Opinioni

Stranezze dei nostri tempi

Stranezze dei nostri tempi

In analogia ai sarti famosi, i “banchieri” dei nostri tempi e di casa nostra sono dotati di grandi forbici con le quali assestano tagli spaventosi, che pudicamente nascondono dietro brevi denominazioni tratte dal miglior glossario anglosassone, sperando che non si veda troppo il sangue uscire copioso dalle ferite prodotte. E come sempre, nella storia, a soffrirne di più sono proprio quelli che già erano i Cittadini più deboli

Persone, non “pacchetti di figurine”

«Troppe volte - scrive Simone fanti - ho letto di 55.000 esodati, 50.000 ciechi o 75.000 disabili come se fossero un “pacchetto di figurine” da spostare di qua o di là nelle colonne dei bilanci a partita doppia»

Da una parte la legittima e doverosa lotta a chi truffa, dall’altra chi avrebbe diritto a una visita di accertamento dignitosa, rispettosa delle difficoltà altrui, fatta rispettando le regole fissate dall’INPS stesso: ma non succede sempre, come abbiamo anche noi testimoniato più volte su queste pagine, e troppi onesti Cittadini continuano ad essere trattati come fossero dei “truffatori da sconfessare”

Pane e companatico

Pane e companatico

In senso figurato, pane e companatico rappresentano da una parte quanto è strettamente necessario, dall’altra il moderatamente superfluo. Riguardo poi alle persone con disabilità e alle loro famiglie, i due termini possono efficacemente indicare ciò che serve per la sopravvivenza fisica e ciò che la rende umana, ovvero tutte cose assolutamente indispensabili

Metti un giornalista a rotelle…

Un momento dell'intervista di Andrea Venuto a Elsa Fornero, in occasione della presentazione del Rapporto INAIL 2011 sugli infortuni nel lavoro

Un caso da manuale di come lo stigma che si appiccica alle persone con disabilità possa giocare brutti scherzi anche a giornalisti “navigati”: è quello di Andrea Venuto, che intervista il ministro Fornero e che anziché essere qualificato come giornalista, diventa “il malato”. Nel frattempo, comunque, registriamo con soddisfazione che nel web il titolo del servizio è stato modificato

Se il ruolo di esorcista fa straparlare

Se il ruolo di esorcista fa straparlare

«Se vogliamo lasciarci alle spalle la sbalorditiva similitudine di quel Vescovo – scrive Salvatore Nocera – che per farsi capire dai telespettatori, ha dichiarato che «basta guardare il comportamento di una persona Down o comunque con disabilità intellettiva, per avere un’idea del “diavolo” che compie o fa compiere gesti inconsulti», basta semplicemente pensare alle persone con disabilità come faceva Gesù, ovvero come a dei “suoi fratelli”

Storie di “padri coraggio”

Franco Antonello – padre di Andrea – e Ruggero Vio – padre di “Bebe” – sono certamente due riferimenti fondamentali, per i loro figli, in grado di sostenere le loro scelte e anche le eventuali critiche. Non tutti possono e devono essere così, ma forse grazie a figure come loro, che vanno avanti “a sfondamento”, la disabilità diventa un po’ più “masticata” dal grande pubblico

Bebe sulle orme di Oscar

Un giorno Oscar Pistorius – di cui da qualche giorno è nota la partecipazione alle Olimpiadi – le disse: «Perché non corri anche tu?». E così è iniziata la nuova avventura “con le lame sottili” di Beatrice “Bebe” Vio, schermitrice senza braccia e senza gambe, che sarà tedofora dei “Futuri Paralimpici” a Londra, come ha voluto anche gran parte del Parlamento Europeo

Quel pessimo giornalismo sui “falsi ciechi”

Mancata distinzione tra “cecità” e “ipovedenza”, non vedenti definiti come “falsi ciechi” se chiedono di fermarsi al pullman in arrivo o se spazzano il balcone di casa e molto altro: sono quanto meno gravi, le colpe di un cattivo giornalismo sin troppo diffuso, che produce danni morali e culturali e contribuisce a un ulteriore imbarbarimento della società

Quei “moderni gladiatori” che vivono in una bolla dorata

«Nel nostro paese i “moderni gladiatori” e cioè i calciatori vivono in una sorta di bolla immateriale che, salvo rare eccezioni, li mantiene avulsi dal quotidiano, al limite dell’incapacità di badare agli affari correnti di natura burocratica, che affaticano invece ogni persona che non pratica, ad alti livelli, l’arte pedatoria»: così è stata archiviata la posizione di quei calciatori del Bologna che avevano abusamente usato il contrassegno per disabili…

