Diritti

No barriere. In ogni senso

No barriere. In ogni senso

La necessaria realizzazione dei PEBA (Piani di Eliminazione di Barriere Architettoniche) in tutti i Comuni italiani, una piena accessibilità digitale e un “superbonus per la libertà”, per garantire condomìni accessibili a milioni di persone costrette a essere chiuse in casa»: sono le istanze avanzate dall’Associazione Coscioni, durante un’audizione presso la Commissione Diritti Umani del Senato. Di questi e vari altri temi si parlerà il 27 giugno, durante l’incontro online “No barriere. In ogni senso”, organizzato dalla stessa Associazione Coscioni, cui parteciperanno tanti autorevoli ospiti

Costruttori di una società inclusiva, basata sul rispetto dei diritti umani

Costruttori di una società inclusiva, basata sul rispetto dei diritti umani

Già da quattro anni l’Università di Padova propone un’interessante offerta didattica, ovvero il corso “Diritti umani e Inclusione”, iniziativa “trasversale” rivolta a studenti e studentesse di tutti i corsi di laurea, finalizzata a favorire una maggiore consapevolezza delle diversità presenti nel tessuto sociale, dei diritti umani, dell’importanza di investire per una società inclusiva e di come le professionalità future degli studenti stessi potrebbero contribuire a tutto questo. Anche la quarta edizione, da poco conclusasi, ha ottenuto ottimi risultati, nonostante il periodo di emergenza

La vita indipendente è Legge anche in Puglia

La vita indipendente è Legge anche in Puglia

Ne abbiamo via via seguito l’iter, talora tortuoso, ed è quindi ora con piacere che segnaliamo come il Consiglio Regionale della Puglia abbia approvato all’unanimità la Legge sulla Vita Indipendente per le persone con disabilità grave, concordando con l’ENIL Puglia (European Network on Independent Living) e con le altre organizzazioni che l’hanno sostenuta (FISH Puglia, Rete A.Ma.Re Puglia e ANFFAS Puglia), nel definire quella del 16 giugno, giorno che ha coinciso con l’approvazione della norma, come una data a suo modo “storica”, per il mondo della disabilità pugliese, e non solo

Welfare: osservare il passato per ripensare il futuro

Welfare: osservare il passato per ripensare il futuro

Cosa è accaduto alle persone con disabilità durante la Fase 1? Come ha reagito il sistema degli interventi e dei servizi? Quali le lezioni apprese e le prospettive per il futuro? Se ne parlerà il 26 giugno, durante un seminario in rete gratuito e aperto a tutti, organizzato dalla Federazione FISH, per tratteggiare l’attuale perimetro del sistema degli interventi e dei servizi rivolti alle persone con disabilità, ma con l’intento di condividere possibili scenari futuri di nuove politiche e servizi per l’abitare e per l’inclusione sociale, evidenziando ogni potenziale rischio di segregazione

Come può occuparsi della riapertura dei servizi una struttura quasi mai nata?

Come può occuparsi della riapertura dei servizi una struttura quasi mai nata?

Come può un organismo che risulta ancora in fase di avvio dopo cinque anni dalla norma che ne ha decretato la nascita o che addirittura non è mai stato avviato, adempiere a funzioni tanto impegnative quanto importanti, quali quelle riguardanti la fase di riapertura di servizi come i Centri diurni e le strutture residenziali dopo l’emergenza coronavirus? A porre il quesito, riguardante le UOSES (Unità Operative Sociali e Sanitarie) della Regione Marche è il Gruppo Solidarietà, che su tale questione ha anche inviato una proposta di interrogazione ai membri del proprio Consiglio Regionale

I diritti delle persone con disabilità sono diritti umani

I diritti delle persone con disabilità sono diritti umani

Davanti a una pandemia che ha messo e mette a rischio in particolare i gruppi più vulnerabili, imperversando anche nelle aree di crisi e nei Paesi in cui si verificano violazioni dei diritti umani, il Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU, che ha ripreso in questi giorni i propri lavori a Ginevra, dovrà ribadire alla comunità internazionale la volontà, l’importanza e il dovere morale di espletare il proprio mandato per la tutela e la promozione di diritti e libertà fondamentali nel mondo. E tra quei diritti umani da garantire vi sono anche, a pieno titolo, quelli delle persone con disabilità

