Opinioni

La protesta nel Veneto (e un cambio totale di rotta)

Il sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo

Nel giorno della grande manifestazione di protesta promossa a Treviso dalla FISH Veneto (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), per protestare contro i continui tagli dei servizi essenziali alle persone con disabilità e alle loro famiglie, la stessa Federazione articola ulteriormente le ragioni dell’iniziativa e segnala anche quanto siano cambiate – nel corso di quindici anni – le opinioni del sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo…

Una “categoria umana” a rischio di estinzione

Una “categoria umana” a rischio di estinzione

Sono le persone con “disabilità gravissima” o, in altre parole, quelle che “necessitano di supporti assistenziali di particolare intensità”, che esistono, ma che tra poco rischieranno di non esistere più, se non si provvederà urgentemente, con umanità e con giustizia, alla loro sopravvivenza e a quella delle loro stremate famiglie

Contro ogni strumentalizzazione del disability manager

Un'immagine del convegno del 20 aprile 2011 di Gorgo al Monticano (Treviso), dove è nata la SIDiMa (Società Italiana Disability Manager)

La SIDiMa (Società Italiana Disability Manager) sottolinea il rischio che il mondo politico possa appropriarsi della tematica legata a una figura – come quella del disability manager – che per essere efficace, richiede invece professionalità specifiche, esclusivamente al servizio delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Anche per questo si sta pensando a una norma nazionale che riconosca ufficialmente il disability manager

Non sono e non sarò mai “diversamente abile”

Franco Bomprezzi (1° agosto 1952-18 dicembre 2014), che fu direttore responsabile di «Superando.it» dall'avvio delle pubblicazioni fino al giorno della sua scomparsa

«Purtroppo è vero – scrive Franco Bomprezzi – la gente ti guarda e ti etichetta, sempre più. Più di prima, più di dieci anni fa, forse ancor più di trent’anni fa. Forse perché il mondo della disabilità è più organizzato, visibile, combattivo. Forse perché riusciamo a parlarne, a discuterne, anche nelle difficoltà di un welfare che boccheggia. Ma una cosa è certa: non autorizzo nessuno a pensarmi o a definirmi come “diversamente abile”»

Saviano e la trappola delle parole

Roberto Saviano con Fabio Fazio a "Che tempo che fa del Lunedì" andato in onda il 1° ottobre

«Caro Saviano – scrive Franco Bomprezzi, riferendosi alla trasmissione di Fabio Fazio, andata in onda il 1° ottobre – applausi per aver scelto un tema di grande presa, ma molto trascurato dai media. Però gli argomenti che hai usato sono stati cuciti con il filo della retorica e del sentimento e l’espressione “diversamente abili” è proprio quella preferita dai politici che tu ami criticare»…

È la parità di bilancio bellezza…

«Vi è – scrive Nicola Panocchia – o forse vi era, una politica, vorrei dire un ideale, che vede accomunati i diversi Stati europei e che li differenzia anche da altre democrazie, una politica su cui avrebbe potuto fondarsi l’Europa dei Cittadini: è il sistema del welfare presente in tutta Europa, nella sue diverse declinazioni, inglese, scandinavo, francese, italiano, tedesco. Non è stata scelta questa strada»

Gli anni spezzati delle nostre vite

«Sono quelli – scrive Giorgio Genta – in cui un destino crudele ci ha colpito nella cosa più cara, la salute dei nostri figli, segnando un solco insormontabile tra il prima e il dopo» E si chiede: «Ma come abbiamo fatto a sopravvivere a tanti dolori e a tante fatiche? La risposta è semplice e la conosciamo perfettamente: perché ne valeva la pena»

Marta, non vedente, che “guarda” meglio di tanti altri

Il blog “True Realities”, ideato e realizzato da Marta Pellizzi, giovane donna con disabilità visiva, fa emergere infatti, come scrive Simone Fanti, «le persone, i loro desideri, le passioni, le lotte e le sfide, i pensieri… la voglia di essere visti per quello che realmente sono, persone e non disabili. E alla fine la non vedente Marta “guarda” meglio di tanti di noi, vede il bello e la ricchezza che ognuno porta con sé»

Noi, ordinari protagonisti

«Auspico con tutto me stesso – scrive Pietro Pellillo, riflettendo sulle tante storie di disabilità all’insegna della “straordinarietà”, elogiate dalle Istituzioni e narrate dagli organi d’informazione – che le persone con disabilità, evitando di contribuire alla “mitizzazione dello straordinario”, partecipino, intervengano e diventino “ordinari protagonisti”, nella normale, quotidiana realtà di vita

“Portatori di furto”

«Erano proprio gli assessori – scrive Franco Bomprezzi – i parlamentari, i portaborse e portavoce, i segretari di partito (non tutti, per carità…) ad apprezzare e ripetere gioiosi l’espressione “diversamente abili”. L’avevano adottata con entusiasmo. Era proprio il massimo del solidarismo compassionevole. Che dire ora di quei “portatori di furto” che rubano i nostri sogni, le nostre speranze, la nostra vita?»

