Sanità: le Regioni devono proporre ben altro

«Anziché pensare di rinunciare a 2 miliardi destinati al finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale, lasciando presagire tagli a servizi e prestazioni e aumento dei costi, le Regioni dovrebbero aggredire inefficienze e sprechi»: lo dichiara il responsabile del Tribunale per i Diritti del Malato di Cittadinanzattiva, sottolineando che con questi presupposti, «l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza e del Nomenclatore Tariffario non potrà che essere al ribasso»

Realizzazione grafica con infermieri e medici che sorreggono le lettere "SSN"«Rinunciare all’aumento di 2 miliardi di euro del Fondo Sanitario Nazionale 2015 è una proposta irresponsabile. La rispediamo al mittente e chiediamo al Governo di fare altrettanto»: lo dichiara Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i Diritti del Malato di Cittadinanzattiva, in merito all’ipotesi di intesa – di cui le Regioni dovrebbero discutere proprio oggi, 28 gennaio – di rinunciare all’aumento di 2 miliardi di euro del Fondo, «le stesse Regioni che – secondo Cittadinanzattiva – per anni hanno richiesto un costante aumento per garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA)».

«Piuttosto che parlare di rinunce a risorse destinate al finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale – aggiunge Aceti – per altro anche in contrasto con la decisione assunta dal Parlamento con la Legge di Stabilità per il 2015, ci saremmo aspettati una proposta più responsabile, meno superficiale e più rispettosa dei diritti dei cittadini. Ad esempio, avremmo voluto leggere proposte concrete e selettive di revisione delle spese regionali, volte ad aggredire inefficienze e sprechi dentro e fuori il Servizio Sanitario Nazionale. Forse quella che manca è la volontà. E infatti ci troviamo nuovamente di fronte a un taglio lineare, richiesto questa volta dalle Regioni, che lasciano già intendere tagli a servizi e prestazioni, aumento delle tasse e quindi una contrazione del perimetro dei diritti. Con questi presupposti, l’unico aggiornamento possibile dei LEA e del Nomenclatore Tariffario delle Protesi e degli Ausili non potrà che essere al ribasso, in totale contrasto con i bisogni dei cittadini».

«Chiediamo dunque al Governo – conclude Aceti – di respingere al mittente la proposta e di garantire, insieme alle Regioni, una revisione della spesa pubblica a invarianza dei servizi e dei diritti dei cittadini. Al Parlamento, poi, chiediamo di alzare il livello di attenzione sul rispetto di quanto deciso con la Legge di Stabilità, a partire dalle risorse assegnate nel 2015 e nel 2016 al Servizio Sanitario Nazionale». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: stampa@cittadinanzattiva.it.

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