Quei (disse)Stati Generali del Sociale e della Famiglia

Così si chiama anche un dossier del Roma Soc!al Pr!de – rete di persone, enti e istituzioni, provenienti dal volontariato, dalla cooperazione sociale e dall’associazionismo, impegnati nella ricerca, nel lavoro sociale e nell’amministrazione della Capitale – che si rifà ai recenti “Stati Generali del Sociale e della Famiglia”. E ben volentieri diamo spazio allo stesso Roma Soc!al Pr!de, per un’ampia riflessione su quell’evento

Il confine tra satira e violenza

«Mi basterebbe – scrive Franco Bomprezzi – un sussulto di buona coscienza, da parte dei presuntuosissimi autori del sito Umoremaligno.it – sedicente “spazio satirico”, contenente pagine di inusitata cattiveria nei confronti delle persone con disabilità – e l’ammissione, sia pure tardiva, di avere esagerato, non cogliendo il confine tra satira e violenza»

No a questo “gioco al bersaglio” sulla disabilità

«Mai a nessuno – scrive Giovanni Barin, rappresentante per la Lombardia dell’Associazione Genitori Tosti in Tuti i Posti – permetteremo di distruggere il lavoro faticosamente realizzato in anni di storia, in nome della conquista di diritti vitali per le persone con disabilità». Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo

Participio presente del verbo ignorare

Conoscere serve certamente e può evitare clamorosi abbagli, come ad esempio le frasi “molto sfortunate”, pronunciate recentemente dal vescovo di Isernia, monsignor Gemma, esperto di esorcismi, che ha affiancato gli “indemoniati” alle persone con sindrome di Down. Ma anche a molti altri potrebbe servire conoscere meglio la realtà di cui si parla…

I miei soldi non sono “diversamente validi”

Prendendo spunto da un progetto di verifica dell’accessibilità delle strutture alberghiere milanesi, che viene lanciato in questi giorni e che prevede una collaborazione tra profit e no profit (“Easy Hotel Planet”), Simone Fanti propone una serie di riflessioni, a partire da un concetto che purtroppo resta sempre valido: perché la società continua a non voler vedere le persone con disabilità?

Giovanni contro la Strega Ignoranza

Una favola per piccoli e grandi, non proprio a lieto fine, perché nella realtà la “Strega Ignoranza” è sempre in agguato. Ma per Giovanni – almeno in sogno – è stato bello sconfiggerla, così come aveva fatto con il Drago Rotelle, la Medusa Discrimina, il Gigante Pregiudizio e il Mostro a Due Teste Barriera…

Niente più ruoli “da nano”!

Così Peter Dinklage, attore americano con acondroplasia, che sta dicendo no anche a una serie di inviti a mille talk show, per parlare di pregiudizi e società. Lui e Antonella Ferrari, attrice con sclerosi multipla, possono farlo, ma gli altri? «Sempre che ce ne siano – scrive Claudio Arrigoni – perché emergere facendo l’attore è difficilissimo. Per chi ha una disabilità ancora di più»

L’integrazione come antidoto per la crisi

«In un momento di forte crisi, come quello che stiamo attraversando – scrive Salvatore Cimmino – il contributo degli oltre cinque milioni di persone con disabilità potrebbe aiutare ad affrontare, anche in maniera significativa, il nostro debito pubblico. Basterebbe vedere le potenzialità al di là dei limiti, un processo a dir poco rivoluzionario per una società che voglia dirsi civile»

Dalla crisi non dovranno uscire solo i “sani”

Talora succede che una persona con disabilità intellettiva, opportunamente formata e seguita, esca dalla dimensione di “eterno bambino” cui spesso le famiglie, inconsapevolmente, la confinano e diventi “adulto”, con una propria dimensione di orgoglio, di capacità, di competenza, di qualità. Al MAGA (Museo d’Arte di Gallarate), sta succedendo

L’autismo di questa società

Una società sempre più confusa, in cui ci si sofferma solo alla “prima impressione”, all’apparenza, rischiando di confondere particolari e specifiche esperienze di vita con la “vera quotidianità di una famiglia con autismo”, della quale Marcello Piredda tratteggia qui un drammatico spaccato, presentando una testimonianza quanto mai emblematica, profonda e sincera

L’incauto cortigiano

Sembra proprio che qualcuno abbia preso sin troppo sul serio le parole pronunciate dal ministro Fornero, sui prodotti assicurativi, le persone con disabilità e la «necessità di rafforzare la sinergia tra pubblico e privato». Un funzionario di un’ASL ligure, infatti, ha ingiunto alle persone con disabilità di stipulare – e di pagarsi – un’adeguata polizza, per danni procurati dalle carrozzine…