Le persone con disabilità di Roma non possono più aspettare

Una lettera aperta del Presidente della FISH Lazio (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) al Sindaco di Roma, ove vengono dettagliatamente approfondite le numerose questioni – tutte estremamente urgenti – rispetto alle quali le persone con disabilità della Capitale e le loro famiglie non possono più rimanere in attesa di risposta

Ignazio Marino

Il sindaco di Roma Ignazio Marino

«Siamo consapevoli dello stato di difficoltà “straordinaria” in cui versa Roma Capitale e l’enorme sforzo che ella è impegnato a realizzare affinché la “nostra città” possa garantire un livello di qualità della vita adeguato ai propri cittadini…»: incomincia così la lettera aperta inviata da Dino Barlaam, presidente della FISH Lazio (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) al sindaco di Roma Ignazio Marino, testo prodotto in occasione di un mancato incontro – che si auspica possa esserci quanto prima – tra lo stesso Sindaco e la Federazione laziale che rappresenta più di venti tra le maggiori associazioni di persone con disabilità e delle loro famiglie, presenti sul territorio.
Si tratta di un messaggio particolarmente significativo, che nel dare spazio a tutti i temi che sarebbero stati oggetto di quell’incontro, tratteggia approfonditamente le numerose questioni
sulle quali le persone con disabilità e le loro famiglie non possono più rimanere in attesa di risposta. Ben volentieri lo presentiamo in versione pressoché integrale ai Lettori.

Gentile Sindaco Marino, oggi, 9 ottobre, avremmo dovuto incontrarci e se ciò fosse stato possibile, l’avremmo ringraziata per averci offerto l’opportunità di un confronto diretto con la nostra organizzazione, che rappresenta oltre venti delle maggiori associazioni di persone con disabilità e delle loro famiglie di Roma.
Siamo consapevoli dello stato di difficoltà “straordinaria” in cui versa Roma Capitale e l’enorme sforzo che ella è impegnato a realizzare affinché la “nostra città” possa garantire un livello di qualità della vita adeguato ai propri cittadini. Abbiamo apprezzato il coraggio con cui ha affrontato il tema del rispetto ambientale e della vivibilità di Roma, aprendo ragionamenti difficili, come la progressiva chiusura dei Fori Imperiali, favorendo di fatto una nuova prospettiva ideale anche nei vari territori municipali che, ormai, ragionano tutti su uno spazio pedonale di incontro in queste città nella Città. Uno sforzo considerevole, questo, che intende mettere le basi su una nuova idea di città, un nuovo modo di essere comunità, uno sforzo oseremmo dire ardito, se consideriamo la gravissima situazione di bilancio in cui versa la città.
Ma lei, Sindaco, ha creduto di poter mettere la faccia su un tema così delicato, quale l’assetto ambientale e il modello di mobilità cittadino, pur consapevole delle resistenze che tuttora esistono e che esisteranno.

Da parte nostra, sin da subito, le abbiamo voluto ricordare che molti nostri cittadini, sia per esperienza di vita diretta e sia per essere familiari, si trovano a vedere garantito con sempre maggiore difficoltà un livello di vita rispettoso della dignità della persona.
Già dalla campagna elettorale le avevamo sottolineato il torto che si andava realizzando con il riordino dell’assistenza domiciliare in favore delle persone disabili, anziane e minori, effettuato dalla precedente Giunta, attraverso l’adozione della Deliberazione 355/12. Così come le avevamo rappresentato la precarietà del riordino del servizio di trasporto individuale in favore di persone con disabilità che lo utilizzano molto spesso per l’inclusione lavorativa e scolastica. Preoccupazioni che fondano la loro base su una crescente idea di approccio ai diritti di tipo residuale, esiti della campagna mediatica nei confronti dei cosiddetti “falsi invalidi” (anziché di “commissioni sanitarie compiacenti”), dell’alto costo della spesa pubblica previdenziale/assistenziale cui siamo quotidianamente sottoposti (si pensi, a tal proposito, ai permessi lavorativi, come da Legge 104/92 e alle pensioni). Un livello di confronto che – facilitato dai ridotti trasferimenti dallo Stato ai Comuni -, ha consentito lo svolgimento di operazioni, come quelle della già citata Deliberazione di Giunta 355/12, in cui venivano aumentate le tariffe dei fornitori dei servizi assistenziali del 13% circa e ridotte le prestazioni in favore delle persone più gravi del 30% circa.

