Per prendersi cura degli altri, occorre prendersi cura di se stessi

«Per prendersi cura degli altri, occorre prendersi cura di se stessi»: in base a questo assunto, l’AITO (Associazione Italiana Terapisti Occupazionali) ha lanciato il corso di formazione a distanza “Il terapista nell’emergenza Covid19, il linguaggio che cura. Un linguaggio di parole e consapevolezza corporea”, rivolto ai professionisti sanitari, ai quali intende offrire strumenti concreti per entrare in relazione empatica con il vissuto emotivo delle persone assistite e facilitare il ripristino dell’equilibrio psicofisico, mantenendo un’attenzione costante a sé durante e dopo il trattamento

Particolare del manifesto AITO sul corso a distanza organizzato nel 2020«Per prendersi cura degli altri, occorre prendersi cura di se stessi»: in base a questo assunto, con il quale ha anticipato il tema scelto quest’anno per la Giornata Mondiale della Sicurezza del Paziente (Organizzazione Mondiale della Sanità, 17 settembre), vale a dire Operatori sanitari sicuri, pazienti sicuri, l’AITO (Associazione Italiana Terapisti Occupazionali) ha lanciato qualche settimana fa, tramite il provider REHABLAB, il corso di formazione a distanza denominato: Il terapista nell’emergenza Covid19, il linguaggio che cura. Un linguaggio di parole e consapevolezza corporea.
Curata dall’antropologa Maria Giovanna Casu, l’iniziativa punta ad offrire ai professionisti sanitari strumenti concreti per entrare in relazione empatica con il vissuto emotivo delle persone assistite e facilitare il ripristino dell’equilibrio psicofisico, mantenendo un’attenzione costante a sé durante e dopo il trattamento.

«La pandemia – spiegano dall’AITO – ha messo a dura prova i professionisti sanitari, costringendoli a ritmi più serrati e a gestire un maggiore carico emotivo delle persone assistite, dovuto alla lontananza della famiglia e alla paura del contagio, allo stigma sociale. Anche il terapista occupazionale, catapultato in una comunità assalita dalla paura, dall’ansia e dal dolore dovuti al coronavirus, ha avuto un carico di lavoro aggiuntivo, trovandosi a dover gestire relazioni con colleghi sconosciuti, ad essere ridistribuito a nuove mansioni, a dover imparare rapidamente per mantenere alte prestazioni. Nel frattempo, ha dovuto insegnare le nuove direttive ai ricoverati o affacciarsi alla teleriabilitazione per accompagnare le persone nel rientro a casa o per evitare la sospensione della riabilitazione. In queste situazioni, seppure talvolta abbia subìto un ridimensionamento delle proprie competenze, ha anche avuto modo di sviluppare empatia e resilienza. Da qui l’esigenza di sintonizzarsi più del solito sulle emozioni, su quelle delle persone assistite come sulle proprie, e apprendere modalità di ascolto e gestione efficaci».

Aperto a tutti i professionisti sanitari, il corso si compone di tre moduli (Stress e ripristino dell’equilibrio psicofisico, Prendersi cura della relazione con il paziente, Prendersi cura di sé), il primo dei quali prende in esame la necessità di un ripristino dell’equilibrio funzionale del sistema nervoso, in seguito alle condizioni di sofferenza e di continua allerta che possono averlo alterato mentre il secondo illustra nuove modalità per comunicare con un paziente “distanziato” o remoto, portando l’attenzione su un nuovo linguaggio, non solo verbale, che favorisca un allentamento del disagio della persona. Il terzo modulo, infine, presenta alcune pratiche perché i terapisti possano prendersi cura di sé, in maniera individuale e/o collettiva, riguardo alle difficoltà incontrate. (S.B.)

A questo link sono disponibili tutti gli approfondimenti sul corso di formazione a distanza promosso dall’AITO. Per ulteriori informazioni: segreteria@aito.it (Gabriella Casu).

Stampa questo articolo