Alunni e alunne con disabilità: garantire sempre la didattica in presenza

«Nelle “Zone Arancioni”, dove è previsto che gli studenti possano frequentare in presenza in misura non inferiore al 50 per cento o non superiore al 75 per cento, agli alunni e alle alunne con disabilità sia garantita la didattica sempre in presenza»: a chiederlo, tramite una lettera formale inviata al Ministero dell’Istruzione è la Federazione FISH, riferendosi alle varie discriminazioni causate dalla pretesa di una serie di dirigenti scolastici, che intenderebbero garantire la presenza degli alunni e delle alunne con disabilità a scuola solo se vaccinati e vaccinate

Particolare di alunno con disabilità in aula scolastica«Nelle “Zone Arancioni”, dove è previsto che gli studenti possano frequentare in presenza in misura non inferiore al 50 per cento o non superiore al 75 per cento, agli alunni e alle alunne con disabilità sia garantita la didattica sempre in presenza»: a chiederlo con una lettera formale inviata al Ministero dell’Istruzione è la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), riferendosi alle varie discriminazioni rilevate in queste ultime settimane, a causa della pretesa di una serie di dirigenti scolastici che intenderebbero garantire la presenza degli alunni e delle alunne con disabilità a scuola solo se vaccinati e vaccinate, posizione espressa anche da parte dell’ANP (Associazione Nazionale Dirigenti Pubblici e Alte Professionalità della Scuola, comunemente nota come Associazione Nazionale Prèsidi) (se ne legga ampiamente anche sulle nostre pagine).
La FISH ritiene pertanto «che l’unica modalità compatibile con questo diritto sia che le singole classi possano proporre la frequenza, alternando gli studenti al 50 per cento, ma sempre assicurando la presenza degli alunni e delle alunne con disabilità».

«Abbiamo assunto questa iniziativa – sottolinea Vincenzo Falabella, presidente della FISH – per arginare il fenomeno secondo il quale gli istituti scolastici prevedono un’alternanza settimanale di classi interamente in presenza con classi interamente in didattica a distanza», dichiara Vincenzo Falabella, presidente della FISH: «una modalità, questa che, ovviamente, non garantisce agli studenti con disabilità la possibilità di frequentare sempre in presenza in compagnia dei loro compagni, con loro grave pregiudizio. Per questo, dunque, abbiamo scritto al Ministero, chiedendo un pubblico chiarimento e pretendendo anche, come chiarito del resto dalle stesse Note Ministeriali [in particolare dalla Nota n. 662/21, N.d.R.], che nelle “Zone Rosse” in cui è prevista soltanto la didattica a distanza, gli alunni e le alunne con disabilità abbiano il diritto di frequentare la scuola, sempre in presenza, ma in situazione di effettiva inclusione, cioè con piccoli gruppi di loro compagni che lo desiderino, insieme ai docenti».

«In questo modo – conclude il Presidente della FISH – torniamo a denunciare il fatto che alcuni dirigenti scolastici stanno disattendendo le norme ministeriali, mentre ribadiamo ancora una volta che la scuola ha bisogno di continuità e che sia garantito a tutti il diritto allo studio, senza lasciare indietro nessuno». (S.B.)

Dopo l’invio della lettera formale inviata dalla FISH al Ministero dell’Istruzione, la Federazione ha diffuso anche un comunicato stampa sul medesimo tema (a questo link). Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it (Gaetano De Monte).

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