In questo periodo abbiamo atteso che lei e la nuova Giunta prendeste atto delle difficoltà della città e iniziaste a ordinare le priorità. Da diversi giorni, da più parti è stato lanciato l’allarme della situazione in cui versano i servizi sociali di base sia a livello dipartimentale che a livello municipale.
Già dal mese di luglio, ad esempio, sono cessati i finanziamenti per l’assistenza indiretta nell’ex Municipio Roma 10 (Cinecittà), territorio in cui persone disabili gravi da tre mesi pagano con i loro risparmi gli assistenti personali (e così non può durare), così come da agosto non vengono rimborsate le spese di assistenza alla persona negli ex Municipi Roma 6 e 9. Mentre ancora nell’ex Municipio Roma 5, i servizi rischiano il collasso generale dal mese di ottobre. Senza parlare poi dell’assenza di risorse per le Case Famiglia gestite dal Dipartimento delle Politiche Sociali.
In sintesi, una situazione insostenibile che lei può ben comprendere e che le persone con disabilità e le loro famiglie non possono più sopportare, costrette a farsi carico di preoccupazioni e precarietà sino alla disperazione.

Riteniamo quindi che la situazione, nel suo complesso, richieda da lei, Sindaco, lo stesso atto di coraggio con cui ha saputo affrontare il tema della sostenibilità ambientale, con la differenza che il tempo non è amico di nessuno in questo momento.
Dal Sindaco che idealmente ci attendiamo, auspichiamo un intervento diretto e tempestivo nei confronti della Ragioneria di Roma Capitale, per dare le opportune disposizioni affinché nelle voci di bilancio siano inserite immediatamente risorse, anche con cadenza mensile, per affrontare questa fase di emergenza.
Come lei potrà ben comprendere, le nostre organizzazioni non sono in grado di garantire un dialogo sereno con l’Amministrazione, se non vengono tempestivamente affrontate le emergenze dell’assistenza domiciliare (diretta ed indiretta) e dell’assistenza residenziale.
Allo stesso tempo, in un ottica di confronto costruttivo, offriamo le nostre competenze e la nostra disponibilità a realizzare “gratuitamente”, con i competenti uffici, un sito dove Roma Capitale potrà realizzare un’anagrafe delle prestazioni e dei benefìci offerti ai cittadini con disabilità, in modo da poter effettuare un primo censimento, indispensabile per programmare un modello di intervento sociale che, auspichiamo, sia realizzato in base all’articolo 14 della Legge 328/00 [“Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”; l’articolo 14 riguarda il Progetto individuale per le persone disabili”, N.d.R.].
Fondamentale, poi, è l’istituzione di un tavolo di lavoro per il superamento dell’attuale sistema polverizzato di interventi, che preveda anche una commissione paritetica sulla determinazione dei costi delle prestazioni.

Le ricordiamo inoltre che:
a) con la precedente Amministrazione è stato sottoscritto un protocollo di intesa sulla mobilità pubblica accessibile, in accordo con l’Assessorato alla Mobilità e l’ATAC [Agenzia del Trasporto Autoferrotranviario del Comune di Roma, N.d.R.], che riteniamo utile rilanciare;
b) la necessità di un piano cittadino per l’abbattimento delle barriere architettoniche;
c) la realizzazione di politiche del lavoro in rispetto della Legge 68/99 [“Norme per il diritto al lavoro dei disabili”, N.d.R.], sia nei confronti dell’Amministrazione Comunale, sia nei confronti delle aziende partecipate inadempienti (AMA e ATAC), sia attraverso un controllo sistematico del rispetto da parte delle aziende appaltate;
d) la realizzazione di politiche abitative che favoriscano la vita adulta delle persone con disabilità, anche attraverso residenze protette «di tipo familiare all’interno della comunità» (si veda a tal proposito la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità);
e) la realizzazione di accordi di programma scolastici, per l’inclusione delle persone con bisogni educativi specifici.

Augurandoci quindi il superamento dello stato di emergenza in favore di una programmazione che tenga conto di politiche inclusive, auspichiamo lo sviluppo di momenti di interlocuzione periodica sia con lei che con la Giunta, attraverso la realizzazione di un Osservatorio Cittadino sullo stato di attuazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, da parte di Roma Capitale.

Presidente della FISH Lazio (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa.lazio@fishonlus.it.

Stampa questo articolo