Giustizia e Libertà

In questi tempi di grandi difficoltà, non c’è né l’una né l’altra, per le persone con disabilità e le loro famiglie. «Ma senza Giustizia e senza Libertà – scrive Giorgio Genta – si regredisce ai periodi bui della storia, al trionfo della sopraffazione e delle ideologie deliranti»

Il passo in più sarà mostrare tutta la realtà

Viva la scelta della catena inglese Marks & Spencer, che ha voluto il piccolo Seb, bimbo con la sindrome di Down, come “modello” per i propri vestiti: la strada giusta è tracciata. «Ma – scrive Claudio Arrigoni – non bisogna aver paura di percorrerla tutta, per non cadere in quegli stessi stereotipi contro i quali ci battiamo». Rappresentando, cioè, solo la “parte elitaria” delle persone con disabilità

Non è tempo di buon senso in economia

«Sono sicuramente da condividere – scrive Vincenzo Gallo – i tagli agli sprechi e ai privilegi. Vanno contrastati però con forza quelli finalizzati a colpire le persone più deboli e indifese – persino quelle con gravi disabilità – quando anche Premi Nobel per l’Economia mettono motivatamente in discussione la stessa utilità delle politiche di austerità in periodi di crisi»

La “tratta degli invalidi” è un’offesa per tutti

«Invalido e mendicante. Mendicante perché invalido: chi sfrutta il corpo mutilato – scrive Franco Bomprezzi – agisce nella consapevolezza di potersi muovere in una terra di nessuno, ai “confini della realtà”. Il danno per queste persone è evidente e irreparabile, anche dopo l’arresto degli sfruttatori. Ma il danno complessivo all’immagine sociale della disabilità è altrettanto disastroso»

C’è bisogno dello “strumento-testa”

«Evidentemente – scrive Francesco Fusca, riflettendo su Paralimpiadi e dintorni – se Aimee Mullins, atleta senza gambe, apre il vocabolario e alla definizione “disabile” trova solo accezioni negative, ciò significa che ci sono ancora “mondi umani diversi”, che non si conoscono, si sfuggono, si boicottano». Ecco perché «c’è un bisogno grandissimo di “fare”, diffusamente e coscientemente, lo “strumento-testa”»

(Non) tutto è relativo

Ad esempio non lo possono essere, scrive Giorgio Genta, «i princìpi riguardanti le persone con disabilità, i loro diritti, le necessità, i desideri e i loro rapporti con il resto del mondo, mondo del quale esse stesse fanno parte». E quegli stessi princìpi si sta cercando di tradurli in realtà a Loano (Savona), lavorando a una casa famiglia (Villa Amico) demedicalizzata e all’insegna dell’inclusione

Una scuola a pezzi (in tutti i sensi)

Non sono certo confortanti i dati resi noti da Cittadinanzattiva, nel suo nuovo Rapporto sulla sicurezza, la qualità e il comfort degli edifici scolastici e anche qui – per le persone con disabilità – la situazione è ancor più penalizzante, tra barriere, ascensori assenti e bagni inaccessibili. Ma per molti di questi alunni, purtroppo, i problemi sono anche ben altri

Proviamo a stare dalla stessa parte, pur con opinioni diverse?

Si arricchisce di una voce in più il dibattito cui abbiamo dato spazio nei giorni scorsi, riguardante la cultura della disabilità uditiva e la comunicazione da parte delle persone sorde. E anche questa volta, pur nella diversità delle opinioni, emerge chiaramente quel filo comune evidenziato nei precedenti interventi, ovvero la volontà che tutte le persone sorde possano essere protagoniste della loro vita

Ma le preoccupazioni permangono

Infatti, non servono certo a fugare lo stato di incertezza e di preoccupazione sul futuro delle persone con disabilità e delle loro famiglie, le recenti parole del sottosegretario alle Politiche Sociali Maria Cecilia Guerra, nonostante la dichiarata «grande attenzione nei confronti delle persone con disabilità» e l’impegno a rispettare anche la Convenzione ONU

Mangiare troppo può nuocere alla linea

All’opposto della categoria di “certi politici”, che non sembrano proprio seguire corretti “principi dietetici”, vi sono le persone con disabilità. «Umana giustizia – scrive Giorgio Genta – vorrebbe un certo equilibrio nella bilancia: togliere qualcosa (abbastanza) a chi ha troppo e del troppo fa un pessimo uso e darlo a chi non ha quasi nulla e spesso di questo “quasi” fa un uso virtuoso»…