Un tesoro che il Ministero non è consapevole di avere

Si tratta dei CTS (Centri Territoriali di Supporto), ben 106 su tutto il territorio nazionale, che secondo i promotori di un recente incontro a Roma, «sono e ancor più possono diventare gangli vitali per coordinare tutti i progetti, tutti i corsi, tutte le informazioni necessarie alla scuola, per consentire un servizio che garantisca a livello nazionale l’informazione, la mediazione, la divulgazione, la formazione e il servizio. Un vero “tesoro”, ai fini dell’inclusione di alunni con bisogni speciali, che però il Ministero dell’Istruzione non sembra consapevole di possedere»

Bimba con disabilità motoria a scuolaAncora una volta, in attesa che si chiarisca il futuro assetto della scuola italiana, i CTS romani (Centri Territoriali di Supporto ai Bisogni Educativi Speciali) degli Istituti Leonori, Baffi e De Amicis, in collaborazione con la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), hanno dato vita nei giorni scorsi, presso l’Istituto Tecnico Industriale Galileo della Capitale, al convegno intitolato La rete dei CTS, delle Associazioni e delle risorse territoriali per una risposta commisurata alla complessità dei bisogni, prezioso momento di verifica e stimolo, rispetto ai servizi che possono essere offerti dagli stessi CTS.
In rapida successione sono sfilate durante la giornate alcune tra le più interessanti esperienze degli sportelli sui disturbi del comportamento (Claudia Munaro dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Vicenza) e per l’autismo (Stefania Vannucchi del CTS di Prato), sul nuovo modello di rete tra CTS, Associazioni e risorse del territorio, per l’attuazione di sportelli per le minorazioni uditive (Nicola Striano, referente del CTS dell’Istituto De Amicis di Roma; Luca Bianchi dell’Istituto Statale Sordi di Roma), per le minorazioni visive (Paola Talarico dell’Istituto Romagnoli di Roma; Fernanda Fazio del Comitato Tecnico Scientifico del CTS dell’Istituto De Amicis di Roma) e infine sul tema Lo sportello tecnologico ad alta specializzazione integrato CTS-GLIC (GLIC sta per Gruppo di Lavoro Interregionale Centri ausili elettronici e informatici per disabili), sul quale sono intervenuti Francesco Fusillo del CTS di Verona e Fabrizio Corradi del GLIC Ausilioteca dell’Istituto Leonarda Vaccari di Roma.
Qui, in particolare, Fusillo ha dato conto degli esiti di una ricerca effettuata su base nazionale sui CTS che ha messo in luce cosa fanno e cosa potrebbero fare, se messi in condizioni di operare. Ha lanciato inoltre una forte provocazione, quella cioè di andare oltre gli stessi PEI (Piano Educativo Individualizzato) e PDP (Piano Didattico Personalizzato), verso un Piano Inclusivo di Classe (il suo intervento è visionabile in YouTube).

«I CTS – dichiarano Nicola Striano, Fernanda Fazio e Francesco Fusillo – sono e ancor più possono diventare gangli vitali per coordinare tutti i progetti, tutti i corsi, tutte le informazioni necessarie alla scuola, per consentire un servizio che garantisca a livello nazionale l’informazione, la mediazione, la divulgazione, la formazione e il servizio. Si tratta però di un’esperienza ormai decennale ma che rischia di andare perduta, perché nella bozza della Legge Delega per l’Inclusione Scolastica non sono stati presi in considerazione. In altre parole si può dire che il Ministero abbia un vero e proprio “tesoro in mano”, ben 106 CTS su tutto il territorio nazionale, uno per Provincia, ma sembra non esserne consapevole».
«Promuovendo la rete dei CTS con le Associazioni e le risorse territoriali – proseguono – si potrebbe finalmente avere quella visione d’insieme, che finora è sempre mancata alla scuola, ciò che permetterebbe di ottimizzare le risorse e ridurre gli sprechi. In presenza di alunni con problemi che rientrano nello spettro autistico, con disturbi comportamentali, sordi, ciechi o pluriminorati, gli attuali docenti specializzati sono impreparati e lo saranno anche dopo una formazione di 120-150 crediti formativi, come previsto dalla bozza attualmente in discussione. Questo problema, invece, potrebbe essere ovviato senza ricorrere alla separazione delle carriere, con sportelli appositamente dedicati presso i CTS e i CTI [Centri Territoriali per l’Inclusione, N.d.R.], dove operano insegnanti ad alta specializzazione e con grande esperienza nella didattica inclusiva, in collaborazione con gli esperti delle Associazioni e/o delle risorse territoriali». «Il tutto – concludono – dovrebbe essere coordinato da una squadra presente presso il Ministero e presso gli Uffici Scolastici Regionali che si avvalesse della consulenza di un pool di insegnanti esperti individuati tra gli operatori della suddetta rete, in quanto gli organici attuali sono nettamente insufficienti per governare in modo efficace il processo inclusivo. Inizialmente ci potrebbe essere qualche spesa in più, ma in prospettiva sicuramente diminuirebbero i costi e aumenterebbe la qualità dei risultati».

Durante il convegno è stato letto anche un messaggio di Salvatore Nocera, esperto di inclusione scolastica della FISH, in cui ha sottolineato, a nome della Federazione rappresentata, di essere «molto interessato all’inclusione istituzionale dei CTS e dei CTI nell’emanando Decreto Delegato sull’inclusione scolastica, poiché sono frutto dell’impegno di docenti professionalmente preparati che stanno contribuendo significativamente al miglioramento della qualità dell’inclusione scolastica, specie nella prima fase applicativa della riforma».
Nocera ha auspicato inoltre che tali strutture, costituite da reti di scuole, «possano essere rafforzate da accordi di programma di cui all’articolo 13 della Legge 104/92» e ha ribadito che «è stato proprio l’intreccio coordinato dei rapporti tra scuole, Enti Locali e comunità territoriale a dimostrare che l’inclusione non rimane un mero adempimento burocratico o peggio una sua deformazione, ma diviene socializzazione da parte della comunità locale della presa in carico del progetto di vita dei singoli alunni con disabilità e delle loro famiglie». Ha infine chiesto agli stessi promotori del convegno di rendersi portavoce della necessità di ridare ampia visibilità ai CTS e ai CTI, nel quadro del rilancio degli accordi di programma.

La citazione del messaggio di Salvatore “Tillo” Nocera, da sempre uno dei più preziosi collaboratori del nostro giornale «Superando.it», ci fornisce anche l’occasione di fargli sentire tutta la vicinanza della nostra redazione, per il grave lutto che lo ha recentemente colpito, con la perdita della moglie. Una vicinanza cui si uniscono Striano, Fazio e Fusillo, che scrivono in una nota: «Porgiamo le più sentite condoglianze al professor Nocera, che non è potuto intervenire fisicamente all’incontro per il grave lutto che lo ha colpito. Carissimo Tillo, ti siamo vicini con affetto». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: nicstriano56@gmail.com.

Stampa questo articolo