Serve di più sui bambini e le bambine con disabilità

Serve di più sui bambini e le bambine con disabilità

Nel documento “educAzioni: cinque passi per contrastare la povertà educativa e promuovere i diritti delle bambine, dei bambini e degli e delle adolescenti”, presentato da nove reti della società civile, vi è anche un riferimento agli alunni con disabilità, ma secondo Luisella Bosisio Fazzi, componente tra l’altro del Direttivo del Forum Europeo sulla Disabilità, avrebbe dovuto esserci di più, a partire dalla perdita del diritto allo studio, sofferta in questi mesi dagli alunni e dalle alunne con disabilità, «un tema necessario – sottolinea – in un contesto ove si parla di povertà educativa»

A Napoli gli assegni di cura sono in ritardo di un anno!

A Napoli gli assegni di cura sono in ritardo di un anno!

Favorire la permanenza a domicilio di persone non autosufficienti, ovvero persone con disabilità grave e gravissima, e sostenere il carico di cura svolto dai familiari, in sostituzione di altre figure professionali: è sostanzialmente questa la funzione degli assegni di cura erogati dalla Regione Campania. A Napoli, tuttavia, accade ormai da troppo tempo, esattamente da dodici mesi, come denuncia la FISH Campania (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che le persone con disabilità e le loro famiglie siano in attesa di ricevere quell’assegno di cura da parte del Comune

Tre princìpi chiave: mainstreaming, accessibilità, fine delle discriminazioni

«Il richiamo forte, chiaro e ineludibile all’eguaglianza e alle pari opportunità delle persone con disabilità con il resto della popolazione - dichiara il Presidente della FISH -impone di avere una nuova visione che riduca tutte le forme di diseguaglianza aggiuntive e, tra queste, quelle di genere e di età»

Cosa prevede per le persone con disabilità il cosiddetto “Piano Colao” per la ripartenza dell’Italia (“Iniziative per il rilancio ‘Italia 2020-2022’”), presentato alla Presidenza del Consiglio dal Comitato di esperti in materia economica e sociale designato a tal proposito? Va sottolineato innanzitutto che tutte le proposte di tale documento sono impregnate dai princìpi del mainstreaming (l’inserimento della disabilità in tutte le politiche e la legislazione che incidono sulla vita delle persone), nonché dell’accessibilità universale e del superamento di diseguaglianze e discriminazioni

Disabilità: la “pandemia” delle discriminazioni e delle disuguaglianze radicate

«Esprimiamo profonda preoccupazione per gli impatti devastanti della pandemia da coronavirus sulle persone con disabilità, un evento che ha rivelato come la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità non sia stata attuata in modo esaustivo dagli Stati che l’hanno ratificata, mettendo in luce l’accresciuta vulnerabilità e i rischi per le persone con disabilità provocati da discriminazioni e disuguaglianze radicate»: sono parole sin troppo chiare, quelle pronunciate dal Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, l’organismo che vigila sull’attuazione della Convenzione

Devono passare senza ostacoli, quei due emendamenti al “Decreto Rilancio”

La moderata soddisfazione di FAVO, FISH, AIL e UNIAMO-FIMR, di fronte alla discussione parlamentare sul cosiddetto “Decreto Rilancio”, è motivata dal fatto che molti gruppi hanno ripreso alla Camera i due emendamenti da esse presentati, espressione delle persone con disabilità, ma anche di tanti lavoratori con malattie rare, esiti di patologie oncologiche, ematologiche e immunodepressione. L’augurio di tali organizzazioni è dunque che entrambi gli emendamenti non incontrino ostacoli nel loro percorso, perché a pagarne le conseguenze sarebbero ancora una volta le persone con disabilità

Non è questa la Delibera che rispetta chi vive nei servizi residenziali!

«Applicare questa Delibera della Regione Lombardia significherebbe pensare a chi vive nei servizi residenziali non come persone, con gli stessi diritti e doveri di ogni altro, ma come a dei “ricoverati”, semplicemente da curare e assistere, possibilmente restando all’interno delle strutture»: lo dichiarano varie organizzazioni lombarde impegnate per i diritti delle persone fragili, tra cui la Federazione LEDHA, lamentando tra l’altro che «si sia omologata la realtà degli anziani a quella della disabilità, delle dipendenze, della salute mentale, della neuropsichiatria e dei minori»

Le donne con disabilità sono state lasciate indietro durante l’emergenza?

