Disabilità motoria: un ponte tra ospedale e territorio

Punta ad elaborare un nuovo modello di presa in carico integrata e continuativa delle persone con disabilità motoria, il progetto sperimentale “Bridge”, che la Cooperativa Spazio Vita Niguarda di Milano ha avviato dall’inizio di quest’anno, in collaborazione con la Regione Lombardia e con l’ASST (Azienda Socio Sanitaria Territoriale) Grande Ospedale Metropolitano di Milano, tramite una serie di interventi che accompagnano le persone verso l’inclusione sociale, familiare e lavorativa

Mani, una sopra l'altraSin dalla sua fondazione – l’inaugurazione risale ormai alla fine di giugno del 2015 – la Cooperativa Spazio Vita Niguarda di Milano ha ereditato l’esperienza dell’AUS Niguarda (Associazione Unità Spinale), per l’accompagnamento sul territorio, nella fase di postdimissione, delle persone con lesione al midollo spinale, ricoverate presso l’Unità Spinale dell’Ospedale Niguarda. Successivamente l’operato di Spazio Vita si è ampliato, per affinare ulteriormente un modello di accompagnamento integrato e attento alle esigenze di persone con differenti disabilità motorie e delle loro famiglie.
Rientra in questo percorso il Progetto Bridge (“Ponte”), avviato dall’inizio di quest’anno in collaborazione con la Regione Lombardia e con l’ASST (Azienda Socio Sanitaria Territoriale) Grande Ospedale Metropolitano di Milano, sperimentazione tramite la qualer si intende appunto elaborare un nuovo modello di presa in carico integrata e continuativa della persona con disabilità motoria.

«La qualità di vita della persone con disabilità motoria – spiegano da Spazio Vita – contempla diversi aspetti che devono necessariamente essere considerati. La difficoltà nel reperire repentinamente, sul territorio, i vari servizi necessari a garantire alla persona con disabilità e alla sua famiglia un soddisfacente sostegno, ci ha portato ad avviare questo modello sperimentale di accompagnamento, all’insegna di un coordinamento del percorso di accoglienza, di una valutazione del bisogno e di un’attivazione degli interventi anche in rete con le risorse territoriali».
Il percorso di Bridge contempla dunque una serie di interventi che accompagnano l’utente verso l’inclusione sociale, familiare e lavorativa. In tal senso, la persona con disabilità motoria può rivolgersi alla Cooperativa Spazio Vita per problematiche di carattere sanitario ed ergoterapico, assistenziale, sociale e familiare. Dal canto suo Spazio Vita offre anche supporto nell’organizzazione dei servizi territoriali dedicati alla persona, proponendo inoltre le attività sociointegrative e per il tempo libero che il Centro offre sin dai suoi inizi.

Di durata annuale, il progetto prevede l’inserimento di cinquanta persone con disabilità motoria in età adulta e pediatrica, residenti nell’area metropolitana milanese, con una supervisione scientifica e un monitoraggio che ne valuteranno regolarmente l’efficacia e l’efficienza.
Una collaborazione con l’Università Bocconi garantirà inoltre la raccolta e la sistematizzazione dei dati rilevati, dei risultati attesi e conseguiti, al fine di elaborare un modello efficiente e ripetibile di presa in carico integrata della persona con disabilità motoria. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Elena Chiara (elena.chiara@spaziovitaniguarda.com).

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