Diritti

Nessuna soluzione in vista per le 791 famiglie romane escluse dal contributo

Nessuna soluzione in vista per le 791 famiglie romane escluse dal contributo

La Regione Lazio sta lavorando, ma fino al prossimo anno non potrà risolvere il problema, il Comune di Roma, invece, oltre ad attribuire la responsabilità alla Regione stessa, dichiara di non avere fondi, ma che «se anche li avesse, avrebbe altre priorità». 791 famiglie del Comune di Roma rimangono quindi escluse dal fondo per disabilità gravissima, come denuncia l’Associazione Viva la Vita, e molti malati ad esempio di SLA saranno costretti a licenziare la badante. La protesta sale, anche sui social, e le persone con disabilità gravissima sono pronte a scendere in piazza

Le disabilità in movimento: rinviato il convegno di Roma

Le disabilità in movimento: rinviato il convegno di Roma

Era il 3 marzo 2009, quando la Legge 18/09 ratificò la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, rendendo quest’ultima una Legge dello Stato Italiano. Undici anni dopo, la Federazione FISH Lazio, facendo riferimento a quella data, aveva organizzato per il 4 marzo a Roma il convegno intitolato “Le disabilità in movimento. Le politiche di inclusione nella Regione Lazio”, rinviato però a data da destinarsi, a causa delle misure di prevenzione sanitaria intraprese per fronteggiare il contagio del coronavirus

Domiciliari “speciali” alle madri di figli con disabilità e con più di 10 anni

Domiciliari “speciali” alle madri di figli con disabilità e con più di 10 anni

Tramite una recente Sentenza, la Corte Costituzionale ha sancito l’illegittimità di quella norma dell’Ordinamento Penitenziario che impedisce alle madri detenute di accedere alla “detenzione domiciliare speciale”, quando il figlio o la figlia con grave disabilità abbia superato il decimo anno di età. D’ora in poi, quindi, quelle detenute potranno avvalersi di tale diritto, anche qualora i figli abbiano più di 10 anni, ferma restando la valutazione del Giudice, non in merito alla disabilità dei figli stessi, quanto rispetto alla mancanza di un pericolo per la sicurezza pubblica

È “discriminazione collettiva” allestire una mostra non accessibile

Una splendida mostra, quella dedicata al celebre fotografo americano Steve McCurry, in un luogo simbolo di Monza, quale l'Arengario. Una mostra, però, inaccessibile alle persone con disabilità motoria e con ridotta mobilità

«Non garantire a ogni cittadino la possibilità di accesso e fruizione del patrimonio culturale e ritenere che “il bello e la cultura” siano limitati ad alcuni soggetti, escludendo le persone con disabilità motoria, costituisce una grave discriminazione»: lo hanno scritto i legali del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi della Federazione lombarda LEDHA, in una diffida inviata al Comune di Monza, per chiedere all’Ente Locale di garantire la fruibilità della mostra dedicata al celebre fotografo americano Steve McCurry

Perché va cambiato quel provvedimento, che farà tornare ai vecchi istituti

Perché va cambiato quel provvedimento, che farà tornare ai vecchi istituti

Viene rilanciata ancora una volta la battaglia che varie organizzazioni delle Marche stanno da tempo conducendo, a fianco del Gruppo Solidarietà, contro quella proposta della Giunta Regionale, della quale è imminente l’approvazione definitiva, riguardante i nuovi requisiti di funzionamento dei servizi sociosanitari, diurni e residenziali. Una proposta che di fatto e a buona ragione viene fatta coincidere come un inaccettabile ritorno al modello dei vecchi istituti e che oltre 1.100 persone hanno chiesto di cambiare, sottoscrivendo un appello/petizione promosso nel web

Un nuovo cerchio dell’Inferno di Dante, riservato ai caregiver familiari

Sandro Botticelli, "La voragine infernale", disegni per la "Divina Commedia", Biblioteca Apostolica Vaticana. Coloro che hanno creato il Gruppo Facebook "X Cerchio Caregivers: gli Esclusi" immaginano un nuovo e ultimo decimo cerchio infernale, riservato appunto ai caregiver familiari

Non è infatti per nulla casuale il nome scelto per il Gruppo Facebook “X Cerchio Caregivers: gli Esclusi”, poiché è un’iniziativa nata «per sostenere e rintracciare tutte le persone rimaste fuori dal contributo economico “Assegno di cura/Caregiver” del Comune di Roma e per fare in modo che non ci siano più ultimi tra gli ultimi!». Anche il nostro giornale si è già ampiamente occupato della situazione cui si fa riferimento, quella riguardante cioè ben 800 famiglie romane che hanno nel proprio nucleo una persona con disabilità gravissima e che sono state escluse dal contributo citato

