Turisti sì, ma non per caso!

Per la maggior parte delle persone fare la valigia per andare in vacanza non richiede un grande impegno, è sufficiente mettere dentro abiti adatti alla destinazione, gli accessori abbinati e il necessaire per la toilette; ma per le persone con disabilità, specie se in carrozzina, è tutta un’altra storia. Se n’è parlato durante l’incontro online “Turismo Invernale: cosa fare e come pianificare”, organizzato dalla UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), durante il quale vari relatori si sono soffermati su una serie di accorgimenti utili a non rovinarsi una vacanza

Vacanza invernale di persona con disabilitàPer la maggior parte delle persone il fare la valigia per andare in vacanza non richiede un grande impegno, è sufficiente mettere dentro abiti adatti alla destinazione, gli accessori abbinati e il necessaire per la toilette; per le persone con disabilità, specialmente se in carrozzina, è tutta un’altra storia.

Ne ha parlato Riccardo Rutigliano, presidente della UILDM di Milano (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), durante il suo intervento all’incontro online Turismo Invernale: cosa fare e come pianificare [se ne legga anche la nostra presentazione, N.d.R.], promosso dalla UILDM Nazionale.
Ci sono infatti delle cose che possono sembrare banali, ma che hanno grandissima importanza, soprattutto per far fronte a inconvenienti che potrebbero rovinare la vacanza. Rutigliano ha stilato dunque una lista di cose utili da mettere in valigia al di là dell’abbigliamento e dell’igiene personale, ovvero arnesi specifici per una buona manutenzione della carrozzina, quali camere d’aria di scorta e utensili specifici; ausili, come il sollevatore utilizzato solitamente e le rampe pieghevoli; oggetti di vario genere per le attività quotidiane, come la mantella per la pioggia, lo specchietto per la barba, la crema di protezione solare, le protezioni monouso (manopole e guanti in lattice), il cuscino e coperta supplementari per letto, i caricatori ausili/device, gli adattatori/ciabatte elettriche e un cappello con visiera.
«Ho creato questo elenco in collaborazione con il mio collega Fabio Pirastu – ha spiegato il Presidente della UILDM; di Milano – partendo dalla nostra esperienza personale».

E ad allungare la lista ci ha pensato lo stesso Fabio Pirastu, presidente della UILDM di Pavia -, concentrando l’attenzione su arnesi che potrebbero servire al buon funzionamento della carrozzina, come un piccolo compressore portatile, lo scotch americano e il nastro isolante, le fascette e le brugole.
Parlando poi di vacanze invernali, Pirastu ha fornito qualche consiglio spicciolo per la gestione della carrozzina elettronica sulla neve e con le basse temperature. A tal proposito si deve prestare molta attenzione alla ricarica della batteria perché con il freddo dura di meno. La carrozzina elettronica sulla neve, inoltre, si comporta in modo completamente diverso che su un fondo liscio, per cui bisogna prestare la massima attenzione. E ancora, conviene tenere una marcia più alta e muovere più delicatamente il joystick, lasciando comunque spunto ai motori di superare la neve ed eventuali mucchi più duri. Meglio, infine, che le gomme siano leggermente più sgonfie.

All’incontro sono intervenuti anche altri relatori, a partire da Roberto Vitali, co-fondatore e attuale amministratore delegato di Village for all (V4A®), la nota rete impegnata ormai da più di un decennio sul tema dell’innovazione turistica specializzata in ospitalità accessibile.
Vitali  ha evidenziato la fondamentale importanza del ruolo attivo della persona con disabilità che deve assumere nell’organizzarsi la vacanza. Nella scelta della struttura ricettiva, dovrà essere il più esplicito possibile nel dire quali sono le sue esigenze particolari. Prima di affrontare il viaggio, inoltre, deve preparare per portarla con sé tutta la documentazione riguardante la cartella clinica e l’elenco di farmaci abitualmente assunti, con traduzione anche in inglese, qualora vada all’estero.
Sempre Vitali ha consigliato poi di conoscere bene le norme e il funzionamento delle varie forme di assistenza, come quella aeroportuale o ferroviaria, per non trovarsi in balia di operatori poco preparati. Così come ha suggerito di essere bene informati sulle caratteristiche degli ausili che si utilizzano di solito, sia nel caso debbano essere spediti, sia nel caso dovessero rompersi durante la vacanza.
E in ogni caso, secondo Vitali, piuttosto che il “fai da te” è preferibile affidarsi a un’agenzia turistica.

Successivamente Anna Rossi, consigliera della UILDM di Milano, ha raccontato la sua esperienza positiva di una recente vacanza sul Lago di Garda, organizzata consultando il portale Airbnb.it, ove ha trovato tutte le informazioni adeguate sull’accessibilità, in modo corretto e semplice.

Dal canto suo, Giuseppe Antonucci, consigliere dell’Associazione Sportdipiù di Torino, ha affrontato, in particolare, i viaggi delle persone con disabilità che fanno sport, mettendo in evidenza l’accentuata discrepanza tra l’àmbito agonistico e quello puramente dilettantistico e di turismo. Infatti, le strutture ricettive destinate all’accoglienza degli atleti paralimpici, pur essendo, a suo parere, meno belle di quelle prettamente turistiche, hanno un livello di accessibilità di gran lunga superiore. «Un divario – ha sottolineato – che è necessario ridurre.

Ha concluso l’incontro Stefania Pedroni, vicepresidente nazionale della UILDM, spiegando l’attività del Gruppo Vacanze UILDM, nato in modo spontaneo nel 2019, per la volontà di alcuni associati di condividere alcune esperienze di svago e di viaggio che andassero al di là degli incontri formali. Da questa esperienza la UILDM ha stimolato le proprie Sezioni locali, affinché diventassero punti di riferimento per le persone con disabilità che desiderano fare una vacanza o visitare il territorio di competenza, dando loro consigli pratici. Insomma, ancora di più nel mondo della disabilità: turisti sì, ma non per caso!

Il presente contributo è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it» (con il titolo “Vacanze e disabilità: l’accortezza da mettere in valigia”). Viene qui ripreso – con minimi riadattamenti al diverso contenitore – per gentile concessione.

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