Quel sogno a duecento all’ora diventa sempre più realtà

È il sogno dei motociclisti portatori di protesi o artolesi, che partecipano alle iniziative e alle gare promosse quest’anno dall’Associazione Di.Di. – Diversamente Disabili e che il 12 agosto scorso sono addirittura scesi in pista, sul circuito toscano del Mugello, insieme al sammarinese Manuel Poggiali, campione del mondo della 125 e della 250 GP

Manuel Poggiali con il Team Di-Di - Diversamente Disabili

Il campione del mondo di motociclismo Manuel Poggiali con il Team dei Di-Di – Diversamente Disabili, al circuito toscano del Mugello

La disabilità, ben lungi dall’essere un ostacolo alla vita “normale”, che diventa anzi un motivo per “fare squadra” e ritrovarsi in pista a dare gas su moto da oltre duecento all’ora: per molti appassionati di motori si tratta di un sogno che quest’anno è diventato realtà, grazie all’Associazione Di.Di. – Diversamente Disabili, costituita proprio per concretizzare questi desideri, con l’omonimo Trofeo, articolatosi finora sulle prove di Levanto Binetto (Bari), Imola (Bologna) e Misano Adriatico (Rimini), la prima competizione motociclistica che schiera soltanto piloti portatori di protesi o artolesi, della quale anche questo giornale ha già avuto modo di occuparsi ampiamente.
Il 12 agosto scorso, poi, il circuito toscano del Mugello ha visto i Di.Di. scendere in pista addirittura insieme a Manuel Poggiali, campione del mondo della 125 e della 250 GP. Il sanmarinese, che predilige proprio quel circuito per i suoi allenamenti, ha trascorso infatti diverse ore insieme a loro, girando con piccoli gruppi, per mostrare le traiettorie corrette e poi sfilando alle loro spalle, per verificare se avessero appreso bene la “lezione”.

«Ho conosciuto Manuel Poggiali proprio qui al Mugello lo scorso anno – commenta Emiliano Malagoli, presidente dell’Associazione Di.Di – e mi ha dato dei consigli utilissimi per guidare al meglio nonostante la protesi. Da allora Manuel viene spesso a vedere le nostre gare e una volta ha provato in pista anche una moto con i comandi adattati! Il 12 agosto ci ha aiutato a fare interpretare il Mugello a molti ragazzi artolesi, alcuni dei quali non avevano mai girato in pista».
«Condividere il box con questi piloti – ha commentato dal canto suo lo stesso Poggiali – è un’esperienza entusiasmante. Hanno una grande forza e la trasmettono anche a chi sta loro vicino. Scendono in pista per ritrovare la loro “normalità”, ma non solo: cercano anche i risultati e hanno sempre l’occhio al cronometro!».
«Un grazie – sottolinea Chiara Valentini, segretario dell’Associazione Di.Di. – va al Circuito del Mugello, a RPM Team che ha organizzato la giornata di prove libere, a Giuseppe Bocconcella per la disponibilità del “Mugellino” e ad Area Safe. Un ringraziamento speciale, poi, va naturalmente a Manuel, Tommaso e Vinicio per i consigli che hanno dispensato a tutti i ragazzi».

Frattanto crescono le new entry del Team Di.Di., con qualcuno che è arrivato in Toscana persino dalla Sicilia e dalla Sardegna. «Ho comprato la moto qualche settimana fa – racconta Giovanni Febo, quarantaduenne messinese, che ha perso il braccio destro in un infortunio sul lavoro -, ma fino alla giornata del Mugello non sapevo se sarei riuscito a guidarla con tutti i comandi a sinistra. Non portavo la moto da tre anni e in pista non ero mai andato… Quel giorno, quindi, da disabile, un sogno è diventato realtà».
«La mattina del 12 agosto – aggiunge Sergio De Santis, trentaduenne cagliaritano, che da sette anni ha perso l’uso del braccio sinistro – mi hanno fatto provare prima sul circuito del “Mugellino”, che riproduce il tracciato in piccolo, mentre l’ingresso nella pista “vera” è avvenuto poco dopo, in un contesto molto tranquillo, perché avevano riservato un turno a noi neofiti».
«Nella notte precedente – ricorda poi Fabrizio Felicioni, ventottenne di Bastia Umbria (Perugia), vincitore del Trofeo Interforze, prima di subire un incidente sul lavoro – non avevo dormito per l’emozione! Poi l’adrenalina che ho provato tornando a girare al Mugello è stata indescrivibile». «Mentre collaudavo un impianto di betoniere – spiega ancora, ricordando il proprio infortunio – un ingranaggio mi ha tagliato di netto il braccio sinistro. Sono riusciti a riattaccarmelo, ma sulla moto ho spostato tutti i comandi a destra. Ora non posso che ringraziare gli amici che mi hanno sostenuto per farmi tornare in pista… temevo di non riuscire più a guidare!».
Tra le new entry vi sono anche Cristian Fassi, 23 anni di Cuneo, che ha perso la mobilità di piedi e caviglie per un’ischemia al midollo osseo e che cammina con le stampelle, ma che gira in pista con una Ducati 1098, Manuel Ferrari, 33 anni di Padova, che ha perso l’uso di un braccio in un incidente stradale e Andrea Capurro, quarantaduenne genovese, invalido al 70% per un’atrofia alle gambe, ma che quando abbassa la visiera del casco archivia tutti i problemi di mobilità.
Sulla pista toscana, poi, sono scesi anche alcuni piloti “ufficiali” del Trofeo Di.Di., come il pavese Luca Raj e il cattolichino Enrico Mariani, alle prese per la prima volta con le curve del Mugello.
Un ottimo allenamento, questo, in vista dell’appuntamento agonistico in programma proprio sul circuito toscano, per il weekend del 5 e 6 ottobre, ultimo round stagionale della competizione avviata quest’anno, preceduto, il 7 e 8 settembre, dalla tappa sul circuito romano di Vallelunga. (F.L.G.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@diversamentedisabili.it (Fiammetta La Guidara).

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