Ci chiederanno anche di portarci i letti da casa?

A chiederselo amaramente è Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i Diritti del Malato di Cittadinanzattiva, commentando le immagini dei pazienti sdraiati a terra nel Pronto Soccorso dell’Ospedale campano di Nola. «E le responsabilità – secondo Aceti – sono tanto a livello di singola struttura sanitaria che a livello di Regione, la quale ha tra i suoi compiti la programmazione e la verifica dei servizi. Non si può mettere i cittadini di fronte alla scelta tra il non essere assistiti o invece esserlo ma sdraiati a terra!»

Gennaio 2017: pazienti sdraiati a terra al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Nola

La triste immagine dei pazienti assistiti a terra nel Pronto Soccorso dell’Ospedale di Nola (Napoli)

«Immagini inaccettabili che richiamano alla mente non una struttura del nostro Servizio Sanitario Nazionale, ma un ospedale da campo, con condizioni disumane per cittadini e operatori sanitari. Ad essere calpestati sono innanzitutto i diritti delle persone malate, come quello alla dignità personale, alla riservatezza e alla sicurezza». Lo dichiara in una nota Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i Diritti del Malato di Cittadinanzattiva, in relazione alla vicenda dei pazienti sdraiati per terra su coperte nel Pronto Soccorso dell’Ospedale campano di Nola. «Il rischio – aggiunge amaramente – è che a breve ci chiedano di portarci il letto da casa!».

«Si sapeva del picco influenzale – sottolinea Aceti – si sapeva del freddo e quindi ci si poteva e doveva attrezzare per tempo nel garantire la gestione del possibile sovraffollamento dei Pronto Soccorso, che poi puntualmente si è verificato. E le responsabilità sono tanto a livello di singola struttura sanitaria che a livello di Regione, la quale ha tra i suoi compiti la programmazione e la verifica dei servizi. Non si può mettere i cittadini di fronte alla scelta tra il non essere assistiti o invece esserlo ma sdraiati a terra!».

«Se prima il sovraffollamento dei Pronto Soccorso – prosegue il Coordinatore del Tribunale per i Diritti del Malato – poteva essere considerato come una condizione straordinaria, negli ultimi anni, purtroppo, sta diventando quasi l’ordinario, prevedibile nei momenti di picco influenzale, e quindi a maggior ragione ogni struttura sanitaria dovrebbe avere un Piano di Gestione del Sovraffollamento, come raccomandato dalla SIMEU (Società italiana di Medicina Emergenza Urgenza); allo stesso tempo, nel 40% dei Pronto Soccorso manca l’Osservazione Breve Intensiva, con posti letto dedicati, come emerso da un nostro recente monitoraggio nazionale, svolto insieme alla stessa SIMEU [se ne legga ampiamente anche nel nostro giornale, N.d.R.]. E ancora, il 45% dei DEA di primo livello [Dipartimenti di Energenza e Accettazione, N.d.R.] non ha conoscenza in tempo reale dei posti letto disponibili nei reparti di tutta la struttura e questo incide su affollamento, sovraccarico del personale e qualità dell’assistenza. Sul fronte infine del personale sanitario, quest’ultimo dovrebbe essere adeguato ai bisogni di assistenza e invece siamo alle prese da anni con un blocco del turnover che sta incidendo sull’accesso e la qualità delle cure. Si dovrebbe riorganizzare e rafforzare l’assistenza territoriale, in particolare il sabato e la domenica, per ridurre la necessità di ricorrere al Pronto Soccorso».

«Ora attendiamo – conclude Aceti – di conoscere gli esiti delle ispezioni del Ministero della Salute e della Regione Campania, ma soprattutto le azioni di miglioramento che saranno messe a punto e che auspichiamo siano il frutto di un confronto anche con le Organizzazioni di cittadini». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: stampa@cittadinanzattiva.it.

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