Diritti

Ha pagato, la protesta delle persone toscane con disabilità grave

Due delle persone con disabilità grave che hanno protestato davanti alla sede di Firenze della Regione Toscana

Dopo quasi due settimane di presidio da parte delle persone con disabilità gravi, con l’occupazione della sede di Presidenza della Regione Toscana da parte di una di esse, Luigi Gariano, la Giunta Regionale ha stanziato altri 2 milioni e mezzo da aggiungere ai 9 stanziati ogni anno per il contributo regionale alla vita indipendente». «Pur consapevoli che la soluzione adottata è temporanea – commentano dall’AVI Toscana (Associazione Vita Indipendente), che ha promosso la protesta – riteniamo che questo sia un risultato importante per molte più persone di quante hanno partecipato alla lotta»

Braccialetti verdi, rossi e gialli: ma ogni persona è diversa dall’altra!

Sofia con il biglietto del Parco Raimbow Magicland di Valmontone (Roma)

«Quei braccialetti verdi (disabilità cognitiva), rossi (sensoriale) e gialli (fisica) rischiano di creare problemi per come vengono interpretati. Il personale di quella struttura venga formato e sappia raccogliere le informazioni degli accompagnatori dei minori con disabilità, riuscendo a rapportarsi adeguatamente con le singole e diverse situazioni di disabilità»: a dirlo è la Presidente dell’AIPD di Latina, mamma di Sofia, bimba con la sindrome di Down, autonoma e capace di rispettare le regole, cui si volevano proibire alcune attrazioni del Parco Rainbow Magicland di Valmontone (Roma)

La disabilità, la pandemia e i nodi al pettine

La disabilità, la pandemia e i nodi al pettine

«La pandemia da coronavirus ha messo ulteriormente in risalto problemi vecchi e nuovi, ponendo le persone con disabilità, e in particolare quelle con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, insieme ai loro familiari, in una situazione di estrema difficoltà»: lo si dichiara nella mozione conclusiva dell’Assemblea Nazionale dell’ANFFAS, che è stata inviata al presidente del Consiglio Conte, «per ribadire che non è più possibile attendere oltre rispetto alle tante criticità, aggravate dalla pandemia in atto, che si trascinano irrisolte ormai da troppo tempo»

Il welfare di protezione deve diventare un welfare dei diritti

Il welfare di protezione deve diventare un welfare dei diritti

«Sono passi avanti», commenta il presidente della FISH Falabella, riferendosi ai provvedimenti del “Decreto Semplificazioni” sull’accessibilità telematica, il contrassegno unico a livello nazionale e gli interventi riguardanti le barriere negli edifici. «E tuttavia – dichiara – le Istituzioni e il mondo della politica devono fare ben altro e ben di più, ovvero modificare sostanzialmente il sistema di welfare del nostro Paese, basato sulla protezione, in favore di un welfare di riconoscimento dei diritti, che dia risposte essenziali ai bisogni delle persone con disabilità e delle loro famiglie»

Dopo la Sentenza della Consulta serve una riforma delle provvidenze economiche

Il Palazzo della Consulta, sede della Corte Costituzionale

«Dopo la Sentenza della Consulta secondo cui l’importo delle pensioni di invalidità civile totale è “inadeguato per vivere”, chiediamo al Governo, soprattutto in questo momento di profonda crisi, che si faccia carico di una seria e chiara riforma delle provvidenze economiche a favore delle persone con disabilità, troppo spesso oppresse da solitudine, discriminazione e in condizioni di indigenza»: arriva da Nina Daita, responsabile dell’Ufficio Politiche per la Disabilità nella CGIL Nazionale, il primo commento alla pubblicazione della Sentenza 152/20 prodotta dalla Corte Costituzionale

Per una legge sui caregiver familiari che ne riconosca e sostenga il ruolo

Una caregiver familiare insieme alla sua bimba con grave disabilità

«Non si può più attendere ulteriormente per avere una legge sui caregiver familiari, visto che anche durante l’attuale pandemia le famiglie delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo e non autosufficienti sono state lasciate da sole ad affrontare un carico spesso molto al di là delle loro stesse forze»: lo si legge in una nota dell’ANFFAS, che a tal proposito ha depositato al Senato un articolato testo emendativo al Disegno di Legge sulla materia, attualmente in discussione, in linea con analoghe proposte della Federazione FISH e del Forum del Terzo Settore

