La nuova Legge sul cinema e l’accessibilità

«La nuova Legge sul cinema – scrive Daniela Trunfio – approvata in via definitiva dalla Camera, prevede effettivamente alcune “buone pratiche” riguardanti l’accessibilità, sulle quali sarà comunque necessario vigilare affinché trovino via via sistemi di regolamentazione più mirata alla resa accessibile del prodotto audiovisivo e culturale in genere»

Scena sottotitolata del film "Salvate il soldato Ryan"

Una scena sottotitolata del film “Salvate il soldato Ryan”

È soddisfatto Stefano Tortini, vicepresidente nazionale dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e con lui tutte le realtà come Torino + Cultura Accessibile* e le altre Associazioni, che si occupano di disabilità sensoriale. «Per la prima volta in Italia – ha dichiarato su queste stesse pagine Tortini – una legge relativa al cinema e all’audiovisivo fa esplicito riferimento alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità».
Nello specifico, i passaggi più significativi della Legge definitivamente approvata dalla Camera in questi giorni riguardano l’articolo 3, comma g (I Princìpi), che promuove e favorisce la più ampia fruizione del cinema e dell’audiovisivo, tenendo altresì conto delle specifiche esigenze delle persone con disabilità, secondo i princìpi stabiliti dalle convenzioni internazionali sottoscritte dall’Italia in materia; e la Sezione I (Finalità e Strumenti), in cui l’articolo 12/4 (comma a) prevede che il riconoscimento degli incentivi e dei contributi sia subordinato al rispetto di ulteriori condizioni, con riferimento ai soggetti richiedenti e ai rapporti negoziali inerenti l’ideazione, la scrittura, lo sviluppo, la produzione, la distribuzione, la diffusione, la promozione e la valorizzazione economica delle opere ammesse ovvero da ammettere a incentivi e a contributi, nonché alle specifiche esigenze delle persone con disabilità, con particolare riferimento all’uso di sottotitoli e audiodescrizione.

Siamo felici a nostra volta che siano previste queste “buone pratiche” sulle quali sarà comunque necessario vigilare affinché trovino via via sistemi di regolamentazione più mirata alla resa accessibile del prodotto audiovisivo e culturale in genere.
Nella nuova Legge, poi, ci sono anche altre interessanti indicazioni, come la costituzione di un Piano Nazionale per la Digitalizzazione del Patrimonio Cinematografico, sottolineando che il patrimonio filmico della Cineteca Nazionale è di pubblico interesse. Attenzione, però: il trasferimento su piattaforma digitale non prevede la resa accessibile e a tal proposito invitiamo a fare una riflessione tra impiego di capitale e ampliamento della fruizione del patrimonio stesso che questo comporterebbe.
Degna di nota è anche la norma che riguarda la destinazione del 3% del Fondo Cinema «ad azioni di potenziamento delle competenze cinematografiche ed audiovisive degli studenti, sulla base di linee di intervento concordate dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca Scientifica», e speriamo che in questo paragrafo si possa pensare all’inserimento dell’insegnamento della resa accessibile e di nuove figure professionali ad essa legata, nei piani didattici degli Atenei.
C’è inoltre una parte che riguarda la ristrutturazione di sale storiche e gli incentivi ad aprire nuove sale. Ci auguriamo che questi ultimi vengano dati anche a chi tra le nuove tecnologie penserà di dotare le sale di impianti a induzione magnetica, ciò che comporta l’installazione di un cavo posto intorno a un determinato spazio al coperto, con una connessione al sistema audio convenzionale della struttura. Il cavo fornisce un segnale di alta qualità per l’ascoltatore e soprattutto facilita l’ascolto a chi è dotato di impianto cocleare.
E ancora, per il capitolo che riguarda l’istituzione del Consiglio Superiore per il Cinema e l’Audiovisivo, che dovrà svolgere attività di elaborazione delle politiche di settore, con particolare riferimento alla definizione degli indirizzi e dei criteri generali di investimento, auspichiamo senz’altro che tra gli undici membri che lo compongono, venga individuato anche un responsabile delle politiche di accessibilità.
E infine, tra I princìpi, vi è quello che intende curare la formazione professionale, favorendo il riconoscimento dei percorsi formativi seguiti e delle professionalità acquisite, e promuove studi e ricerche nel settore cinematografico.

A quest’ultimo riguardo, il già citato Progetto Torino + Cultura Accessibile si è mosso sin dallo scorso anno e quest’anno annuncia che sono aperte le iscrizioni alla seconda edizione del corso formativo per sottotitolatori e audiodescrittori per il Cinema Accessibile, promosso insieme a Film Commission Torino Piemonte, Museo Nazionale del Cinema, Sub Ti Access e Università di Torino.
La curatela di tale corso è frutto di un protocollo d’intesa con l’Università di Parma, attraverso il Programma di Alta Formazione all’interno dell’Area di Lingue e Letterature Straniere e del Master in Traduzione Audiovisiva-MTAV (II livello), attivo già dal 2009.

*Il Progetto “Torino + Cultura Accessibile”, di cui già più volte si è occupato anche il nostro giornale, è stato ideato e realizzata dalla Fondazione Carlo Molo del capoluogo piemontese, con l’obiettivo di rendere accessibile la programmazione culturale, e in particolare quella degli spettacoli cinematografici e teatrali, rivolgendosi in particolare al pubblico con disabilità sensoriali e, più in generale, con deficit uditivi e visivi.

Condirettore del Programma “Torino + Cultura Accessibile”.

Tutte le indicazioni per accedere alla seconda edizione del corso formativo per sottotitolari e audiodescrittori, citato nel presente testo, sono disponibili a questo link.

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