Verso le Elezioni Europee: sacrosante istanze di civiltà

Diritto di voto (e anche di candidarsi), finanziamenti adeguati per la nuova Strategia Europea per la Disabilità, studio, lavoro, fine della segregazione, diritti delle donne con disabilità e accessibilità a tutti i livelli: sono i principali passaggi del “Manifesto sulle Elezioni Europee 2019 accessibili”, presentato dal Forum Europeo sulla Disabilità ai vari candidati e sottoscritto finora da 257 di essi (uno solo dall’Italia). Tutte sacrosante istanze di civiltà, anche se, purtroppo, è noto che tante persone con disabilità a quelle Elezioni non potranno ancora partecipare

3° Parlamento Europeo delle Persone con Disabilità, Bruxelles, 2012

Un’immagine di repertorio del 3° Parlamento Europeo delle Persone con Disabilità, tenutosi nel 2012 a Bruxelles

A una ventina di giorni dalle Elezioni Europee di fine maggio, è certamente il caso di riproporre ai Lettori i temi che l’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, aveva lanciato nel Manifesto sulle Elezioni Europee 2019 accessibili, in occasione del 4° Parlamento Europeo delle Persone con Disabilità*, svoltosi a fine 2017 a Bruxelles, come avevamo ampiamente riferito in quel momento sulle nostre pagine. Questo non senza ricordare che quello stesso Manifesto è stato proposto dal Forum ai diversi candidati, chiedendo loro di sottoscriverlo e farlo proprio.
A quanto risulta, finora sono state 257 le firme giunte all’EDF, una sola delle quali dall’Italia (47 dalla Francia, 40 dal Portogallo, 22 dalla Germania, 22 dalla Lettonia e così via).

Tornando comunque ai contenuti del Manifesto, essi si possono sintetizzare in alcuni passaggi fondamentali, il primo dei quali riguarda il diritto di votare, ma anche di candidarsi alle Elezioni Europee, rendendo cioè accessibili tutti gli aspetti di una campagna elettorale, dai materiali prodotti, alla procedura per votare, ai seggi. Un’istanza, questa, che avremo certamente modo di verificare nelle prossime settimane, ma che al momento non sembra aver trovato risposte particolarmente soddisfacenti, come segnalaremo oltre.

Secondo passaggio, la richiesta di stanziare un budget per l’attuazione della nuova Strategia Europea per la Disabilità 2020-2030, consistente in una serie di azioni volte a dettare la nuova agenda per i diritti delle persone con disabilità, che si dovrà basare su un dialogo con le persone e le loro organizzazioni rappresentative.

E ancora, l’attuazione del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali, insieme alle iniziative che ne conseguono, ovvero un piano di protezione sociale che garantisca un tenore di vita adeguato, tramite misure volte ad assicurare il diritto al lavoro, un supporto personalizzato all’interno del sistema di istruzione generale e azioni che mettano fine alla segregazione delle persone con disabilità.

Vero e proprio tema-ponte del Manifesto, quindi, che durante l’incontro di Bruxelles del 2017 ha collegato tutti i temi toccati per l’occasione, è quello dell’accessibilità, con la richiesta di adottare, attuare, applicare e possibilmente migliorare ancora la Legge Europea sull’Accessibilità, garantendo, tra l’altro, che il Trattato di Marrakech del 2013 sulla circolazione e la diffusione di libri, periodici e altri materiali di lettura accessibili, venga pienamente attuato all’interno dell’Unione Europea e in cooperazione con i Paesi partner in tutto il mondo, affinché le persone con disabilità visiva abbiano accesso agli stessi libri, riviste e materiali.
Servono inoltre misure capaci di garantire che «gli sviluppi tecnologici non lascino indietro nessuno e siano progettati per tutti, così che le persone con disabilità siano in grado di utilizzarle e beneficiarne come gli altri, migliorando la propria vita indipendente e la piena partecipazione a tutti gli aspetti dell’esistenza».
E piena accessibilità, naturalmente, anche dei mezzi di trasporto, rispetto alla quale il Manifesto chiede di «applicare la legislazione dell’Unione Europea sui diritti dei passeggeri, rafforzando le disposizioni sull’accessibilità, per garantire che i passeggeri con disabilità godano della loro libertà di movimento».

Infine, nel suo ultimo paragrafo il Manifesto pone l’accento sull’“Europa dei Diritti Umani”, chiedendo ai rappresentanti politici dell’Unione Europea di «assicurare che i diritti delle donne e delle ragazze con disabilità siano presi in considerazione in tutte le misure legislative e amministrative in materia di uguaglianza di genere» e che venga ratificata e attuata la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul), anche vietando la pratica delle sterilizzazioni forzate».
Collegata a questo tema, vi è segnatamente la richiesta di dedicare risorse adeguate alle “pari opportunità” e al superamento delle discriminazioni».

Istanze tutte decisamente sacrosante, quindi, anche se parlando di Elezioni Europee, è doveroso ricordare un altro elemento piuttosto negativo, su cui ci siamo soffermati nelle scorse settimane, ovvero i dati emersi dal rapporto La realtà del diritto di voto delle persone con disabilità alle Elezioni del Parlamento Europeo, prodotto dal CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo), secondo i quali saranno purtroppo parecchi milioni le persone con disabilità che a quelle stesse Elezioni non potranno esprimere il loro voto o quanto meno incontreranno difficoltà a farlo, a causa di barriere “tecniche” o di leggi nazionali che ne limitano il diritto. (Stefano Borgato)

*Promosso dall’EDF, insieme al Parlamento Europeo, il Parlamento Europeo delle Persone con Disabilità è una preziosa occasione, che riunisce intorno al tema dei diritti e dell’inclusione i rappresentanti delle organizzazioni delle persone con disabilità da tutta Europa, a fianco di numerosi Eurodeputati e di alti rappresentanti delle altre Istituzioni dell’Unione Europea.

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