La vita fuori dalla famiglia come tappa naturale nel percorso di crescita

Entro breve, tredici persone con sindrome di Down si alterneranno in piccoli gruppi in un percorso che in tre anni li vedrà pronti per vivere fuori dalla propria famiglia o all’interno di essa, ma da protagonisti. Lo faranno nella Casa di Alberto e Giuliana, inaugurata dall’Associazione AIPD di Pisa, che nell’àmbito del progetto “Co-Living”, promosso dalla Società della Salute Pisana, ha sviluppato alcune azioni pensando alla vita fuori dal nucleo familiare delle persone con sindrome di Down come a una tappa naturale nel percorso di crescita e non come a una risposta di emergenza

4 ottobre 2019, Mezzana di San Giuliano Terme (Pisa), inaugurazione della Casa di Alberto e Giuliana

Un’immagine dell’inaugurazione della Casa di Alberto e Giuliana a Mezzana di San Giuliano Terme, alla presenza del Sindaco del Comune pisano

L’AIPD di Pisa (Associazione Italiana Persone Down) ha inaugurato qualche settimana fa a Mezzana di San Giuliano Terme (Pisa) la Casa di Alberto e Giuliana, risultato ottenuto nell’àmbito del progetto Co Living, promosso dalla Società della Salute Pisana e compreso nella programmazione della Regione Toscana in attuazione della Legge 112/16 (Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare), meglio nota come “Legge sul Durante e Dopo di Noi”.
All’interno di tale progetto, infatti, l’AIPD pisana ha sviluppato alcune azioni specificamente dedicate alla Vita Indipendente e al “Durante Noi”, pensando appunto alla vita fuori dal nucleo familiare come a una tappa naturale nel percorso di crescita e non come a una risposta di emergenza.

«La possibilità di poter “puntare in alto” – spiegano dall’Associazione toscana – è stata data dall’incontro con don Antonio Cecconi che ha creduto da subito nell’iniziativa, concedendo in comodato d’uso gratuito la casa a lui più cara, quella in cui è cresciuto e in cui hanno vissuto i suoi genitori, Alberto e Giuliana, dai quali l’edificio ha preso ora il nome. Un gesto di grande generosità che ha voluto mantenere in vita lo spirito di accoglienza sul quale i suoi genitori hanno basato le fondamenta della loro vita. La casa, poi, è stata completamente ristrutturata grazie al sostegno di Enel Cuore ONLUS, che ha finanziato l’intero costo dei lavori e supportato la progettazione, migliorando le nostre idee iniziali grazie alla collaborazione della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap)».

Entro breve, dunque, saranno tredici i giovani adulti ed adulti con sindrome di Down che si alterneranno in piccoli gruppi in un percorso che in tre anni li vedrà pronti per la vita fuori dalla propria famiglia o all’interno di essa, ma con un ruolo da protagonisti.
«Come è facile tuttavia comprendere – proseguono dall’AIPD di Pisa – i progetti dedicati alla vita fuori casa hanno bisogno di una forte sostenibilità economica che sia duratura nel tempo e garantisca un orizzonte di stabilità. Per noi questo è stato possibile grazie al fondamentale sostegno ai progetti dedicati all’età adulta della Fondazione Rosa Prìstina grazie alla quale si è potuto aumentare il numero delle persone coinvolte nonché la qualità del percorso garantito. Inoltre, non va certo dimenticato che la Casa di Alberto e Giuliana è oggi accogliente grazie anche all’IKEA Pisa che ha donato gli arredi, pensandoli in un’ottica di autonomia e grande fruibilità».

Ma ancora il lavoro dell’AIPD non sarebbe bastato da solo, se l’Associazione non avesse ormai da anni costruito una strada comune e una rete vera insieme alle Cooperative Sociali Il Simbolo e Alzaia. A tal proposito, come viene spiegato «la Casa di Alberto e Giuliana e il progetto dedicato alla residenzialità è solo uno dei tanti che si vogliono qui realizzare, puntando a una struttura che sia punto d’incontro, a un quartiere solidale che da qui prenda il via, all’intrecciarsi dei percorsi e delle numerose esperienze che le nostre tre realtà sociali hanno sul territorio. Nata infatti da un’idea nostra e della Cooperativa Il Simbolo, la Cooperativa Alzaia si occupa fin dalla sua nascita di inserimenti lavorativi e in particolare all’interno di questo progetto offrirà la possibilità – grazie al suo servizio di catering biologico TicucinoBio e alla Bottega dei Miracoli in Piazza dei Miracoli a Pisa – di affiancare concretamente il percorso di vita autonoma con l’esperienza lavorativa, attraverso contratti e stage formativi».

«A questo importante nuovo inizio – concludono dall’AIPD – non si è di certo arrivati senza una lunga strada fatta di esperienze, confronti, errori e nuovi avvii. Sono ormai alcuni anni, infatti, che lavoriamo insieme alla Società della Salute Pisana sulla progettazione, condividendo l’obiettivo di raggiungere la maggiore autonomia e inclusione possibile per ognuna delle persone con sindrome di Down. E una tappa fondamentale per questo viaggio è stata la possibilità di avere in comodato gratuito, dalla stesa Società della Salute Pisana, la nostra sede in centro città, oltre ad un appartamento. Questo ha permesso nel tempo di costruire iniziative ormai consolidate, dedicate ai corsi di educazione all’autonomia e ai training di Vita Indipendente, che oggi fanno parte a pieno titolo del progetto Co Living, come passi necessari per poter acquisire le abilità del sapere fare e del saper essere, ovvero di ciò che sta alla base di un percorso di vita adulta e indipendente». (S.B.)

Ringraziamo per la segnalazione l’Ufficio Stampa dell’AIPD Nazionale (Associazione Italiana Persone Down).

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: aipdpisa@aipd.it.

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