Tra semafori e gradini, quante “trappole” a Torino!

Sono le tante barriere architettoniche e senso-percettive con cui convivono quotidianamente le persone con disabilità del capoluogo piemontese, come documenta un recente video realizzato dall’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, insieme all’Associazione Luca Coscioni, che in realtà vuole essere un preciso messaggio all’Amministrazione Comunale, per far sì che essa provveda finalmente a elaborare un Piano per l’Eliminazione delle Barriere (PEBA)

SemaforoUn semaforo ben poco “intelligente”, in corrispondenza del quale una persona non vedente che voglia attraversare la strada rischia letteralmente la vita e una fermata dei mezzi pubblici dichiarata come “accessibile”, di fronte alla quale, però, vi è un gradino che impedisce il passaggio alle persone con disabilità motoria: sono certamente questi i momenti più significativi del video presentato nel luglio scorso dall’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, insieme all’Associazione Luca Coscioni, per documentare le tante barriere e i conseguenti gravi disagi quotidiani con cui devono convivere le persone con disabilità di Torino.

Il documento – che tutti possono visionare in YouTube, si intitola Aspettando il PEBA. Torino e le sue barriere ed è in realtà un preciso messaggio rivolto direttamente al sindaco Piero Fassino, inserendosi in quella che a suo tempo, su queste stesse pagine, abbiamo definito come «l’antica battaglia per i PEBA», ovvero per quei Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche che, come prescritto dalla Legge 41/86, tutti i Comuni e le Province del nostro Paese avrebbero dovuto adottare già dal febbraio del 1987, pena un “commissariamento ad hoc” da parte delle Regioni. Invece, a distanza di oltre ventisette anni, la realtà è ben diversa, dal momento che ad oggi solo una minoranza degli Enti Locali ha provveduto a quell’adempimento.

Su tale materia l’Associazione Coscioni è impegnata a fondo ormai da alcuni anni, come ci capitò di riferire già nella primavera del 2012, con la nota intitolata Pretendere che tutti i Comuni italiani adottino i PEBA, e ha potuto successivamente commentare con soddisfazione anche qualche passo in avanti compiuto ad esempio a Roma e a Milano.
Con tale iniziativa, dunque, il “fronte” si sposta su Torino, con l’auspicio che l’Amministrazione Comunale sappia cogliere nel modo giusto il segnale inviato tramite quel videomessaggio. (S.B.)

Ringraziamo Domenico Massano per la segnalazione.

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