Per costruire l’unicità e l’universalità dei diritti

«Fare squadra tra provenienze assai diverse, nella convinzione che i diritti delle persone sono identici anche se si declinano in modalità differenti»: cita Franco Bomprezzi, il presidente della FISH Sardegna Alfio Desogus, e spiega come proprio il «fare squadra sia strategia vincente», per il progetto sardo denominato “Il Pentalibro”, nato «per affrontare e realizzare il grande tema dell’accesso alla lettura, la fruizione libera e autonoma del libro, dell’informazione e della cultura»

Lettura del "Piccolo Principe" in braille

Lettura del “Piccolo Principe” in braille

«Fare squadra tra provenienze assai diverse, nella convinzione che i diritti delle persone sono identici anche se si declinano in modalità differenti. Continuate perciò ad argomentare e a diffondere buona cultura e vera consapevolezza della realtà. Ne abbiamo tutti bisogno»: così si esprimeva Franco Bomprezzi in un articolo di «Superando.it» dell’8 settembre 2014 [“L’informazione e la battaglia per i diritti”, N.d.R.], in una sua acuta analisi sul ruolo dell’informazione e le potenzialità della cultura per l’emancipazione delle persone con disabilità. L’obiettivo della sua riflessione era la riaffermazione dell’unicità dei diritti umani e l’esigenza di superare ogni forma liquidatoria dello stigma culturale sulla condizione umana, quale preludio sbrigativo per l’esclusione ed emarginazione sociale.
Percorrere quel cammino è un’indicazione che oggi viene raccolta e rilanciata da più parti perché il lavoro da intraprendere è tanto vasto quanto difficile e irto di resistenze culturali. E tuttavia, per sostanziare quelle indicazioni, sorgono in ogni realtà iniziative che meritano di essere conosciute e rilanciate, per fare anche la storia di un movimento che deve allargare il fronte dell’iniziativa e della sperimentazione.

A questo scopo appare utile presentare l’esperienza che è stata avviata in questi giorni da RP Sardegna ONLUS (Associazione Ciechi Ipovedenti Retinopatici Sardi), che ponendosi come capofila, ha assunto come rete operativa le Associazioni aderenti alla FISH Sardegna (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), per co-progettare e congiuntamente attuare il progetto denominato Il Pentalibro.
Il “fare squadra”, pertanto, si fa strategia vincente, diventando un coerente strumento operativo, perché favorisce la contaminazione culturale tra approcci diversi e il superamento del pregiudizio attraverso il confronto laico che pone al centro il tema della costruzione dell’unicità del diritto.
Infatti, le Associazioni delle persone con disabilità della FISH Sardegna hanno sùbito dato l’impronta per fare rete e hanno così caratterizzato e qualificato il progetto di RP Sardegna. Ne è conseguita un’estensione ulteriore e un allargamento ad altre quattro Associazioni Culturali di differente ispirazione, operanti in diverse zone del territorio sardo.
Il fare squadra, dunque, è stata la carta vincente perché il progetto ha riscosso il giudizio positivo della Fondazione con il Sud, che ha riconosciuto un finanziamento rilevante e impegnativo per lo spessore e la durata delle iniziative programmate.

Parte quindi dall’ispirazione della FISH Sardegna un’iniziativa progettuale innovativa che, sviluppando il carattere aperto della Federazione, si pone l’obiettivo di coinvolgere durante il percorso attuativo altre diverse Associazioni, per affrontare e realizzare il grande tema dell’accesso alla lettura, la fruizione libera e autonoma del libro, dell’informazione e della cultura.
Il 10 gennaio a Oristano è stato organizzato il primo incontro di riflessione comune, per avviare in fase di presentazione la programmazione congiunta e l’individuazione delle iniziative che saranno organizzate in molte zone della Sardegna, partendo dalle scuole (biblioteche scolastiche) e dalle sedi associative coordinate con le biblioteche comunali.
L’obiettivo finale del Pentalibro è la costituzione di una rete attiva nei territori, che avrà come riferimento le sedi associative dei partner di progetto, e in ogni sede vi sarà una dotazione strumentale con una postazione informatica accessibile, supportata dai dispositivi mobili per il recapito, il prestito e la lettura.

Il perseguimento della piena universalità e accessibilità del bene librario e della disponibilità dei prodotti editoriali di informazione (anche giornalistica) diventa, con questo progetto, una risposta al bisogno e al diritto al sapere, al diritto all’inclusione e di partecipazione attiva, destinata a chi, per condizione personale, non possa dedicarsi o accedere alle strutture culturali o disporre liberamente dei prodotti editoriali.
Se tuttavia si riflette in termini di unicità del diritto e se si lancia uno sguardo lungo nel futuro dell’editoria, sempre tenendo presente l’evoluzione tecnologica, la rete dei servizi culturali prevista nel progetto potrà dare una risposta innovativa a tutti coloro che si trovano in situazione di impedimento temporaneo (residenti ad esempio in strutture sociali o sociosanitarie) o temporaneamente in luoghi distanti.
Non solo. Il Pentalibro intende dare una risposta anche alle persone che svolgono attività lavorative compatibili con l’audiolettura, come ad esempio durante il viaggio o durante gli spostamenti o, ancora, durante la guida di una vettura.
L’uomo moderno può oggi mettere a frutto le sua caratteristiche di “multifunzionalità”, che sempre più riesce a utilizzare nelle attività lavorative, ma è anche sempre più pressato da un ritmo vorticoso di impegni e dalla continua mobilità che oggettivamente limitano il diritto e l’interesse per la lettura e l’informazione. Da qui l’intento progettuale di procedere alla predisposizione di nuovi moduli organizzativi e nuovi formati del libro (i cinque formati da cui nasce appunto la denominazione Il Pentalibro), per coltivare il diritto, il desiderio e la passione per la conoscenza e il sapere.
Cartaceo, audio, daisy [Digital Accessibile Information System, N.d.R.], digitale e braille sono le modalità con cui il libro si proporrà al lettore, libero in tal modo dai condizionamenti e dalle limitazioni. Insomma, un libro che libera e crea uomini e donne uguali, ma unici e uniche. Uomini e donne perfettamente inseriti nei processi sociali e nella rete interpersonale e lavorativa.

Specifiche attività formative per i dirigenti di Associazione, la predisposizione di programmi culturali condivisi per l’acquisto di strumentazione e la costituzione di un vasto patrimonio di libri nei diversi formati, oltre all’allestimento di due totem su altrettanti personaggi significativi della cultura sarda: sono queste le azioni più rilevanti per motivare la creatività dei partner del progetto. Gli elaborati e i prodotti culturali verranno poi sottoposti alla verifica del gradimento e della valutazione qualitativa, attraverso dimostrazioni nelle scuole e con rappresentazioni pubbliche.
A conclusione delle attività, la rete interassociativa potrà offrire un servizio di lettura e prestito librario a tutti coloro che vorranno rivolgersi liberamente alle organizzazioni partner di RP Sardegna. Dal canto loro, tutte le Istituzioni impegnate nei servizi culturali e bibliotecari, debitamente coinvolte nelle azioni progettuali, potranno collaborare e potenziare i propri servizi, attingendo al nostro patrimonio che arricchiremo nel tempo con rinnovato e motivato impegno.
La nostra gratificazione sarà quella di essere diventati “attori positivi” nella diffusione del sapere, di aver reso esigibile un diritto e di avere superato l’emarginazione culturale, costruendo un diritto unico per tutti. Proprio così come, con professionalità e coerenza, affermava Franco Bomprezzi!

Presidente della FISH Sardegna (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).

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