Scuola: anno nuovo, problemi vecchi (se non peggio)

Lombardia, Veneto, Palermo – ne avevamo parlato nei giorni scorsi – e ora Lazio, Campania, Abruzzo: in queste fasi di avvio del nuovo anno scolastico, va componendosi un quadro davvero difficile, per gli studenti con disabilità e le loro famiglie, con «vecchi problemi rimasti irrisolti – come denuncia l’AIPD – o addirittura aggravati, che tornano alla ribalta, e in particolare quelli legati ai servizi di assistenza e al trasporto». Problemi e disservizi che rischiano seriamente di impedire una frequenza regolare a bambini e ragazzi con disabilità, se non addirittura di costringerli a casa

Uomo disperato, con le mani sulla faccia«Per quasi tutti gli studenti è iniziato il nuovo anno scolastico che, riguardo al tema della qualità dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, porta con sé differenti problematiche, più volte da noi evidenziate, così come dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), cui aderiamo, e da altre Associazioni di settore. Vecchi problemi rimasti irrisolti o addirittura aggravati tornano così alla ribalta, come in particolare l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione nelle scuole superiori, messa a serio rischio dalla mancata riattribuzione di competenze e fondi, a seguito dell’abolizione delle Province prevista dalla Legge 56/14, la cosiddetta “Legge Delrio”».
A scriverlo in una nota è l’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), dando ulteriore sostanza a quanto abbiamo riferito in nei giorni scorsi, ad esempio rispetto alla Lombardia, al Veneto o a Palermo o come faremo qui di seguito per la Campania e l’Abruzzo.
Sempre guardando alla “Legge Delrio”, l’AIPD sottolinea anche «un problema in più per gli alunni delle scuole superiori», vale a dire quello «del trasporto scolastico gratuito che finora era stato appunto garantito dalle Province. Molte Regioni, infatti, hanno interpretato che i 70 milioni di euro stanziati dal Governo con la Legge di Stabilità per il 2016 [Legge 208/15, N.d.R.] dovessero essere utilizzati per la sola assistenza all’autonomia e alla comunicazione, mentre la Magistratura ha ribadito più volte che nel “supporto organizzativo all’inclusione scolastica”, oltre all’assistenza, è compreso anche il trasporto scolastico gratuito. Ebbene, a seguito di tale erronea interpretazione, ad oggi, per esempio nel Lazio, le famiglie non sanno neppure quali siano le modalità per presentare la richiesta di questo servizio».
Su un altro fronte, l’AIPD dichiara che, «come di consueto, sono già molti gli studenti di tutti gli ordini scolastici i quali, avendo visto ridursi il numero di ore di sostegno o di assistenza assegnato, intendono fare ricorso per ottenere il numero di ore necessario. Inoltre, sono sempre numerosi i ritardi nelle nomine dei docenti per il sostegno o degli assistenti e quindi gli alunni con disabilità passano le prime settimane dell’anno – che a volte diventano anche i primi mesi – senza il necessario supporto o, nella migliore delle ipotesi, con un turnover di figure che si alternano per brevi periodi in attesa che l’organico sia quello definitivo. Infine, la rigidità e l’inadeguatezza del sistema di nomine, diviso per Province o Ambiti Territoriali, crea situazioni per le quali mentre in una zona si esauriscono subito le graduatorie dei docenti specializzati per il sostegno e vengono nominati docenti non specializzati, nel territorio vicino vi sono docenti specializzati che non vengono nominati e che non possono essere utilizzati nel territorio carente di specializzati».
«In sostanza – è la conclusione dell’AIPD – all’avvio dell’anno scolastico le famiglie devono affrontare sempre gli stessi problemi, non risolti in tempi congrui nemmeno dalla cosiddetta Riforma sulla “Buona Scuola” [Legge 107/15, N.d.R.]».