C’è ancora tanta discriminazione, ma ci sono anche buone risposte

C’è ancora tanta discriminazione, ma ci sono anche buone risposte

«Un numero ancora così elevato di richieste, a cinque anni dall’avvio del nostro Centro, dimostra, da un lato, che le persone con disabilità e i loro familiari hanno un grande bisogno di informazioni e sostegno per vedere tutelati i propri diritti, dall’altro che la LEDHA si conferma come un importante punto di riferimento»: così Laura Abet, responsabile del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi della Federazione lombarda LEDHA, commenta i dati riguardanti l’attività svolta nel 2019 dal Centro stesso, al quale sono pervenute in totale 1.059 richieste

Quel che chiedono i caregiver familiari italiani

Quel che chiedono i caregiver familiari italiani

L’Associazione Genitori Tosti in Tutti i Posti ha reso pubblico il rapporto relativo a quasi 1.500 risposte giunte al proprio questionario, tuttora aperto, rivolto ai caregiver familiari che giorno dopo giorno si prendono cura di una persona cara in condizioni di non autosufficienza, assicurandole una vita dignitosa. L’obiettivo è quello di offrire al Legislatore una prospettiva sulle molteplici sfaccettature che rappresentano la complessa vita dei caregiver, tentando di arrivare finalmente a una buona norma sul settore, che superi le criticità del Disegno di Legge attualmente in discussione

Chiediamo modifiche a quel Disegno di Legge sulla vita indipendente

«Servono modifiche a quel Disegno di Legge - scrivono le Associazioni pugliesi - per giungere ad una norma che sancisca davvero il diritto esigibile delle persone con disabilità grave a vivere una vita indipendente»

«Ci sono gravi “retromarce” rispetto al testo concordato in precedenza in un Tavolo Tecnico con le nostre Associazioni. Per questo chiediamo alcune modifiche, per arrivare a una legge che sancisca davvero il diritto esigibile delle persone con disabilità grave a vivere una vita indipendente»: lo scrivono in una lettera appello rivolta a tutti i rappresentanti istituzionali della Regione Puglia, le organizzazioni ENIL Puglia, FISH Puglia, ANFFAS Puglia e la Rete A.Ma.Re Puglia, a proposito del Disegno di Legge Regionale sulla vita indipendente approvato nei giorni scorsi

Assurdo e discriminatorio escludere 800 famiglie da quel sostegno economico!

«Riteniamo assurdo e discriminatorio penalizzare centinaia di persone che si ritrovano giornalmente a prendersi cura dei propri cari, con estrema fatica ed enormi sacrifici non solo economici»: lo dichiarano dal Comitato Disabilità Municipio X di Roma, che ha lanciato nei giorni scorsi una petizione nel web, dopo la pubblicazione da parte del Comune di Roma delle graduatorie che escludono ben ottocento famiglie della Capitale dall’“Assegno di cura e contributo caregiver familiare per disabilità gravissima”

Un ulteriore scatto per il “Durante Noi” e il “Dopo di Noi”

«Il progetto di vita non è “sulla” persona con disabilità o “per” la persona con disabilità, ma è “della” persona con disabilità e con questa iniziativa rafforzeremo tale concetto»: le parole pronunciate da Roberto Speziale, presidente nazionale dell’ANFFAS, sintetizzano al meglio il senso profondo del nuovo progetto ANFFAS “Liberi di scegliere… dove e con chi vivere”, lanciato per fornire alle persone con disabilità e ai loro familiari accoglienza, supporto, formazione e informazione, ai fini di una reale attuazione della Legge 112/16, meglio nota come “Legge sul Durante e Dopo di Noi”

Bene il dietrofront della Regione Lazio sull’assistenza domiciliare integrata

«Apprezziamo il dietrofront della Regione Lazio. Questa, infatti, è una regolamentazione che dovrebbe offrire tutele adeguate in termini di assistenza materiale, fornitura dei presìdi necessari e interventi di natura specialistica, evitando la standardizzazione delle prestazioni che mortifica il diritto alla salute e causa un’inevitabile perdita della qualità della vita per interi nuclei familiari»: lo dichiara Daniele Stavolo, presidente della Federazione FISH Lazio, dopo che un nuovo Decreto della Regione Lazio ha scongiurato i tagli all’assistenza domiciliare stabiliti in precedenza

