La Comunicazione Aumentativa Alternativa nel modello della partecipazione

Sarà questo il tema del convegno promosso per domani, 18 aprile, a Bologna, all’interno di “Exposanità 2018”, da ISAAC Italy, la sezione italiana della Società Internazionale per la Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA). Si tratterà di un incontro voluto innanzitutto per far conoscere i princìpi e le buone pratiche della CAA, contrastando pregiudizi ancora diffusi sulla necessità per le persone con disabilità di possedere prerequisiti per accedere alla comunicazione

Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA)

Esempio di Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA)

Tra i vari appuntamenti previsti nei prossimi giorni a Bologna all’interno di Exposanità – la ventunesima Mostra Internazionale al Servizio della Sanità e dell’Assistenza, della quale abbiamo già ampiamente scritto in altra parte del giornale – segnaliamo oggi il convegno intitolato La Comunicazione Aumentativa e Alternativa nel modello della partecipazione: princìpi e prassi in CAA secondo ISAAC Italy, che si terrà esattamente nel pomeriggio di domani, 18 aprile.

Aperto a tutti, l’incontro, come si evince dal titolo stesso, è promosso da ISAAC Italy, la sezione italiana della Società Internazionale per la Comunicazione Aumentativa e Alternativa.
«Tema principale di questo nostro convegno – spiega Giusi Castellano, consigliera di ISAAC Italy  – sarà il modello della partecipazione in Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA). Già dal 2014, infatti, la nostra organizzazione ha avviato un processo di costruzione e condivisione di Linee Guida italiane sulla CAA e a questo scopo verranno presentati a Bologna i documenti del nostro Comitato Scientifico, approvati lo scorso anno a Prato [se ne legga ampiamente anche nel nostro giornale, N.d.R.]. Tali documenti costituiscono la nostra stessa base identitaria e sono oggetto di una continua revisione e aggiornamento. L’evento del 18 aprile avrà dunque innanzitutto lo scopo di far conoscere i princìpi e le buone pratiche della CAA, contrastando pregiudizi ancora diffusi sulla necessità per le persone con disabilità di possedere prerequisiti per accedere alla comunicazione».

«A livello internazionale – prosegue Castellano – l’ISAAC si basa ormai da più di vent’anni su evidenze scientifiche che dimostrano come la CAA sia un’opportunità di sviluppo delle proprie potenzialità per qualunque persona abbia limitazioni nell’uso del linguaggio verbale. In particolare presenteremo durante il convegno il documento del nostro Comitato Scientifico relativo alla Comunicazione Aumentativa Alternativa nell’Autismo [anche di questo si legga già nel nostro giornale, N.d.R.], correlato a dati provenienti da fonti istituzionali, sulla presa in carico e sugli approcci terapeutici diffusi in Italia. La CAA risulta infatti largamente utilizzata in Italia nei servizi di cura».

«E da ultimo ma non ultimo – conclude la rappresentante di ISAAC Italy – presenteremo anche la posizione ufficiale della nostra organizzazione sulla materia del nuovo Nomenclatore. Riteniamo infatti che la prescrizione e l’erogazione degli ausili di comunicazione, senza un adeguato progetto di CAA sia in età evolutiva che adulta, ovvero nelle disabilità congenite e in quelle acquisite, rischi di non essere un’opportunità per il superamento della condizione di disabilità». (S.B.)

A questo link è disponibile il programma completo del convegno promosso per il 18 aprile a Bologna da ISAAC Italy. Per ulteriori informazioni, oltreché per richiedere il testo integrali dei documenti citati nella presente nota: info@isaacitaly.it.

CAA (Comunicazione Aumentativa e Alternativa)
La CAA (Comunicazione Aumentativa e Alternativa) è un’area della pratica clinica che cerca di compensare la disabilità temporanea o permanente di persone con difficoltà di comunicazione, utilizzando sistemi di simboli o immagini. Si tratta di una tecnica che richiede la formazione di genitori, operatori e del bambino e che funziona al meglio tramite una supervisione a domicilio da parte dello specialista.
Si parla quindi di comunicazione aumentativa perché l’obiettivo è quello di arricchire, completare, implementare al massimo le abilità comunicative naturali della persona con disabilità verbale, alternativa perché si utilizzano strategie diverse da quelle verbali, come tabelle, simboli, immagini, scritte e software dedicati, scelti in base ai bisogni specifici e alle possibilità del paziente.
Nell’àmbito dell’età evolutiva, la CAA viene proposta a bambini con paralisi cerebrali infantili, sindromi genetiche, disprassia (incapacità di compiere movimenti volontari), ritardo mentale, sordità grave e alcune forme di autismo.

ISAAC Italy
È la sezione italiana dell’ISAAC (International Society for Augmentative and Alternative Communication) e raduna nel nostro Paese le persone interessate e coinvolte nella CAA, i loro familiari e amici, oltre ai professionisti, ai tecnici e alle aziende che distribuiscono in Italia ausili e materiali per tale metodica.

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