L’INPS, l’autismo e la riforma degli accertamenti

Dopo il recente messaggio dell’INPS sull’autismo – che secondo la FISH potrà essere ritenuto positivo solo se ad esso seguiranno successivi approfondimenti – la Federazione stessa intende richiedere all’Istituto «l’apertura di uno specifico tavolo tecnico, per giungere alla definizione di nuove linee guida, ciò che rappresenta il preludio a una più ampia riflessione di sistema sui criteri di accertamento della disabilità»

Ingresso di una sede INPS«Riteniamo che l’apertura sulla valutazione dei disturbi dello spettro autistico debba essere considerata positiva, solo se prelude a un successivo approfondimento. Sono necessarie, infatti, più compiute e omogenee indicazioni per la valutazione della disabilità che abbiano maggiore spessore, magari partendo dagli elementi scientifici contenuti nelle Linee Guida già approvate dall’Istituto Superiore di Sanità [“Linea Guida n. 21”, “Trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e adolescenti”, N.d.R.]. Solo così si eviteranno valutazioni improprie, inefficaci e molto difformi a seconda delle Commissioni di riferimento».
Lo si legge in un comunicato della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), riferito al Messaggio n. 5544 prodotto il 23 giugno dall’INPS, di cui ci eravamo già occupati nei giorni scorsi.

«Con una disposizione interna – si legge infatti nella nota della FISH – l’INPS ha accolto, anche se parzialmente, una diffusa istanza che riguarda le persone con autismo e l’accertamento della loro condizione ai fini dell’invalidità civile. L’Istituto ha riconosciuto la particolare natura dei disturbi dello spettro autistico e le difficoltà a livello diagnostico. Non a caso il Messaggio sembra ammettere l’opportunità di acquisire, al momento dell’accertamento dell’invalidità, documentazione clinica rilasciata da centri specializzati pubblici o accreditati. Tuttavia, nell’atto dell’Istituto, questa documentazione viene recepita solo in funzione di evitare, prima dei 18 anni, visite di revisione per i casi ritenuti più gravi. La rivedibilità rimane invece ammissibile per “i casi in cui le strutture di riferimento attestino disturbo dello spettro autistico di tipo lieve o borderline con ritardo mentale lieve o assente”. Il Messaggio, per altro, affrontando un aspetto delicato di evidente disagio, non ha la pretesa di rappresentare più articolate “linee guida”».

A questo punto, quindi, la FISH, grazie alle competenze delle organizzazioni ad essa aderenti, che maggiormente si occupano di autismo, intende richiedere all’INPS «l’apertura di uno specifico tavolo tecnico per giungere alla definizione di nuove linee guida, ciò che rappresenta il preludio a una più ampia riflessione di sistema sui criteri di accertamento della disabilità, tema centrale e ancora “insondato”, nonostante i ripetuti appelli e le indicazioni del Programma di Azione Biennale per la Promozione dei Diritti e l’Integrazione delle Persone con Disabilità, approvato con il Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) del 4 ottobre 2013 [Gazzetta Ufficiale n. 303 del 28 dicembre 2013, N.d.R.]». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it.

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