Si pronuncerà la Consulta sull’inadeguatezza della pensione di invalidità

«Assolutamente insufficiente a garantire il soddisfacimento delle minime esigenze vitali della persona con invalidità»: lo si legge in un’Ordinanza prodotta dalla Corte d’Appello di Torino e recentemente pubblicata in Gazzetta Ufficiale, a proposito della misura della pensione di invalidità civile. Sulla costituzionalità di tale aspetto e anche su quella riguardante il mancato riconoscimento dell’incremento della maggiorazione sociale, per i percettori di pensione di invalidità con meno di 60 anni, dovrà pronunciarsi dunque la Corte Costituzionale

Gravissime disabilità nel Lazio: bene la Regione, silenzio dal Comune di Roma

«Mentre la Regione ha ascoltato le diverse istanze del territorio, impegnandosi per trovare una soluzione condivisa, il Comune di Roma si è distinto per un silenzio assordante, ma dovrà necessariamente dare una risposta»: a dirlo è Mauro Pichezzi, presidente dell’Associazione di familiari e malati di SLA (sclerosi laterale amiotrofica) Viva la Vita, dopo le positive risposte avute dalla Regione Lazio sui paventati tagli nei confronti delle persone con la SLA e altre gravissime disabilità, mentre tutto ancora tace dal Comune di Roma

Fondo per la Non Autosufficienza: le Associazioni lombarde chiedono più risorse

La Federazione lombarda LEDHA, insieme a numerose Associazioni della Regione, ha inviato una lettera alla Terza Commissione del Consiglio Regionale della Lombardia e all’assessore regionale Stefano Bolognini, per chiedere «maggiore impegno e ulteriori risorse», garantendo a tutte le persone interessate dal Piano Triennale Regionale per la Non Autosufficienza della Lombardia 2019-2021 i sostegni necessari a una vita dignitosa

Più di 1.100 persone hanno già detto no a quel ritorno ai vecchi istituti

Sono tutti quelli che in un tempo relativamente breve hanno sottoscritto l’appello/petizione lanciato dal Gruppo Solidarietà e da altre organizzazioni delle Marche, che chiede di modificare quella proposta della Giunta Regionale, sui nuovi requisiti di funzionamento dei servizi sociosanitari, diurni e residenziali, ritenuta come «un inaccettabile ritorno, di fatto, ai vecchi istituti». Mentre domani, 13 febbraio, la Commissione Consiliare competente si esprimerà su quella proposta, il giorno successivo verranno presentati ad Ancona i contenuti dell’appello/petizione

SLA: immobili guerrieri pronti a far sentire il fragore del loro silenzio

Parla di una vera e propria «mannaia abbattutasi sui malati di SLA e su tutte le gravissime disabilità di Roma e del Lazio», l’Associazione di familiari e malati di sclerosi laterale amiotrofica Viva la Vita, che contesta da una parte le procedure adottate dal Comune di Roma per assegnare il Fondo Sociale ai malati di SLA, dall’altra una recente Delibera della Regione Lazio sulle cure domiciliari. L’Associazione stessa si dichiara dunque pronta a mobilitarsi in una protesta di piazza, ove «immobili guerrieri faranno sentire il fragore del loro silenzio, per rivendicare dignità e rispetto»

FISH e FAND: più forte il quadro istituzionale sulle politiche per la disabilità

È una notizia rilevante che siano ripresi a pieno ritmo i lavori del Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità, presso il neocostituito Ufficio per le Politiche in favore delle Persone con Disabilità. E secondo le Federazioni FISH e FAND, i lavori sono ripresi in un quadro istituzionale molto più forte, poiché coordinati ora direttamente dalla Presidenza del Consiglio. Questo, infatti, potrebbe rendere più immediatamente praticabili ipotesi di riforma e azioni concrete, in àmbito di politiche sulla disabilità

È ora di dare piena cittadinanza alle persone con epilessia

Ai Parlamentari: «Approvate rapidamente il Disegno di Legge, attualmente in esame al Senato, che conferisce piena cittadinanza alle persone con epilessia». Al Ministro della Salute: «Faccia avviare l’istituzione della Commissione Nazionale Permanente per l’Epilessia, con la partecipazione di tutte le Associazioni impegnate in questo settore e faccia inserire il capitolo “Epilessia” nel Piano Nazionale della Cronicità»: sono queste le richieste dell’AICE (Associazione Italiana Contro l’Epilessia), a qualche giorno dal 10 febbraio, Giornata Internazionale dedicata a questa malattia neurologica