Protocollo d’intesa tra la UILDM e la Federazione Italiana Bocce

Un protocollo d’intesa è stato sottoscritto dalla UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) con la FIB (Federazione Italiana Bocce), «nell’impegno ad individuare forme condivise di collaborazione, volte a sviluppare l’attività motoria dei soci UILDM nella disciplina delle bocce e della boccia paralimpica, anche attraverso attività promozionali, didattiche e formative»

Persone con disabilità motoria impegnate nel gioco della boccia paralimpica

Persone con disabilità motoria impegnate nel gioco della boccia paralimpica

«La UILDM è nata per dare occasioni e opportunità di fare esperienze inclusive a chi ha una disabilità motoria. Lo sport è uno strumento prezioso di inclusione, partecipazione e crescita personale, perché è uno spazio in cui ciascuno può sentirsi accolto e valorizzato per le proprie caratteristiche e capacità. Siamo quindi molto lieti di questa collaborazione, che si configura come un altro importante tassello sulla strada dell’inclusione delle persone con disabilità. La boccia paralimpica, infatti, è un’ulteriore dimostrazione che tutti possiamo praticare un’attività sportiva, vivendola sia come stimolo sociale, sia come momento di competizione agonistica».

Lo ha dichiarato Marco Rasconi, presidente nazionale della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), subito dopo avere sottoscritto un protocollo d’intesa con la FIB (Federazione Italiana Bocce), alla presenza di Luca Pancalli, presidente del CIP (Comitato Italiano Paralimpico), «nell’impegno ad individuare forme condivise di collaborazione, volte a sviluppare l’attività motoria dei soci UILDM nella disciplina delle bocce e della boccia paralimpica, anche attraverso attività promozionali, didattiche e formative».

«Con questo prestigioso protocollo – ha sottolineato dal canto suo Marco Giunio De Sanctis, presidente della FIB – si vogliono condividere azioni comuni con lo scopo di ampliare l’offerta sportiva sul territorio nazionale. Tra i nostri obiettivi c’è soprattutto quello di migliorare la qualità della vita, con particolare attenzione alle persone con disabilità grave e gravissima, e quello di raggiungere risultati tecnici di alto livello». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: irace@secrp.com (Alessandra Irace); uildmcomunicazione@uildm.it (Alessandra Piva).

Stampa questo articolo