I Crediti Formativi, l’inclusione e il lavoro delle Associazioni

«Guardando al recente Decreto Ministeriale riguardante i Crediti Formativi Universitari o Accademici – scrive Marco Condidorio, coordinatore della Commissione Nazionale per l’Istruzione e la Formazione dell’UICI – si può dire che le regole per l’abilitazione alla professione docente siano l’espressione anche del lavoro svolto dalle Associazioni maggiormente rappresentative, in favore dell’inclusione scolastica, intesa come successo formativo, didattico ed educativo delle studentesse e degli studenti in situazione di disabilità»

Alunno e insegnante di sostegnoIl 10 agosto scorso la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha siglato il Decreto Ministeriale n. 616, col quale sono state stabilite le modalità di acquisizione dei Crediti Formativi Universitari o Accademici (CFU/CFA) necessari alle laureate e ai laureati non abilitati all’insegnamento, per poter partecipare al primo Concorso FIT (Formazione Iniziale e Tirocinio), che sarà bandito per l’anno 2018 in relazione a quanto previsto dall’articolo 5 del Decreto Legislativo 59/17 (Riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria per renderlo funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della professione, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera b), della legge 13 luglio 2015, n. 107), attuativo della Legge 107/15 (cosiddetta La Buona Scuola).

Da oggi si può dunque dire che le regole per l’abilitazione alla professione docente siano l’espressione anche del lavoro svolto dalle Associazioni maggiormente rappresentative, in favore dell’inclusione scolastica, intesa come successo formativo, didattico ed educativo delle studentesse e degli studenti in situazione di disabilità.
In tal senso, ad esempio, emerge il lavoro significativo dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), la quale ha chiesto e ottenuto che i futuri insegnanti, sia curriculari che per il sostegno, siano persone professionalmente preparate e maggiormente sensibili ai temi della didattica e della pedagogia.
Il citato Decreto Ministeriale prevede infatti che le future candidate e candidati alla professione debbano avere acquisito nel proprio curriculum di studi 24 Crediti Formativi Universitari o Accademici (ottenuti in forma curricolare, aggiuntiva o extracurricolare), nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle materie didattiche.

Il provvedimento firmato da Fedeli fornisce elementi utili per verificare come e dove integrare, se necessario, i propri Crediti Formativi Universitari, con indicazioni anche per quanto concerne i costi che il candidato deve sostenere: di fatto, gli stessi sono stati calmierati grazie al Decreto e in accordo con Università e Istituzioni AFAM [Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica, N.d.R.]; infatti, chi è nella fase di conseguimento del diploma di laurea potrà effettuare gli eventuali esami aggiuntivi gratuitamente, misura, questa, volta a favorire le giovani e i giovani che desiderino scegliere l’insegnamento quale professione lavorativa futura.
Chi poi è già in possesso della laurea magistrale e necessita dell’integrazione degli esami, potrà farlo pagando al massimo 500 euro, che saranno ridotti in proporzione al reddito e al numero di Crediti da conseguire.
I Crediti stessi potranno essere acquisiti esclusivamente presso enti interni al sistema universitario o dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica e si potranno acquisire per modalità telematica fino un massimo di 12. Potranno inoltre essere riconosciuti anche i Crediti conseguiti nell’ambito di Master, Dottorati di Ricerca o Scuole di Specializzazione.

Sempre il Decreto Ministeriale del 10 agosto indica i settori scientifico-disciplinari che consentono l’acquisizione dei Crediti, quali obiettivi formativi che debbano acquisire le studentesse e gli studenti universitari e accademici affinché i relativi esami siano considerati validi per l’ottenimento dei Crediti stessi (si vedano nel box in calce gli àmbiti disciplinari riguardanti i 24 Crediti Formativi Universitari o Accademici, cui corrispondono i relativi settori scientifico ed artistico disciplinari).
Da segnalare infine che in fase di prima attuazione delle novità introdotte, per favorire le studentesse e gli studenti in questo periodo transitorio, il numero degli esami “riconoscibili” per i 24 Crediti Formativi Universitari o Accademici presso i diversi settori scientifico-disciplinari è stato ampliato.

