Autobiografie professionali nel settore dell’inclusione

Sarà al centro di una nuova presentazione, prevista per domani, 12 ottobre, a Roma, il libro “Storie di scuola. L’inclusione raccontata dagli insegnanti: esperienze e testimonianze”, voluto dal Centro Territoriale di Supporto ai Bisogni Educativi Speciali dell’Istituto De Amicis di Roma, e già definito al momento della sua uscita come «il primo esempio in letteratura di autobiografie professionali nel settore dell’inclusione»

Ragazzi disabili a scuolaUscito all’inizio di quest’anno per i tipi di Erickson, come avevamo segnalato anche nel nostro giornale, era stato definito a suo tempo anche come «il primo esempio in letteratura di autobiografie professionali nel settore dell’inclusione».
Curato da Fernanda Fazio, Giancarlo Onger e Nicola Striano, Storie di scuola. L’inclusione raccontata dagli insegnanti: esperienze e testimonianze è in realtà uno dei positivi frutti scaturiti dal lavoro dei CTS, i Centri Territoriali di Supporto ai Bisogni Educativi Speciali, e nello specifico è stato promosso da uno dei più attivi tra essi, vale a dire quello dell’Istituto Professionale Statale Servizi Socio Sanitari De Amicis di Roma, con il coinvolgimento, quali Autori, di una serie di operatori e dirigenti di CTS.
Un’esperienza, quella dei CTS, che per altro, a quanto sembra, sarà destinata a cessare, con l’avvento del Decreto Legistlativo 66/17  sull’inclusione, ciò che in questi mesi ha fatto a dir poco discutere.

Storie di scuola sarà ora al centro di una nuova presentazione, in programma per domani, 12 ottobre, a Roma (Fondazione Besso, Largo di Torre Argentina, 11, ore 15), a cura anch’essa dell’Istituto De Amicis e rivolgendosi soprattutto a tutti i docenti di ogni ordine e grado, ma non solo.
Moderati da Giorgio Testa dell’MCE (Movimento di Cooperazione Educativa), già psicologo scolastico, vi parteciperanno Ersilia Bosco, psicologa clinica e psicoterapeuta, presidente dell’Associazione Immagini e Suoni per Vivere, oltreché già consulente familiare e ricercatrice all’Università La Sapienza Roma; Fabio Bocci, docente di Pedagogia e Didattica Speciale all’Università Roma Tre; Raffaele Ciambrone, dirigente dell’Ufficio per l’Integrazione degli Alunni Disabili della Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca; Carla Dantimi, già referente per la Disabilità nell’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio; Germana Paoletti, attuale referente per la Disabilità nell’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio.

«Storie di scuola – viene sottolineato dall’Istituto De Amicis di Roma – è una raccolta autobiografica di numerosi esponenti del mondo della scuola ed è un appassionato e poliedrico racconto di esperienze innovative, che svela le motivazioni profonde di chi intraprende una delle professioni più difficili e gratificanti: insegnare e lavorare nel mondo della scuola. Un gruppo di docenti provenienti da diverse parti d’Italia, pur lavorando in luoghi diversi, in scuole diverse e in diversi ruoli, hanno intrecciato le loro strade e si sono raccontati, alla ricerca del senso del lavoro di inserimento/integrazione/inclusione della scuola italiana».
«Il settore in cui va a collocarsi il testo – aggiungono dall’Istituto romano – è quello della didattica e della didattica attraverso ausili informatici, ma anche, a pieno titolo, quello della pedagogia e della sociologia e diventa valido aiuto per tutti i professionisti che si confrontano con le esigenze della scuola attuale e della didattica inclusiva: insegnanti, dirigenti, assistenti e terapeuti. Traspare poi da tutto l’impianto narrativo, al di là di ogni personalismo, oltre ogni protagonismo o solitudine, il forte bisogno di saper e poter lavorare in gruppo e vivere l’esperienza di docente all’interno di una comunità educante. Ogni storia, infatti, è ricca di spunti significativi per l’approccio alla diversità, per la realizzazione di percorsi possibili, per la ricerca di strumenti idonei, per il superamento delle barriere culturali; azioni che hanno consentito la “rivoluzione copernicana” avvenuta nella scuola italiana, tutt’oggi spesso ancora non compresa perfino dagli stessi studiosi». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Nicola Striano (nicstriano56@gmail.com).

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