Diritti

Il progetto di vita: dalla disabilità alla povertà

Il progetto di vita: dalla disabilità alla povertà

Da un’analisi comparativa delle progettazioni personalizzate a contrasto della povertà e di quelle a beneficio delle persone con disabilità, emerge con chiarezza che il Legislatore del 2017 (Decreto Legislativo 147/17, più noto come “reddito di inclusione”) si è mosso sulla scorta dell’esperienza, scientificamente consolidata, di quanto è stato posto in essere per le persone con disabilità, in materia di accesso ai servizi integrati sociali e sanitari, tramite lo strumento della valutazione multidimensionale e della progettazione personalizzata (Legge 328/00)

Invalidità civile e minorazione visiva: un esempio da seguire

Invalidità civile e minorazione visiva: un esempio da seguire

Grazie all’impegno dell’UICI di Modena (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), d’ora in poi, nella città emiliana, sarà facile e finalmente possibile prenotare l’esame specialistico del campo visivo presso l’Azienda Sanitaria Pubblica, con totale copertura delle spese a carico del Servizio Sanitario Nazionale e farlo con la metodica più corretta. Vediamo come si è arrivati a questo risultato tramite un percorso che costituisce un esempio da seguire

Malati di SLA a Roma: fondi dimezzati e mesi di scoperto

Quella della Famiglia Ponti, riferita dall'Associazione Viva la Vita, è una "vicenda esemplare" della difficile situazione che vivono i malati di SLA a Roma

«Per i malati di SLA (sclerosi laterale amiotrofica) di Roma, il passaggio dal precedente fondo dedicato, a quello nuovo per gravissime disabilità, ha di fatto dimezzato il contributo per retribuire un badante formato, senza tenere conto del gravissimo disagio che ciò avrebbe arrecato. Nel frattempo, vi sono stati mesi e mesi di scoperto, con badanti oramai formati e assunti, i cui onorari devono essere comunque pagati»: la denuncia arriva dall’Associazione Viva la Vita, che già da due mesi sta chiedendo invano un incontro all’assessora comunale Baldassarre, per affrontare la questione

“Uguale riconoscimento dinanzi alla Legge” per le persone con disabilità

Realizzazione grafica curata dalle Nazioni Unite sull'articolo 12 della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità ("Uguale riconoscimento dinanzi alla Legge")

È proprio il titolo dell’articolo 12 della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (“Uguale riconoscimento dinanzi alla Legge”) alla base del progetto “Capacity: la legge è eguale per tutti”, per il quale l’ANFFAS ha lanciato una consultazione pubblica aperta a tutti (anche in versione “facile da leggere”), con l’obiettivo finale di produrre il primo studio italiano in materia di sostegni al processo decisionale per le persone con disabilità, specie intellettive, avvalendosi anche della collaborazione di autorevoli Enti e Università a livello nazionale e internazionale

40 milioni di donne con disabilità che non vogliono più essere discriminate

40 milioni di donne con disabilità che non vogliono più essere discriminate

Nell’Unione Europea ci sono 40 milioni di donne e ragazze con disabilità (il 16% dell’intera popolazione femminile). È uno dei gruppi sociali più vulnerabili, emarginati ed esclusi dal mercato del lavoro, e anche uno dei più esposti alla violenza domestica»: a dirlo è il CESE, il Comitato Economico e Sociale Europeo, che sta per presentare un rapporto al Parlamento Europeo, con cui chiedere alle Istituzioni e agli Stati Membri dell’Unione «di intensificare gli sforzi per combattere la discriminazione che colpisce donne e ragazze con disabilità e la loro esclusione sociale»

Uscirà un “Libro Bianco” sulla Legge del “Durante e Dopo di Noi”

Uscirà un “Libro Bianco” sulla Legge del “Durante e Dopo di Noi”

Sarà questo uno dei risultati concreti di “Social RARE. Quadro sociale, nuove azioni e proposte per i Malati Rari”, progetto promosso da UNIAMO-FIMR (Federazione Italiana Malattie Rare). Si tratterà di un documento da presentare al Ministro per le Disabilità, riguardante la “Legge sul Durante e Dopo di Noi” e contenente i suggerimenti raccolti da tutti i partner intervenuti all’incontro conclusivo di “Social RARE”, ovvero l’ANFFAS, il Consiglio Nazionale del Notariato, Federsolidarietà-Confocoperative e la Conferenza delle Regioni, oltre alle sollecitazioni di famiglie e caregiver

