Regione Marche e barriere: “ammissione di colpa”

Tale appare infatti – come ben sottolinea anche l’Associazione Luca Coscioni – la recente risposta della Giunta Regionale a un’Interrogazione presentata in maggio, sulla mancata adozione dei PEBA – i Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche, prescritti già nel 1986 da una Legge Nazionale – e sull’inesistente controllo, sempre in tale àmbito, nei confronti di Province e Comuni della Regione

Donna in carrozzina davanti a dei gradini«Come ente pubblico territoriale – aveva sottolineato nel giugno scorso la Cellula di Ancona dell’Associazione Luca Coscioni, in un comunicato di cui il nostro sito aveva ampiamente riportato i contenuti – anche la Regione Marche avrebbe dovuto adottare i PEBA [Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche, come da Legge Nazionale 41/86, N.d.R.] per le strutture di sua competenza, quali le proprie sedi, tutte le strutture sanitarie pubbliche (ospedali ecc.), mentre ci risulta che questo atto non sia stato ancora adottato. Inoltre, sempre secondo la normativa sopra richiamata, la Regione doveva anche eseguire un’opera di controllo verso i Comuni e le Province delle Marche, per verificare l’adozione dei PEBA ed eventualmente nominare un commissario ad hoc per l’adozione di essi, ma anche in questo caso ci risulta che la Regione non abbia adempiuto agli obblighi di legge».
In tal senso, sempre l’Associazione Coscioni aveva anche segnalato su tali questioni il consigliere regionale Adriano Cardogna aveva presentato in maggio un’Interrogazione.

Ebbene, la risposta arrivata nei giorni scorsi all’Interrogazione, da parte dell’assessore regionale Pietro Marcolini, suona come una vera e propria “ammissione di colpa”, ciò che viene evidenziato con chiarezza da Gustavo Fraticelli, co-presidente dell’Associazione Coscioni.
«Dal tenore di tale risposta – scrive infatti Fraticelli – si evince innanzitutto che come documento, il PEBA, di competenza della Regione, non è stato ancora redatto. La stessa Regione, infatti, in riferimento alle proprie sedi istituzionali, si limita a descrivere i lavori di adeguamento delle strutture, senza minimamente fare riferimento al PEBA che li avrebbe dovuti pianificare».
Per quanto poi riguarda le strutture sanitarie di competenza – altro elemento a suo tempo evidenziato dall’Associazione Coscioni – «risulta di ogni evidenza – sottolinea Fraticelli – la mancanza, da oltre venticinque anni, di un documento generale di programmazione e pianificazione da parte della Regione degli interventi di abbattimento delle barriere su tali strutture. È la Regione stessa, infatti, ad affermare di dovere chiedere lumi sui lavori a suoi organismi».
Infine, aggiunge ancora il co-presidente dell’Associazione Coscioni, «emerge chiaramente che la Regione – come responsabile per legge anche della funzione di controllo, di verifica ed eventualmente di nomina di un commissario ad hoc, rispetto ai PEBA delle Province e dei Comuni – da venticinque anni non ottempera a tale compito».

L’Associazione Coscioni, pertanto, sia nella sua componente nazionale che in quella di Ancona – per la quale si sta impegnando in questa vicenda soprattutto il tesoriere Renato Biondini – valuterà ore le azione più congrue per porre termine a questo inaccettabile stato di cose. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Cellula di Ancona dell’Associazione Luca Coscioni, biondinirenato@alice.it.

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