Strutture residenziali: stop alla segregazione delle persone con disabilità

Strutture residenziali: stop alla segregazione delle persone con disabilità

«Chiediamo con la massima urgenza di porre fine alla segregazione delle persone con disabilità che vivono in strutture residenziali socio sanitarie e sanitarie riabilitative, perché nessuno dev’essere privato del diritto alla libertà di uscire e di vivere i propri affetti familiari». Lo hanno scritto numerose Associazioni attive a Roma e nel Lazio, insieme a vari rappresentanti delle Consulte Cittadine di Roma Capitale, in un appello-denuncia rivolto al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e allargato ai Presidenti di Regione e a tutti i Sindaci d’Italia

I Genitori Tosti e il riconoscimento del caregiver familiare come lavoratore

I Genitori Tosti e il riconoscimento del caregiver familiare come lavoratore

«Solo il 18% dei caregiver, la netta maggioranza dei quali è costituita da donne, viene aiutato nella gestione del proprio caro da personale o progetti dei servizi pubblici, ciò che evidenzia l’ampio margine di miglioramento di miglioramento grazie al quale i caregiver stessi possono essere supportati, anche in considerazione dei tanti che non hanno alcun […]

Bonus baby sitter e disabilità: tutto semplice? Non proprio!

Bonus baby sitter e disabilità: tutto semplice? Non proprio!

In alternativa alla fruizione del congedo parentale, il cosiddetto “Decreto Cura Italia” aveva previsto la possibilità di scegliere la corresponsione di un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting per figli con meno di 12 anni, limite di età che però non si applica ai figli con disabilità in situazione di gravità accertata, iscritti a scuole di ogni ordine e grado od ospitati in centri diurni a carattere assistenziale. Tutto chiaro e semplice, dunque? A quanto pare no, almeno a giudicare dal “muro di burocrazia” contro cui si stanno scontrando due genitori piemontesi

Servizi residenziali delle Marche: cambiare passo o è segregazione

Mentre altrove si assiste a una svolta positiva, come abbiamo riferito ieri stesso rispetto alla Lombardia, in altre Regioni, invece, la situazione delle visite presso le strutture residenziali e dell’uscita delle persone che vi abitano appare ancora in alto mare, tanto da far dire al Gruppo Solidarietà che «la prevenzione del contagio non può tradursi in segregazione. Occorre infatti una piena assunzione di responsabilità da parte dei soggetti istituzionali, evitando scarichi di responsabilità tra i vari Enti a tutto danno delle persone e delle famiglie. Sono in gioco i diritti umani!».

Le riserve degli Stati sulla Convenzione ONU: partiamo dalla Gran Bretagna

Che cosa significa ratificare con riserva una Convenzione delle Nazioni Unite? Che si accetta quanto scritto in quel Trattato, ma non si intendono applicarne uno o più articoli o commi. Varie e di varia natura sono state le riserve presentate da alcuni Stati anche rispetto alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Cercheremo via via di esaminarle tutte, partendo, nel presente contributo, da quelle espresse dalla Gran Bretagna, riguardanti la scuola, la libertà di movimento e cittadinanza e il lavoro

Strutture residenziali della Lombardia: ritorno alla libertà!

Come reso noto dalla Federazione LEDHA, la Regione Lombardia, tramite una Circolare pubblicata ieri, 15 luglio, è intervenuta per correggere alcuni aspetti della propria Delibera riguardante le misure e i provvedimenti da mettere in atto nelle strutture residenziali per persone con disabilità, per prevenire la diffusione del Covid-19. Con le opportune precauzioni e i dispositivi di sicurezza necessari, quindi, le persone con disabilità che vivono in queste strutture potranno uscire liberamente, per incontrare i propri genitori e familiari, o per qualsiasi altro motivo

Premiate alcune soluzioni innovative per il “Durante e Dopo di Noi”