Problemi analoghi vengono registrati in Campania, e a segnalarli è Daniele Romano, presidente della FISH Regionale, che denuncia: «Domani, 15 settembre, non inizierà la scuola per tutti gli alunni e studenti campani e questo perché non saranno garantiti l’assistenza specialistica (autonomia e comunicazione) e il trasporto scolastico dai Comuni o dagli Ambiti Sociali e dalla Regione Campania».
«Per quanto riguarda i servizi rivolti agli studenti con disabilità degli istituti superiori – aggiunge poi – le principali responsabilità fanno capo al grave ritardo del Governo, nell’approvare il decreto di riparto dei fondi destinati alle Regioni dalla Legge di Stabilità per il 2016, ma anche alla Regione Campania, che solo il 27 luglio scorso ha approvato il documento intitolato Interventi rivolti agli studenti con disabilità che frequentano istituti scolastici secondari di secondo grado e affidamento presso istituti specializzati di ogni ordine e grado di studenti con disabilità sensoriali. Si tratta di responsabilità oggi assegnate ai Comuni e agli Ambiti Sociali, data la loro competenza già per le scuole elementari e medie, ma senza le risorse, come detto, quegli Enti non sono in grado di realizzare tali servizi anche per le scuole superiori».
Il quadro tratteggiato dal Presidente della FISH Campania appare dunque molto grave. «In una riunione svoltasi presso il Comune di Teano (Caserta), promossa dal locale assessore alle Politiche Sociali Mario Migliozzi, sono state convocate le famiglie, per discutere con loro di come affrontare questa emergenza, e in molte hanno affermato che saranno costrette a non portare i propri figli a scuola. Come FISH Campania, eravamo anche noi presenti a quell’incontro e abbiamo suggerito di inviare una lettera al Prefetto di Caserta, che deve intervenire al più presto, modalità, questa, che riteniamo debba essere replicata in tutte le Province campane, con il supporto delle varie Associazioni del territorio. Cosicché abbiamo deciso di invitare da subito le famiglie a segnalare i disservizi e le discriminazioni che sicuramente subiranno e di non lasciare i propri figli a casa».
Un capitolo a sé, infine, viene dedicato da Romano alla questione dell’assistenza igienica, che non è di responsabilità del Comune o dell’Ambito, bensì delle stesse scuole, di ogni ordine e grado. «La responsabilità – sottolinea infatti – è del Dirigente Scolastico, che deve individuare il collaboratore incaricato a ciò. A tal proposito, riteniamo opportuno ricordare anche la Sentenza n. 22786/16, depositata il 30 maggio scorso, con cui la Sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione ha confermato una condanna penale per “rifiuto d’atti d’ufficio” ad alcune collaboratrici scolastiche che si erano rifiutate di prestare assistenza igienica nel cambio del pannolino a una bimba con disabilità complessa».
«La nostra Federazione – conclude Romano – rimane a disposizione di tutte le famiglie (federhand.fishcampania@gmail), perché l’importante è che nessuno resti a casa!».

Infine – ma solo per il momento, temiamo – l’Abruzzo, e in particolare la Provincia di Pescara, con le parole di Claudio Ferrante, presidente dell’Associazione Carrozzine Determinate, che anche qui denuncia come «per i ragazzi con disabilità delle scuole superiori della Provincia di Pescara non sia stato attivato il servizio di assistenza scolastica». Quindi, dichiara con durezza: «Niente autonomia, niente inclusione, niente assistenza materiale, niente assistenza all’igiene personale, niente ausilio in entrata e in uscita, niente aiuto nell’apprendimento, niente di tutto questo, cosicché tutti a scuola tranne i disabili!».
«L’assistenza scolastica – spiega poi Ferrante – rientrava nei servizi erogati dalla Provincia di Pescara e dal 14 luglio scorso è passata tra le competenze del Comune. Solo in questi giorni, però, ad anno scolastico iniziato e con enormi disagi per le famiglie, il Comune di Pescara sta provvedendo a riassegnare il servizio, dopo un vergognoso rimpallo di responsabilità tra Regione, Provincia e Comune». Ricordano a tal proposito i nostri Lettori il titolo di un articolo di denuncia da noi pubblicato quqlche mese fa, riguardante la Lombardia (Scuola: quell’inaccettabile ping pong sui servizi)?…
«È intollerabile – prosegue il Presidente dell’Associazione Carrozzine Determinate – l’assenza totale di attenzione per questi temi di valenza sociale: si è lasciata infatti trascorrere tutta l’estate senza prendersi carico della necessità di fornire un servizio così importante come l’assistenza ai ragazzi con disabilità al momento della ripresa dell’anno scolastico, nel più assordante silenzio di tutte le cariche politiche e istituzionali».
«Invitiamo quindi il Comune di Pescara – conclude Ferrante -, nella persona dell’assessore alle Politiche Sociali Giuliano Diodati, e la Regione Abruzzo, nella persona dell’assessore all’Inclusione Sociale e al Diritto all’Istruzione Marinella Sclocco, a un chiarimento immediato, tramite il quale garantire l’attivazione in tempi utili dei servizi di assistenza scolastica per tutti gli studenti disabili abruzzesi, superando ogni ostacolo burocratico e senza alcuna contrazione dei finanziamenti, perché la disabilità non può aspettare e non può sottostare a vergognose scelte politiche economiche. E non escludiamo nemmeno clamorose proteste!». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti:
° ufficiostampaaipd@gmail.com
° federhand.fishcampania@gmail.com
° carrozzinedeterminate@hotmail.it

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