Nell’Unione Europea sono il 60% di una popolazione di 100 milioni di persone con disabilità, ovvero circa 60 milioni di donne e ragazze con disabilità, equivalente dell’intera popolazione italiana. Ma in quale misura sono state lasciate indietro durante l’emergenza coronavirus? Se ne parlerà durante il seminario online organizzato per il 19 giugno dall’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, discutendo anche con gli attori e i partner dell’Unione Europea, comprese le organizzazioni femminili, su come lavorare insieme per salvaguardare i diritti di tutte le donne

Potenziare i servizi di accompagnamento, valutazione e presa in carico

«Non si possono evocare progetti personalizzati, di vita e di accompagnamento alla vita autonoma o valutazioni bio-psico-sociali, per poi accorgersi che la dotazione di figure professionali e l’organizzazione delle Unità di Valutazione Multidimensionale chiamate ad essere le principali protagoniste di queste attività, sono strutturalmente inadeguate»: lo ha scritto il Gruppo Solidarietà ai principali referenti istituzionali e sanitari della Regione Marche, chiedendo di «potenziare i servizi di accompagnamento, valutazione e presa in carico, sia in termini organizzativi che di investimenti»

Le strutture residenziali per persone con disabilità richiedono un piano a sé!

«Nei prossimi giorni – scrivono dalla Federazione lombarda LEDHA – la Giunta della nostra Regione determinerà il funzionamento dei servizi residenziali per anziani e persone con disabilità. A tal proposito esprimiamo tutta la nostra preoccupazione per l’eventualità che le stesse regole disegnate per le residenze sanitarie anziani possano essere utilizzate anche per i servizi residenziali dedicati alla disabilità, ovvero per persone giovani e adulte, con caratteristiche, esigenze e desideri molto diversi tra loro. Per queste persone chiediamo quindi un piano specifico»

Il Manifesto del Disability Manager

Fornire indicazioni chiare sul percorso formativo specifico per una reale efficacia inclusiva delle politiche rivolte alle persone con disabilità, suggerire integrazioni alle norme di riferimento, proporre nuovi àmbiti di sviluppo in cui il disability manager metta a frutto le proprie competenze: per tutto ciò la SIDIMA (Società Italiana Disability Manager) ha pubblicato in E-book gratuito il “Manifesto del disability manager”, utile punto di partenza per stimolare confronti e riflessioni in quanti credono nella necessità di avere oggi professionisti della disabilità per un futuro inclusivo

Bene i soldi in più per il “Dopo di Noi”, ma la legge va attuata correttamente

«Bene queste risorse in più, che dovranno però unirsi a quelle precedentemente disponibili e ancora non spese, nonché a quelle messe a disposizione da Regioni, Enti Locali e anche da famiglie, da enti del terzo settore e da privati, per arrivare finalmente a una corretta attuazione della Legge 112/16, a partire dalla redazione del progetto individuale di vita»: così la Fondazione Nazionale ANFFAS “Dopo di Noi” commenta i 20 milioni in più destinati dal “Decreto Rilancio” al Fondo Nazionale istituito dalla Legge 112/16, per le persone con disabilità grave prive del sostegno familiare

La riforma dei servizi sociali ha vent’anni, ma in Sicilia se ne sa ancora poco

È sostanzialmente questo, secondo l’ANFFAS di Modica, in provincia di Ragusa, il problema principale, ovvero il fatto che anziché rifarsi alla Legge 328/00, che riformò i servizi sociali, «in Sicilia si preferisce continuare ad emanare Linee Guida, poi interpretate in modo diverso dai vari Distretti Socio-Sanitari». E da questo, sempre secondo l’ANFFAS modicana, ricade anche l’attuale problema della “zona grigia” in cui si trovano tante realtà del Terzo Settore nell’Isola, che ancora si chiedono se e quando potranno riaprire i propri centri

Puglia: si esamina finalmente il Disegno di Legge sulla vita indipendente

«La “Vita Indipendente” è un diritto inalienabile che si sostanzia in quanto espresso dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. L’approvazione di quel Disegno di Legge renderà dunque la Regione Puglia una delle poche in Italia ad avere recepito con una legge quei princìpi universali»: per questo l’ENIL Puglia (European Network on Independent Living) definisce come “storica” la giornata del 4 giugno prossimo, nella quale il Consiglio Regionale della Puglia dovrebbe approvare definitivamente il Disegno di Legge sulla vita indipendente delle persone con disabilità grave