Anche noi possiamo e vogliamo votare: continuiamo a ricordarlo!

«Il 10 giugno si voterà nella nostra città e noi ci siamo preparati molto per capire come si vota e per decidere chi votare. Non vorremmo però che si ripetessero esperienze passate in cui, Presidenti di Seggio poco informati, non ce l’hanno consentito. Chiediamo di poter votare senza alcuna discriminazione»: lo dicono i giovani dell’ANFFAS di Modica (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), in provincia di Ragusa, rivendicando un sacrosanto diritto sancito anche dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità

Giovane con sindrome di Down con dito puntato

«Nell’ultimo anno abbiamo iniziato il progetto Io cittadino*, per conoscere i nostri diritti e doveri di cittadini; tra questi un diritto-dovere molto importante è quello di votare. Il 10 giugno si voterà per il Sindaco e per il Consiglio Comunale di Modica e noi ci siamo preparati molto per capire come si vota e per decidere chi votare. Non vorremmo però che si ripetessero esperienze passate in cui, Presidenti di Seggio poco informati, non ce l’hanno consentito. Persino i ragazzi con grave disabilità hanno il diritto di votare perché sono in grado di fare tutto quello che vogliono se studiano e prendono informazioni. Chiediamo quindi che in tutti i seggi anche alle persone con disabilità venga permesso di votare senza alcuna discriminazione».
A dirlo, in una nota, sono i giovani dell’ANFFAS di Modica (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), in provincia di Ragusa, rivendicando un sacrosanto diritto sancito anche dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che ormai da nove anni è una Legge dello Stato Italiano (Legge 18/09).

«Come facilitatori – aggiungono gli operatori dell’ANFFAS modicana – , abbiamo assistito i ragazzi dell’Associazione in questo percorso di cittadinanza attiva, fornendo loro, nel nostro piccolo, competenze su diritti elementari che loro stessi non sapevano di avere, ma il cui riconoscimento da parte della collettività è estremamente importante, perché significa riconoscere il loro ruolo attivo nella società. Pensare infatti che una persona non sia in grado di formarsi un’opinione su questioni che pure la riguardano perché disabile, è frutto di una scarsa conoscenza del mondo stesso della disabilità».
«È però anche vero – proseguono – che sebbene la Legge italiana riconosca alle persone con disabilità intellettiva il diritto al voto, queste non vengono messe in condizione di esercitarlo consapevolmente, finendo spesso per rinunciarvi: i programmi e le indicazioni, infatti, sono espressi in un linguaggio di difficile comprensione, né sono permesse facilitazioni, quale ad esempio il voto assistito, così come per le persone con disabilità sensoriale. Nell’auspicare quindi in futuro una maggiore attenzione a questi elettori, ci uniamo alla richiesta dei nostri ragazzi affinché il loro impegno a diventare cittadini consapevoli venga riconosciuto». (S.B.)

*Il progetto denominato Io Cittadino! Strumenti per la piena partecipazione, cittadinanza attiva e Self Advocacy delle persone con disabilità intellettiva e/o relazionale è stato promosso nel 2015 dall’ANFFAS Nazionale, con il finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@anffasmodica.it.

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