Si presenta “Sensi e parole per comprendere l’arte”

In un periodo tanto complicato come quello attuale, non era ancora stato possibile presentare pubblicamente l’interessante libro “Sensi e parole per comprendere l’arte”, di cui avevamo segnalato l’uscita nell’estate scorsa, riflessione corale sulle pratiche di accessibilità ai luoghi e ai contenuti della cultura, che trae origine dai contributi esposti nell’omonimo convegno, tenutosi a Torino nel maggio del 2017. Ora ci si proverà il 22 ottobre, a Palazzo Madama di Torino, nel corso di un incontro a ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria

Copertina del libro "Sensi e parole per comprendere l'arte"In un periodo tanto complicato come quello attuale, non era ancora stato possibile presentare pubblicamente l’interessante libro Sensi e parole per comprendere l’arte, di cui avevamo segnalato l’uscita nell’estate scorsa, riflessione corale sulle pratiche di accessibilità ai luoghi e ai contenuti della cultura, che trae origine dai contributi esposti nell’omonimo convegno, tenutosi a Torino nel maggio del 2017, di cui avevamo ampiamente riferito a suo tempo anche su queste pagine. Ora ci si proverà giovedì 22 ottobre, a Palazzo Madama di Torino, nel corso di un incontro a ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria (ore 17.30-19).

Realizzato dal progetto di rete Making Sense, il volume, lo ricordiamo, si articola in tre sezioni, in cui vengono rispettivamente esposti i risultati di una ricerca condotta dallo stesso gruppo di Making Sense, una sintesi dell’intenso lavoro di sperimentazione svolto nell’area torinese da vari musei e associazioni, nonché una raccolta di saggi brevi di esperti di primo piano nel campo dell’accessibilità e della comunicazione, provenienti da varie parti d’Italia.
«A partire dalla non accettazione che una carenza sensoriale sia preclusiva alla fruizione dell’arte – si legge nella presentazione del libro – e assumendo che il linguaggio giochi un ruolo tutt’altro che secondario nel rapporto con la cosiddetta realtà oggettiva, in questo libro si indagano il rapporto tra parola e immagine, i valori comunicativi del linguaggio e della relazione interpersonale. La scrittura a più voci richiama l’attenzione sull’urgenza di aprire un ampio confronto a livello nazionale su quali siano i requisiti imprescindibili che devono caratterizzare tanto le forme e i modi della comunicazione quanto i vari tipi di supporto e le tecnologie impiegate, affinché si realizzi una vera accessibilità».

Particolare non trascurabile, l’introduzione di Sensi e parole per comprendere l’arte è curata da Francesco Fratta, e costituisce l’ultimo scritto pubblicato da colui che fu Consigliere Nazionale dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti), nella cui Direzione era specificamente incaricato di occuparsi dell’accessibilità dei culturali e dei servizi librari.
Di Fratta, scomparso all’inizio del 2018, anche il nostro giornale aveva ricordato l’entusiasmo e la passione profusa per tutta la sua vita nel promuovere attività e progetti per l’affermazione del diritto di accesso alla cultura dei ciechi e degli ipovedenti.

L’incontro del 22 ottobre, che sarà aperto da Franco Lepore, disability manager della Città di Torino e da Gianni Laiolo, presidente dell’UICI di Torino, prevede gli interventi di Elisabetta Rattalino della Fondazione Torino Musei, Annamaria Cilento (Fondazione Sandretto Re Rebaudengo) e Rocco Rolli (Tactiloe Vision) di Making Sense, Catterina Seia della Fondazione Fitzcarraldo. (S.B.)

Making Sense, Sensi e parole per comprendere l’arte, a cura di Maria Cristina Azzolino, Orietta Brombin, Annamaria Cilento, Angela Lacirignola, Rocco Rolli e Tea Taramino.
Con contributi di Laura Anfuso, Maria Cristina Azzolino, Flavia Barbaro e Giorgia Rochas, Valeria Bottalico, Orietta Brombin, Maria Chiara Ciaccheri, Annamaria Cilento, Anna Di Domizio, Giuseppe Di Napoli, Daniela Floriduz, Francesco Fratta, Maria Luisa Gargiulo, Aldo Grassini, Anna La Ferla, Angela Lacirignola, Fabio Levi, Brunella Manzardo, Rocco Rolli, Loretta Secchi, Tea Taramino, Paola Traversi, Silvia Varetto e Anna Giuliano.

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