Il secondo Premio Bomprezzi sulla buona comunicazione in ambito di disabilità

Giornalista e scrittore, impegnato per i diritti delle persone con disabilità, Franco Bomprezzi è stato direttore responsabile di «Superando.it» fino alla sua scomparsa, avvenuta il 18 dicembre 2014. A lui è stato intitolato l’omonimo premio sulla comunicazione in àmbito di disabilità, che vede tra gli altri media partner anche la nostra testata e che lo scorso anno ha fatto il proprio esordio. Ne presentiamo la seconda edizione, che prevede anche un premio dedicato alla giornalista del Tg2 Maria Grazia Capulli e che si concluderà in due fasi, il 3 e il 18 dicembre

Franco Bomprezzi

Franco Bomprezzi (1952-2014)

Giornalista e scrittore, impegnato per i diritti delle persone con disabilità, Franco Bomprezzi è stato direttore responsabile del nostro giornale «Superando.it» dagli inizi delle pubblicazioni, fino alla sua scomparsa, avvenuta il 18 dicembre 2014. A lui è stato intitolato l’omonimo premio sulla comunicazione in àmbito di disabilità, che vede tra gli altri media partner anche «Superando.it» e che lo scorso anno ha fatto il proprio esordio, come avevamo ampiamente riferito a suo tempo.
Qui di seguito diamo spazio alla presentazione della seconda edizione dell’iniziativa.

Torna per la sua seconda edizione il premio giornalistico nazionale dedicato al giornalista scomparso otto anni fa Franco Bomprezzi, il “giornalista a rotelle” come egli stesso amava definirsi, che ha contribuito in modo fondamentale ad accendere un faro sulla comunicazione della disabilità in Italia.
Obiettivo dell’iniziativa, che vede tra i media partner «La Repubblica», «Avvenire», «Vita non profit», «Agenzia Nova», e «Superando.it», con il patrocinio dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti e dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, è quello di raccogliere l’eredità giornalistica dello stesso Bomprezzi, promuovendo e valorizzando la buona informazione sul tema.

Come per lo scorso anno, sono due le categorie in concorso la prima delle quali dedicata a servizi giornalistici pubblicati su testate nazionali, su supporto cartaceo, telematico, radiofonico o televisivo, realizzati tra il 21 settembre 2021 e il 21 ottobre 2022, e che abbiano come oggetto argomenti, problematiche e criticità circa temi sociali legati all’ambito della disabilità.
La seconda categoria, invece, rivolta ai soli giornalisti freelance, mira a riconoscere il proprio sostegno ad un progetto giornalistico da realizzarsi entro il 15 novembre 2022.
Tre sono i premi previsti per la prima categoria: il primo da 1.000 euro, il secondo da 500 e il terzo da 250, mentre per la seconda categoria, il vincitore riceverà 2.000 euro per realizzare il progetto proposto.

Da quest’anno, inoltre, si è aggiunto un nuovo premio, dedicato alla memoria della collega del Tg2 Maria Grazia Capulli. «Abbiamo deciso di ricordare assieme a Franco anche Maria Grazia – spiega Simonetta Morelli, presidente dell’Associazione Bomprezzi -, perché anche lei faceva parte di un modo di vivere e interpretare la professione che ci piacerebbe divenisse un bagaglio che ogni giornalista porti ogni giorno con sé. Una sensibilità mai retorica e sempre accompagnata da una forte attenzione per le fasce più svantaggiate. L’idea che la professione vada interpretata come una missione di responsabilità sociale, con la profonda convinzione che anche le notizie positive possano e debbano contribuire alla formazione della coscienza civica dei cittadini».
Il premio dedicato a Capulli vedrà dunque un riconoscimento per un servizio televisivo nazionale per un valore di 1.000 euro che dovrà essere inviato entro il 15 novembre prossimo e realizzato non prima del 21 ottobre 2021.

La premiazione avverrà in due fasi, la prima delle quali il 3 dicembre a Roma, in concomitanza con la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, la seconda il 18 dicembre a Milano, anniversario della scomparsa di Franco Bomprezzi.
Tra i vari giurati chiamati a selezionare le opere in concorso, da segnalare Gennaro Sangiuliano, ministro della Cultura, Carlo Fontana, condirettore della Tgr, Marcello Masi, capoautore e conduttore di Linea Verde Life, Clemente Mimun, direttore del Tg5, Maurizio Molinari, direttore de «la Repubblica», Roberto Natale, direttore di Rai per la sostenibilità e Marco Tarquinio, direttore di «Avvenire».
Con loro e molti altri si dibatterà tra l’altro di informazione, disabilità e sociale, con la presentazione del secondo rapporto nazionale su Cittadini e disabilità, realizzato in collaborazione con SWG.

Da ricordare, in conclusione, che per questa seconda edizione l’iniziativa p sostenuta tra gli altri da Autoscout24, che riserva una particolare attenzione alla mobilità sostenibile, da CBM Italia, organizzazione tra le più impegnate in Italia e all’estero per favorire l’inserimento delle persone con disabilità e dalla Fondazione Mantovani Castorina, organizzatrice del Festival delle Abilità.

Per ogni notizia e approfondimento sul Premio Bomprezzi, accedere al sito dedicato (a questo link). Per ulteriori informazioni: segreteria@premiobomprezzi.it.

Il Decalogo della buona informazione sulla disabilità di Franco Bomprezzi
1)
Considerare nell’informazione la persona disabile come fine e non come mezzo.
2) Considerare la disabilità come una situazione “normale” che può capitare a tutti nel corso dell’esistenza.
3) Rispettare la “diversità” di ogni persona con disabilità: non esistono regole standard né situazioni identiche.
4) Scrivere (o parlare) di disabilità solo dopo avere verificato le notizie, attingendo possibilmente alla fonte più documentata e imparziale.
5) Utilizzare le immagini, nuove o di archivio, solo quando sono indispensabili e comunque corredandole di didascalie corrette e non offensive della dignità della persona. Quando la persona oggetto dell’immagine è chiaramente riconoscibile, chiederne il consenso alla pubblicazione.
6) Ricorrere al parere dei genitori o dei familiari solo quando la persona con disabilità non è dichiaratamente ed evidentemente in grado di argomentare in modo autonomo, con i mezzi (anche tecnologici) a sua disposizione.
7) Avvicinare e consultare regolarmente, nell’àmbito del lavoro informativo, le associazioni, le istituzioni e le fonti in grado di fornire notizie certe e documentate sulla disabilità e sulle sue problematiche.
8) Ospitare correttamente e tempestivamente le richieste di precisazione o di chiarimento in merito a notizie e articoli pubblicati o diffusi.
9) Considerare le persone con disabilità anche come possibile soggetto di informazione e non solo come oggetto di comunicazione.
10) Eliminare dal linguaggio giornalistico (e radiotelevisivo) locuzioni stereotipate, luoghi comuni, affermazioni pietistiche, generalizzazioni e banalizzazioni di routine. Concepire titoli che riescano ad essere efficaci e interessanti, senza cadere nella volgarità o nell’ignoranza e rispettando il contenuto della notizia.
Franco Bomprezzi, 1999

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