Una Fondazione per il “durante” e il “dopo di noi”

«Crediamo in una società inclusiva, senza barriere di ordine fisico e culturale e che una comunità inclusiva per le persone con disabilità sia inclusiva per tutti»: basandosi su questi princìpi e ispirandosi alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e alla Carta Europea dei Diritti Fondamentali, la Fondazione Durante e Dopo di Noi di Reggio Emilia lavora per migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie

Nascita a Reggio Emilia della Fondazione Durante e Dopo di Noi (novembre 2013)

Foto di gruppo, in occasione della nascita a Reggio Emilia della Fondazione Durante e Dopo di Noi, alla fine del 2013

«Siamo cittadini che hanno a cuore il tema della disabilità come parametro di democrazia di ogni comunità. Siamo famiglie che hanno collaborato e lavorato con i servizi pubblici per favorire la qualità dei servizi, ma vogliamo assumerci la responsabilità in prima persona per migliorare, personalizzare e ampliare questi servizi, per i nostri figli e per tutte le persone in difficoltà. Siamo famiglie preoccupate del futuro dei nostri figli; genitori che intendono costruire spazi di comunità e di tutela per loro. Siamo un gruppo di associazioni di volontariato e cooperative sociali che credono e promuovono il valore della solidarietà, della gratuità e dei diritti universali».

Viene presentata così, in internet, la Fondazione Durante e Dopo di Noi di Reggio Emilia, nata alla fine del 2013 e già particolarmente attiva sul proprio territorio nel difendere i diritti – presenti e futuri – delle persone con disabilità e delle loro famiglie, lavorando per garantirne le pari opportunità e una migliore qualità di vita.
Ispirandosi esplicitamente ai princìpi fissati dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e dalla Carta Europea dei Diritti Fondamentali, da attuare coinvolgendo tutte le varie componenti della società civile, i fondatori di Durante e Dopo di Noi credono fermamente «in una società inclusiva, senza barriere di ordine fisico e culturale» e che «una comunità inclusiva per le persone con disabilità sia inclusiva per tutti». (S.B.)

Ringraziamo Sandro Paramatti per la collaborazione.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: fondazioneddn@darvoce.org.

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