Ma l’INPS è un “potere a sé stante”?

Se lo chiede la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che pur esprimendo una logica soddisfazione per la sospensione di quella Circolare dell’INPS che avrebbe provocato la revoca della pensione a decine di migliaia di invalidi totali, manifesta anche perplessità e timori per il futuro, ritenendo necessario un più attento controllo di garanzia sull’operato dell’Istituto, tramite un deciso intervento delle Camere

Particolare di volto di uomo anziano, con espressione pensierosa e mani sulla bocca«Quella Circolare dell’INPS non ha fondamento giuridico, perché nessuna norma ha modificato le precedenti disposizioni. Chi dunque nel Governo ha autorizzato l’INPS a questa pesante restrizione? Se fosse stato il Ministero del Lavoro, l’odierna indicazione di Elsa Fornero sarebbe inspiegabile. Negli ultimi anni, per altro, il reale referente dell’INPS è stato il Ministero dell’Economia che si attendeva, ad esempio, dall’Istituto brillanti risultati nella cosiddetta “lotta ai falsi invalidi”. Non sarà stato così anche in questo caso?».
Al di là dunque della logica soddisfazione, da parte di Pietro Barbieri, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che ha commentato così la decisione dell’INPS di sospendere, su sollecitazione del ministro Fornero, l’attuazione della Circolare n. 149/12, che avrebbe provocato la revoca della pensione a decine di migliaia di invalidi totali – come abbiamo riferito sul nostro giornale – permangono anche una grande perplessità e numerosi interrogativi sull’immediato passato e sull’imminente futuro.

Era stata proprio la FISH a prendere per prima una dura posizione contro quel provvedimento, seguìta da numerose altre organizzazioni sindacali e del Terzo Settore. Per l’occasione, lo stesso Barbieri, di fronte a una norma amministrativa con la quale si era deciso di prendere in considerazione anche il reddito del coniuge, nel fissare il limite per le pensioni di invalidità, aveva parlato di «un atto gravissimo» di «una decisione politica che colpisce i più poveri, espropriandoli di una pensione dall’importo risibile». In tal senso, il presidente della FISH  aveva chiesto «l’immediata sospensione» di un atto ritenuto «contrario a ogni regola democratica e morale», oltre a pretendere anche «chiarezza rispetto ai meccanismi di assunzione del provvedimento».
Ora, tuttavia, l’attuale sospensione, pur eliminando le diffuse e legittime preoccupazioni di moltissime persone con disabilità, lascia – una volta ancora – la netta e negativa impressione, espressa in una nota della Federazione, «che l’INPS costituisca un potere a sé, che sfugge al formale controllo politico affidato al Ministero del Lavoro». «Cosa accadrà ora?», si legge infatti nel comunicato. «Dichiarazioni non smentite rimandano a una successiva istruttoria sull’intera vicenda. Il timore è che, al di fuori del parere e dell’azione del Legislatore, la questione si risolva in un confronto condiviso fra INPS e Ministeri e che, per superare le disparità di trattamento fra invalidi coniugati e non, si ricorra all’applicazione di un indicatore reddituale familiare per tutti, ancora più devastante per l’impoverimento delle famiglie italiane».
«In altre parole – rincara ulteriormente la dose Barbieri – temiamo che rientri di sottecchi una tentazione già più volta espressa in questi anni e più volte rigettata dal Parlamento, di fronte alla quale l’unica soluzione non può che essere è un intervento deciso delle Camere che bonifichi l’altalenante prassi amministrativa di questi ultimi anni, sempre più incerta e sempre più vessatoria nei confronti dei Cittadini, e che ponga l’azione dell’INPS sotto un più attento controllo di garanzia». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@fishonlus.it.

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