Natale a Roma: vuoi prenderti il mio handicap?

«Vuoi il mio posto? Prenditi pure il mio handicap»: parole già usate in passato presso i parcheggi riservati alle persone con disabilità di altre città d’Italia. E tuttavia è stato particolarmente significativo vederle riproposte nella capitale, durante i giorni “affollati” delle feste natalizie, grazie all’iniziativa di un gruppo di giovani attivisti impegnati in tema di diritti, insieme a Mario Dany De Luca, responsabile nazionale del Dipartimento per il Superamento dell’Handicap dell’Italia dei Valori

Un'iniziativa analoga a quella di Roma, realizzata nel 2008 a Montenero di Bisaccia (Campobasso)Lo slogan è già noto da alcuni anni alle persone che si occupano di disabilità («Vuoi il mio posto? Prenditi pure il mio handicap») ed è stato utilizzato per iniziative analoghe in varie zone del nostro Paese. E tuttavia è stato particolarmente significativo vederlo riproposto questa volta a Roma, durante tutte le feste natalizie.
L’idea è partita da un gruppo di giovani attivisti della capitale impegnati in tema di diritti, insieme a Mario Dany De Luca, responsabile nazionale del Dipartimento per il Superamento dell’Handicap nell’Italia dei Valori, per sensibilizzare la cittadinanza al rispetto dei diritti della persone con disabilità, dando vita anche a un breve spot di circa un minuto (visibile in You Tube cliccando qui).

E così, in un periodo dell’anno in cui le macchine e la fretta la fanno “da padrone”, spesso dimenticando ulteriormente quel senso civico e quel rispetto dei diritti che ledono le libertà personali delle persone con disabilità, in prossimità di vari segnali di parcheggi riservati, sono state affisse altrettante locandine arancione, contenenti appunto il testo «Vuoi il mio posto? Prenditi pure il mio handicap».
«Troppo spesso – commenta Mario Dany De Luca – i parcheggi sono occupati abusivamente da macchine che, senza titolo, vengono piazzate nella sosta riservata ai disabili. Oppure quei posti vengono occupati da chi utilizza in modo improprio il contrassegno. La nostra, quindi, ha voluto essere una provocazione per riaccendere i riflettori sui problemi della viabilità e dell’autonomia della persona con disabilità, ponendo l’attenzione sull’effettiva esigenza di riservare quei parcheggi a chi ne ha veramente diritto».

«Si è trattato – conclude De Luca – di una piccola battaglia di civiltà per affrontare grandi temi quali l’indipendenza, l’autonomia e l’autodeterminazione delle persone con disabilità. A chi pensa poi che “appoggiarsi” a quei parcheggi sia un gesto senza importanza,  vorrei ricordare che quello non è un privilegio, ma un diritto continuamente violato dal malcostume e dall’assenza di controlli». (S.B.)

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