Sono le organizzazioni appartenenti alle Reti ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) e CGM (Consorzio Nazionale della Cooperazione di Solidarietà Sociale), vincitrici del Bando “Trust in Life”, lanciato da UBI Comunità, la divisione di UBI Banca rivolta alle realtà del Terzo Settore e dell’Economia Civile, insieme alla stessa ANFFAS e al CGM, per premiare i progetti ritenuti più innovativi, ai fini del “Durante e Dopo di Noi” delle persone con disabilità, in coerenza con la relativa Legge 112/16

Chi non rispetta la Convenzione ONU viola una Legge dello Stato

Quale differenza c’è tra sottoscrivere e ratificare una Convenzione dell’ONU? E ancor prima, che cos’è esattamente una Convenzione dell’ONU sui Diritti Umani? A quattordici anni dall’adozione della Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità e a undici dalla ratifica di essa da parte dell’Italia, riproponiamo una serie di elementi fondamentali, per capire ad esempio perché gli Stati Uniti, che hanno sottoscritto ma non ratificato il Trattato, non sono legalmente vincolati a rispettarne gli obblighi, mentre nel nostro Paese chi non li rispetta viola una Legge dello Stato

Caregiver familiari: manifesteremo per non essere più “invisibili”

«Manifesteremo per chiedere che sia riconosciuto il lavoro sociale da noi svolto, sostenendo, curando e assistendo i nostri congiunti con disabilità grave. Manifesteremo per non essere più invisibili!»: lanciando questo messaggio, il Gruppo Caregiver Familiari Comma 255 ha promosso per il prossimo 22 luglio una manifestazione di protesta in Piazza Montecitorio a Roma, per esprimere la propria delusione davanti a una politica ritenuta incapace di cogliere le proprie istanze. Per l’occasione il Gruppo stesso ha anche elaborato un proprio Manifesto di rivendicazione

Verso la nuova Agenda Europea sui Diritti delle Persone con Disabilità 2020-2030

Si chiamerà Agenda Europea sui Diritti delle Persone con Disabilità 2020-2030, verrà definita nei prossimi mesi dall’Unione Europea e resa pubblica nel 2021. Essa elencherà le leggi, i programmi e le azioni che guideranno appunto per i prossimi dieci anni le politiche dell’Unione in tema di diritti delle persone con disabilità, coincidendo con una serie di impegni precisi, da perseguire con adeguate risorse. E in previsione di tale fondamentale passaggio, il Forum Europeo sulla Disabilità ha elaborato un documento contenente tutte le istanze da perseguire, a breve e lunga scadenza

Stop all’isolamento delle persone con disabilità nelle strutture residenziali

Come già anticipato nei giorni scorsi, il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale ha inviato una lettera ai Presidenti di tutte le Regioni, per far sì che ogni eventuale situazione di confinamento delle persone con disabilità in strutture residenziali non si protragga ulteriormente. Vi si chiede tra l’altro «di sollecitare un controllo, o laddove necessario una revisione, sulla corretta applicazione delle nuove regole che definiscono le modalità di contatto tra gli ospiti delle strutture delle residenze per persone con disabilità e i loro cari»

Tornare subito ai normali contatti con le persone che vivono nelle strutture!

«Dopo quattro mesi in cui io e mio figlio non ci siamo visti, posso solo fargli visita una volta alla settimana per mezz’ora, sempre alla presenza di un operatore, senza poterci abbracciare. Non si possono trattare trentenni autistici come gli anziani delle RSA e l’azione legale che sono pronto a intraprendere è per tutti coloro che sono nella situazione di mio figlio»: così Gianfranco Vitale motiva la lettera di diffida inviata alla struttura che ospita il figlio, nonché a tutte le Istituzioni competenti, per far ripristinare i contatti con lui, come avveniva nella fase pre-Covid

Non più persone con disabilità “confinate” nelle strutture residenziali!

In seguito a una serie di segnalazioni da parte di Enti Gestori, Associazioni e Famiglie, il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale si è attivato, avviando un’interlocuzione diretta in particolare con la Regione Lombardia, ma anche con tutte le altre Regioni, per far sì che ogni eventuale situazione di confinamento di persone con disabilità nelle strutture residenziali non si protragga ulteriormente, al fine di tutelarne i diritti alla libertà personale eventualmente violati