L’UICI è molto attenta a questo “particolare segmento” del processo attuativo dei Decreti attuativi della Legge 107/15: infatti, allo studio della riunione della nostra Commissione Nazionale per l’Istruzione e la Formazione, vi è proprio il calendario degli argomenti afferenti il Decreto Ministeriale n. 616, nonché le deleghe concernenti il Decreto 66/17 sull’inclusione, di prossima discussione al Tavolo dell’Osservatorio Permanete per l’Inclusione Scolastica, che proprio nei giorni scorsi è stato istituito anch’esso per Decreto Ministeriale.

Coordinatore della Commissione Nazionale per l’Istruzione e la Formazione dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).

Questi gli àmbiti disciplinari riguardanti i 24 Crediti Formativi Universitari o Accademici (CFU/CFA), cui corrispondono i relativi settori scientifico ed artistico disciplinari (il tutto fissato dal Decreto Ministeriale n. 616 del 10 agosto 2017):
a) PEDAGOGIA, PEDAGOGIA SPECIALE E DIDATTICA PER L’INCLUSIONE:
– Settore M-PED
° M-PED/1 Pedagogia Generale e Sociale;
° M-PED/2 Storia della Pedagogia;
° M-PED/3 Didattica e Pedagogia Speciale;
° M-PED/4 Pedagogia Sperimentale.
– Settore CODD/04 Pedagogia Musicale per la Didattica per la Musica;
– Settore ABST/59 Pedagogia e Didattica dell’Arte;
– Settore ADPP/01 Psicologia e Pedagogia dell’Arte.
Inoltre a completamento, solo se certificata la declinazione in termini di Pedagogia, Pedagogia Speciale e Didattica dell’Inclusione:
– ISME/01 Metodologia della Progettazione;
– ISME/02 Basic Design;
– ISDC/01 Scienze della Comunicazione;
– ISDC/05 Design della Comunicazione.

Il secondo settore riguarda:
b) PSICOLOGIA
– Settore M-PSI
° M-PSI/01 Psicologia Generale;
° M-PSI/02 Psicobiologia e Psicologia Fisiologica;
° M-PSI/03 Psicometria;
° M-PSI/04 Psicologia dello Sviluppo;
° M-PSI/05 Psicologia Sociale;
° M-PSI/06 Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni;
° M-PSI/07 Psicologia Dinamica.
– Settore CODD/04 Pedagogia Musicale per la Didattica della Musica;
– Settore ABST/58 Teoria della Percezione e Psicologia della Forma;
– Settore ISSU/03 Psicologia per il Design e la Comunicazione;
– Settore ISME/03 Scienze e Linguaggi della Percezione;
– Settore ISDC/01 Scienze della Comunicazione.
In ulteriore aggiunta, solo se certificata la declinazione in termini di Psicologia:
– ADPP/01 Psicologia e Pedagogia dell’Arte;

Il terzo settore riguarda:
c) ANTROPOLOGIA
° M-DEA/01 Discipline Demoetnoantropologiche;
° M-FIL/03 Filosofia Morale;
° ABST/55 Antropologia Culturale.
E ancora, solo se certificata la declinazione in termini di Antropologia:
– L-ART/08 Etnomusicologia;
– CODD/06 Storia della Musica per la Didattica della Musica;
– ISSU/01 Sociologia e Antropologia del Design;
– ISSU/02 Sociologia e Antropologia della Comunicazione;
– ADEA/01 Antropologia della Danza;
– ADEA/03 Repertori Etnocoreutici;
– ADEA/04 Sociologia della Danza.

Il quarto e ultimo settore riguarda:
d) METODOLOGIE E TECNOLOGIE DIDATTICHE
° M-PED/03 Didattica e Pedagogia Speciale;
° M-PED/04 Pedagogia Sperimentale.

In base alla classe di concorso valgono anche se conseguiti per i seguenti settori:
° MAT/04 Matematiche Complementari;
° FIS/08 Didattica e Storia della Fisica;
° L-LIN/02 Didattica delle Lingue Moderne;
° M-EDF/01 Metodi e Didattiche delle Attività Motorie;
° M-EDF/02 Metodi e Didattiche delle Attività Sportive;
° CODD/04 Pedagogia Musicale per la Didattica della Musica;
° ABST/59 Pedagogia e Didattica dell’Arte;
° ADES/01 Educativo della Danza.

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