Appello finora inascoltato per quel Centro di Riabilitazione

«La chiusura di quel Centro rappresenterebbe l’interruzione del progetto di riabilitazione per circa 150 bambini e ragazzi con disabilità, il venir meno di un servizio di eccellenza per loro essenziale»: così, poco più di un mese fa, centinaia di genitori avevano espresso tutta la loro preoccupazione per la prossima chiusura del Centro di Riabilitazione UNISAN di Roma. A supportarli era stato il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, rivolgendo un appello ai vertici della Regione Stessa, appello che però, a quanto pare, è rimasto finora del tutto inascoltato

Ragazzo con disabilità in carrozzina, fotografato di spalle«Di fronte alle criticità che emergono in alcune realtà socio-sanitarie della nostra Regione, che ogni giorno devono confrontarsi con la burocrazia e le difficoltà economiche, occorre ricordare quanto previsto dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, ovvero che il diritto all’assistenza dei bambini è l’interesse superiore che va sempre tutelato da parte delle Istituzioni. Per questo motivo sto seguendo con attenzione e partecipazione la vicenda che vede coinvolti i bambini e gli adolescenti con disabilità in cura presso il Centro di Riabilitazione UNISAN di Via Quirino Majorana a Roma»: incominciava così, poco più di un mese fa, una nota diffusa da Jacopo Marzetti, Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, e ripresa dal nostro giornale, dopo che lo stesso Garante aveva ricevuto una delegazione di genitori dei bambini e ragazzi con disabilità seguiti appunto dal Centro di Riabilitazione UNISAN di Roma. Questi ultimi avevano espresso tutta la loro preoccupazione per la prossima ventilata chiusura di tale struttura, motivata, a quanto pare, sia da problemi di mancato rinnovo dell’accreditamento con la Regione Lazio, sia dalla vendita dei locali a terzi.
«La chiusura di quel Centro – avevano dichiarato – rappresenterebbe l’interruzione del progetto di riabilitazione per circa 150 bambini e ragazzi con disabilità, il venir meno di un servizio di eccellenza per loro essenziale».

Quell’appello, purtroppo, è rimasto a quanto pare inascoltato, pur essendo ormai imminente la chiusura del Centro di cui si parla, prevista per il prossimo 27 febbraio. «È trascorso un mese – scrive infatti in un nuovo comunicato il garante Marzetti – dall’appello da me rivolto agli organi di governo della Regione Lazio in merito alla drammatica situazione che riguarda i minori del Centro di Riabilitazione Unisam e, oltre a qualche rassicurazione verbale che non ha avuto alcun seguito, non c’è stata nessuna risposta, né sono state prospettate soluzioni o di continuità o alternative per i ragazzi seguiti attualmente dalla struttura».
«Le istituzioni pubbliche – prosegue Marzetti – hanno il diritto di fare le scelte che ritengono più opportune, ma hanno anche l’obbligo di spiegarle ai cittadini interessati, dando risposte chiare e certe alle centinaia di famiglie che tra qualche giorno si vedranno private di un punto di riferimento sul territorio fondamentale per le problematicità di bambini e adolescenti. Non farlo vuol dire mancare di rispetto prima di tutto agli adolescenti che si rivolgono da anni alle cure specialistiche del Centro Unisan e che dovrebbero essere i primi soggetti da tutelare in questa triste vicenda, e anche mancare di rispetto all’istituto che rappresento, in quanto eletto dal Consiglio Regionale del Lazio proprio per vigilare sull’attuazione di disposizioni normative regionali e segnalare eventuali situazioni di difficoltà sull’assistenza ai minori».
«Pertanto – conclude il Garante – rivolgo ancora un appello al Presidente Zingaretti affinché, nonostante gli impegni della campagna elettorale, mi dia una risposta immediata reale e dettagliata, su quali siano gli sviluppi per garantire ai ragazzi cure adeguate nel territorio di loro appartenenza». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Maria Elisa Marzotti (mariaelisamarzotti@gmail.com).

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