Cresce la consapevolezza sui diritti delle donne con disabilità

Cresce la consapevolezza sui diritti delle donne con disabilità

Cresce ancora il numero delle organizzazioni che hanno aderito al “Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea”, molte delle quali provengono da mondi diversi rispetto a quello impegnato sulla disabilità. Gli ultimi arrivi riguardano l’Associazione La città felice e la Rete La Ragna Tela, espressioni del femminismo, e A buon diritto. Associazione per le libertà, presieduta da Luigi Manconi e fondata per promuovere alcune grandi questioni pubbliche, basate su diritti riconosciuti dal nostro ordinamento, ma non adeguatamente tutelati

Partecipazione politica e diritto di voto per tutte le persone con disabilità

Partecipazione politica e diritto di voto per tutte le persone con disabilità

Oggi, 5 luglio, tra i temi al centro della giornata al Parlamento Europeo, riunito in seduta plenaria, vi è anche quello della partecipazione politica e del diritto di voto per tutte le persone con disabilità, una questione destinata ad assumere sempre maggiore visibilità nei mesi a venire, in vista delle Elezioni Europee del 2019 e di varie consultazioni nei Paesi Membri dell’Unione, grazie anche al grande impegno in questo àmbito dell’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità

Legge sul “Durante e Dopo di Noi”: una “rivoluzione” ancora tutta da fare

Legge sul “Durante e Dopo di Noi”: una “rivoluzione” ancora tutta da fare

Secondo l’ANFFAS, la Legge 112/16 (“Legge sul Durante e Dopo di Noi”), «impone un cambiamento radicale di prospettiva, ri-definendo e soprattutto ri-collocando la prospettiva esistenziale delle persone con disabilità in una cornice di piena cittadinanza e inclusione sociale. Essa deve garantire, tramite un corretto Progetto Individuale, il diritto delle persone con disabilità a poter scegliere dove, come e con chi vivere». In tal senso, come emerge da un documento prodotto dalla stessa ANFFAS, a due anni dall’approvazione della norma, si è ancora ben lontani dall’ottenere quel risultato

ISEE ordinario per i Servizi Diurni? Pronti a ricorrere al TAR

«È per noi inaccettabile l’applicazione dell’ISEE ordinario per i Servizi Diurni, perché se in base al progetto di vita delle persone con disabilità la loro frequenza ai Servizi Diurni è un bisogno, questo dev’essere configurato come un diritto e non come un privilegio. Siamo dunque pronti ad un eventuale ricorso al TAR»: a dirlo è Marianna Mastronicola, che presiede a Milano il Coordinamento delle Famiglie di persone con disabilità coinvolte in vari tipi di Servizi Diurni e che sta conducendo una battaglia in questo àmbito, a fianco della Federazione LEDHA di Milano

Come è stata applicata la Legge sul “Durante e Dopo di Noi”?

L’analisi sui primi due anni di attuazione della Legge 112/16 – meglio nota come “Legge sul Durante e Dopo di Noi” – sarà al centro domani, 4 luglio, a Roma, dell’evento conclusivo di “Social RARE. Quadro sociale, nuove azioni e proposte per i Malati Rari”, proposta formativa gratuita promossa da UNIAMO-FIMR (Federazione Italiana Malattie Rare), a favore delle persone con Malattia Rara e dei loro familiari e/o rappresentanti

Servizi diurni e residenziali nelle Marche: quali saranno i “requisiti specifici”?

