punto fermo fino a nuove prove scientifiche validate».
«È del resto questo – aggiunge Mario Alberto Battaglia, presidente della Fondazione FISM – il compito fondamentale dell’AISM, ovvero perseguire ogni strada in grado di dare risposte alle persone, impegnando tutte le risorse  umane scientifiche e economiche necessarie. Ed è in quest’ottica che si colloca lo Studio CoSMo, frutto di un impegno condotto con grande sforzo, rigore scientifico e alta professionalità».
«Ritengo – ha dichiarato dal canto suo Giancarlo Comi, direttore del Dipartimento di Neurologia e Istituto di Neurologia Sperimentale dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e principale “investigatore” dello studio, insieme a Gianluigi Mancardiche i risultati dello studio non lascino adito a dubbi: non esiste alcun rapporto tra CCSVI e sclerosi multipla e di conseguenza non vi sono neppure ragioni per condurre sperimentazioni cliniche per valutare gli effetti di procedure di angioplastica in pazienti affetti da sclerosi multipla che eccezionalmente presentino queste alterazioni dei vasi venosi del collo».
«Lo Studio CoSMo – ha sottolineato infine Mancardi, direttore del Dipartimento di Neuroscienze, Riabilitazione, Oftalmologia, Genetica e Salute Materna e del Bambino dell’Università di Genova – è stato un’importantissima esperienza di alleanza fra comunità scientifica e le persone con la sclerosi multipla, per dare una risposta certa a una domanda complessa. Infatti, con uno sforzo notevole e in poco tempo, la risposta è stata fornita, risolvendo definitivamente un problema non secondario per la comunità di studiosi e di pazienti. Ora le nostre energie devono essere impiegate nelle usuali direzioni, che non sono mai state abbandonate e in particolare sulla  comprensione dei meccanismi della malattia e sulle terapie che possono modificarne il decorso». (B.E.)

Lo Studio CoSMo nel dettaglio
Dopo un lungo tempo di preparazione, per predisporre un accurato protocollo scientifico di riferimento, effettuare la formazione, ottenere l’approvazione dei diversi Comitati Etici dei Centri Clinici coinvolti e reclutare l’ampio numero di partecipanti previsti, lo Studio CoSMo è stato avviato il 30 dicembre 2010, per concludersi quasi due anni dopo, nel settembre 2012.
Si tratta della prima indagine epidemiologica e multicentrica, la più ampia fino ad ora eseguita, con 35 Centri Clinici coinvolti su tutto il territorio nazionale, nata allo scopo di identificare la prevalenza della CCSVI (insufficienza venosa cerebro-spinale cronica) nelle persone con sclerosi multipla, tramite il confronto con la prevalenza nei volontari sani e in altre malattie neurodegenerative e mediante l’utilizzo della Tecnica Ecocolor Doppler (ECD).
Promosso e finanziato interamente dall’AISM, tramite la sua Fondazione FISM, lo studio è stato sostenuto da un finanziamento fuori bando di circa 1 milione e mezzo di euro.
Si è proceduto innanzitutto a una formazione accurata dei 26 medici sonologi addetti all’esame diagnostico, per garantire che l’esame stesso venisse svolto esattamente come previsto dal protocollo di base e da quello avanzato. La formazione è stata affidata a sonologi con un’esperienza “sul campo”, documentata attraverso l’esecuzione di almeno cinquecento Esami Doppler all’anno per almeno due anni; bisognava inoltre avere realizzato pubblicazioni negli ultimi cinque anni su riviste con impact factor documentato ed era necessario avere effettuato presentazioni in Congressi nazionali o internazionali e aver tenuto corsi di aggiornamento organizzati da Società Scientifiche. Ognuno degli operatori reclutati per lo studio, infine, ha dovuto superare una prova pratica, certificata dai Presidenti di entrambe le Società Scientifiche Italiane di Neurosonologia (SINSEC e SINV).

La popolazione su cui è stata effettuata l’indagine è la più ampia sinora analizzata in questo campo. 1.767 i pazienti esaminati, di cui 1.165 con sclerosi multipla, 376 controlli sani e 226 persone con altre malattie neurodegenerative.
La multicentricità è la caratteristica fondamentale. La possibile associazione di una condizione con una malattia dev’essere infatti osservabile in qualsiasi luogo, non può dipendere da un solo operatore o da un unico macchinario e dunque molti devono essere i Centri partecipanti a uno studio che voglia definire con evidenza scientifica se un certo fenomeno è legato a una determinata malattia.
Altro aspetto qualificante di CoSMo è stato l’utilizzo di una lettura centralizzata effettuata in cieco da esperti internazionali. Inoltre, tutti gli esami sono stati registrati e sono disponibili. Ciò costituisce una garanzia della controllabilità dei dati e del rigore scientifico dello studio, oltre a rappresentare un potenziale scientifico disponibile per eventuali esigenze di approfondimento.
Il sonologo locale, dunque, ha effettuato l’esame alla persona a lui inviata dal neurologo (senza sapere se fosse affetta da sclerosi multipla), a una persona con un’altra malattia neurologica o a una sana. Sulla base di questa analisi “cieca”, lo stesso sonologo ha redatto un referto poi inviato al Centro Coordinatore, con le immagini dell’esame effettuato. A sua volta, il Centro – attraverso un sistema informatizzato – ha inviato in modo randomizzato (casuale) le clip degli esami effettuati a uno dei tre sonologi esperti della commissione di lettura centrale.
L’esperto centrale – assolutamente “in cieco”, cioè senza conoscere la provenienza dell’esame, né su chi fosse stato effettuato, e dunque senza condizionamenti dovuti all’incontro con la persona esaminata – ha emesso le proprie valutazioni e stilato le conclusioni diagnostiche.
Il Centro Coordinatore ha dunque verificato se i due referti effettuati dal sonologo sperimentatore del centro periferico e dal sonologo esperto della commissione di lettura centrale coincidessero. In caso di parere identico, il referto è stato dichiarato definitivo. Qualora invece la refertazione non coincidesse, l’esame dubbio è stato mandato agli altri due lettori esperti della commissione di lettura, ciascuno dei quali ha effettuato un referto. La diagnosi conclusiva è stata stilata sulla base della concordanza di giudizio tra i tre sonologi esperti. I risultati di CoSMo sono dunque la sintesi delle letture locali e di quelle centrali.
Il doppio meccanismo dell’esame in cieco ha garantito l’assoluta appropriatezza dell’esame e dell’eventuale diagnosi di CCSVI, normalizzando la variabilità associata alla lettura effettuata dai vari Centri partecipanti.
I tre lettori centrali dello studio sono stati Erwin Stolz, uno dei maggiori esperti internazionali di sclerosi multipla, della Clinica Neurologica di Giessen in Germania, Massimo Del Sette, presidente della SINSEC (Società Italiana di Neurosonologia ed Emodinamica Cerebrale) e Giovanni Malferrari, presidente della SINV (Società Italiana Interdisciplinare Neurovascolare). Essi hanno fatto parte del Comitato di Direzione dello studio, insieme a Giancarlo Comi, Gianluigi Mancardi e Mario Alberto Battaglia e ad Antonio Bertolotto, Angelo Ghezzi, Marco Salvetti, Maria Pia Sormani e Luigi Tesio.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Ufficio Stampa AISM (Barbara Erba), barbaraerba@gmail.com.

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