Promuoveranno realmente inclusione oppure no, i servizi diurni e residenziali sociali, sociosanitari e sanitari delle Marche? La proposta di nuovo regolamento arrivata il mese scorso dalla Giunta Regionale non consente ancora di capirlo e per questo il Gruppo Solidarietà – che qualche tempo fa aveva lanciato un appello per salvaguardare, sostenere e potenziare i servizi di piccole dimensioni, inseriti nei normali contesti abitativi – chiede con urgenza una Delibera con i “requisiti specifici” di quelle strutture, per capire quale sarà il loro effettivo livello di qualità e di inclusività

Primo monitoraggio in Sicilia del Garante per la libertà personale

«Monitoreremo il variegato mondo delle strutture per persone vulnerabili, luoghi in cui accudimento e controllo si confondono frequentemente»: lo aveva dichiarato pochi giorni fa il Garante Nazionale dei Diritti delle Persone Detenute o Private della Libertà Personale, anticipando i contenuti della propria Relazione Annuale, ed è dunque interessante, ora, seguire gli atti concreti di quell’Ufficio in tale àmbito, a partire dalla prima visita in Sicilia, dedicata appunto al monitoraggio delle strutture residenziali per persone anziane o con disabilità

La legge dev’essere uguale per tutti

Il 10 luglio a Roma, l’ANFFAS lancerà la consultazione pubblica prevista nell’àmbito del progetto “Capacity: la legge è eguale per tutti – Modelli e strumenti innovativi di sostegni per la presa di decisioni e per la piena inclusione sociale delle persone con disabilità intellettive”, iniziativa che si prefigge di sperimentare modelli innovativi di sostegno al processo decisionale per le persone con disabilità, in particolare per quelle con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, in attuazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità

Il diritto allo studio in una prospettiva inclusiva

È stato Giampiero Griffo, presidente della RIDS (Rete Italiana Disabilità e Sviluppo), ad aprire oggi, 2 luglio, dopo i saluti delle Autorità, il corso estivo (“Summer School”) intitolato “Human Rights and Social Inclusion: il diritto allo studio in una prospettiva inclusiva”, organizzato dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Cagliari, in collaborazione con la Facoltà di Diritto dell’Università Nazionale argentina di Mar del Plata e il Centro SIA (Servizi per l’Inclusione e l’Apprendimento) dell’Ateneo sardo

Il Tribunale non ce la fa? Ma non possono certo farne le spese le famiglie!

Il Tribunale di Vicenza, trovandosi in arretrato nell’espletare le verifiche delle rendicontazioni periodiche degli amministratori di sostegno, ha delegato tale funzione all’Ordine dei Commercialisti. Una scelta in sé opportuna, se non fosse che i costi del servizio sono stati addebitati alle famiglie delle persone con disabilità che si servono di questa figura. Ma a quale concetto di giustizia ha fatto riferimento quel Tribunale, quando ha deciso di far fronte a una propria carenza scaricandone i costi sui soggetti più deboli, quelli che, almeno in teoria, dovrebbe tutelare?

Parti disuguali tra uguali? No, grazie!

«Giudichiamo incomprensibile – è stato scritto dal Gruppo Solidarietà in una lettera inviata ai principali rappresentanti istituzionali della Regione Marche – la scelta di destinare i 2 milioni del Fondo Solidarietà per il 2018 – che sostiene i maggiori costi affrontati dagli utenti e dai Comuni per una serie di servizi sociosanitari – ai soli servizi residenziali per soggetti con problematiche di tipo psichiatrico. Ciò determina infatti l’esclusione di numerose persone con disabilità, mentre l’unico criterio da adottare dovrebbe essere quello delle necessità, iniziando da chi ha più bisogno»

I servizi rivolti alle persone con disabilità e i rischi di segregazione

«Con la mozione generale approvata durante la nostra ultima Assemblea – dichiarano dall’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) -, centrata sui servizi rivolti alle persone con disabilità, sui rischi di segregazione e sull’adeguamento alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità quale azione strategica, abbiamo posto nuovamente l’accento sull’importanza del progetto di vita e del sistema dei servizi, quale sostegno insostituibile per le persone con disabilità»

Discriminazioni e disabilità: una Legge applicata troppo poco

Ogni giorno e in ogni àmbito della loro vita, le persone con disabilità subiscono episodi di discriminazione: succede agli alunni e agli studenti che non ottengono un adeguato numero di ore di assistenza, alle persone in carrozzina che si spostano con i mezzi pubblici, a coloro che devono pagare quote eccessive di compartecipazione alla spesa sociosanitaria. Tutte situazioni sanzionate dalla Legge 67 del 2006, che però, a dodici anni dalla sua entrata in vigore, viene applicata ancora troppo poco nei Tribunali italiani, come dimostra anche una ricerca condotta dalla Federazione LEDHA