Accessibilità digitale: nessuno resti indietro

«I Governi devono garantire a tutti di poter beneficiare della rivoluzione digitale. Non c’è motivo di creare nuove barriere nel mondo digitale quando molte persone con disabilità le affrontano già nella realtà fisica»: sono unanimi le organizzazioni europee rappresentative di tutte le disabilità, nel manifestare la propria preoccupazione, creata dalle recenti proposte del Consiglio d’Europa di voler ridurre significativamente il campo di applicazione di una Direttiva continentale, relativa all’accessibilità dei siti web degli Enti Pubblici

Disegno di omino con disabilità al computer, vicino ad altri omini al computer, senza disabilitàLa seguente lettera aperta – riguardante i Negoziati Trilogo sulla proposta di Direttiva UE COM(2012)0721 relativa all’Accessibilità dei siti web degli Enti Pubblici – è stata inviata in questi giorni ai Ministri delle Politiche Digitali dei Paesi Membri dell’Unione Europea, ai Presidenti delle Commissioni Parlamentari Nazionali delle Politiche Digitali e ai Rappresentanti Permanenti dei Paesi dell’Unione Europea, da parte degli esponenti di tutte le principali organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità e delle loro famiglie (in calce l’elenco dei firmatari).
Ben volentieri ne riprendiamo il contenuto integrale (i grassetti sono redazionali).

«Le scriventi organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità intendono sollevare pubblicamente le proprie preoccupazioni create dalle recenti proposte del Consiglio d’Europa di ridurre significativamente il campo di applicazione della Direttiva Europea COM(2012)0721, relativa all’Accessibilità dei siti web degli Enti Pubblici.
Ci opponiamo fortemente alle deroghe proposte dal Consiglio, le quali impedirebbero a milioni di cittadini di accedere a contenuti digitali ed a servizi che ogni cittadino, ad oggi, considera scontati. Chiediamo agli Stati Membri di garantire agli 80 milioni di persone con disabilità e ai 150 milioni di persone anziane che vivono nell’Unione Europea un accesso paritario al mercato unico digitale ed ai servizi pubblici online forniti a tutti i cittadini della stessa Unione Europea.

La parità di accesso all’informazione è un diritto umano sancito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità. La parità di accesso ai servizi pubblici online, a prescindere dal soggetto fornitore degli stessi, è un diritto di ogni cittadino europeo.
Non è accettabile adottare una normativa che potrebbe negare a milioni di cittadini l’accesso al mondo digitale in cui oggi viviamo. Non è accettabile legittimare barriere digitali che precludono l’accesso all’occupazione. Non è accettabile escludere milioni di persone dalla piena partecipazione nella società.

Affinché la Direttiva porti un reale cambiamento nella vita delle persone, devono essere rispettati i seguenti requisiti essenziali:
° Tutti i siti web degli enti pubblici ed i siti che forniscono servizi pubblici dovrebbero essere accessibili a tutti, anche quando questi servizi vengono prestati da soggetti privati.
° La maggior parte dei contenuti digitali è ormai accessibile sui dispositivi mobili e attraverso le applicazioni, pertanto la Direttiva deve garantire sia l’accessibilità al web mobile sia alle applicazioni mobili.
° Poiché la maggior parte delle procedure online richiede l’interazione con documenti prelevabili, questi ultimi devono essere accessibili.

Inoltre, riteniamo che l’accessibilità debba essere un prerequisito, quando il denaro pubblico venga utilizzato per finanziare lo sviluppo dei siti web, dei contenuti digitali, delle app mobili, altri contenuti digitali o software, in linea con i requisiti della Convenzione ONU e con la Direttiva dell’Unione Europea del 2014 sugli Appalti Pubblici. I fondi pubblici non dovrebbero essere mai utilizzati per finanziare contenuti non accessibili.

La frammentazione tra i regolamenti e gli standard nazionali riduce i benefìci del mercato unico digitale per le aziende, per i consumatori con disabilità e per i consumatori anziani. È invece necessario un approccio omogeneo per aumentare i benefìci sociali, ridurre i costi e stimolare l’innovazione. Più eccezioni verranno incluse nella Direttiva e più il suo àmbito verrà ristretto, meno sarà efficace l’armonizzazione.

Chiediamo, inoltre, che i Ministri assicurino che le disposizioni della Direttiva siano articolate e complementari a quelle presenti nell’Atto Europeo sull’Accessibilità [European Accessibility Act, N.d.R.]. È di primaria importanza che nessun servizio di interesse generale o essenziale venga escluso.

Le tecnologie stanno convergendo. Il web, il non web e i software si interconnettono in ogni momento. Nel 2014 è stato adottato uno standard europeo sull’accessibilità delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (EN 301 549), il quale dovrebbe essere utilizzato integralmente ai fini della presente Direttiva.
Affinché questa Direttiva faccia la differenza e abbia un impatto significativo, gli utenti devono avere un effettivo diritto al ricorso. Un’attuazione concreta dovrebbe quindi prevedere degli appositi enti nazionali di esecuzione, nonché sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive.
Sollecitiamo, pertanto, i Ministri a dare ai loro team negoziali le opportune istruzioni per sostenere i diritti di tutti i cittadini al momento di discutere con i membri del Parlamento Europeo le disposizioni della Direttiva sopracitata.

Crediamo che i Governi debbano garantire a tutti di poter beneficiare della rivoluzione digitale. Non c’è motivo di creare nuove barriere nel mondo digitale quando molte persone con disabilità e molte persone anziane le affrontano già nella realtà fisica.
Sollecitiamo i Ministri a cogliere questa opportunità unica di fare la differenza per la vita di milioni di cittadini con disabilità e di persone anziane, persone che devono beneficiare di un più ampio accesso ai servizi pubblici digitali al fine di godere dei loro diritti fondamentali, così come del loro diritto alla libertà di circolazione e alla fruizione di servizi nel mercato interno europeo.
Invitiamo i Ministri a rendere pienamente inclusivo il nostro futuro digitale collettivo e a non deludere i cittadini europei.
Nessuno deve essere lasciato indietro».

Ringraziamo per la collaborazione il FID (Forum Italiano sulla Disabilità).

La lettera aperta che abbiamo qui pubblicato è firmata da:
° Yannis Vardakastanis, presidente dell’EDF (European Disability Forum
° Anne Sophie Parent, segretario generale di AGE Platform Europe
° Stephen Russell, segretario generale dell’ANEC, l’Associazione Europea dei Consumatori
° Wolfgang Angermann, presidente dell’EBU (European Blind Union)
° Markku Jokinen, presidente dell’EUD (European Union of the Deaf)
° Marcel Bobeldijk, presidente dell’EFHOH (European Federation of Hard of Hearing People)
° Kapka Panayotova, president dell’ENIL (European Network on Independent Living)
° Zsuzsanna Szilvasy, presidente di Autism Europe
° Boris Sustarsic, presidente dell’EAMDA (European Alliance of Neuromuscular Disorders Associations)
° Sonia Zamora, president della FEPEDA (European Federation of Parents of Hearing Impaired Children)
° Michael Kalmár, coordinatore dell’EDA (European Dyslexia Association)
° Lieke Zaeyen, vicepresidente dell’AEH (Action Européenne des Handicapés)
° Teresa Amat, presidente dell’EURO-CIU (European Association of Cochlear Implant Users)
° Lieven Bauwens, segretario generale dell’IFSBH (International Federation for Spina Bifida and Hydrocephalus)
° Maureen Piggot, presidente di Inclusion Europe
° Olga Kalina, coordinatrice dell’ENUSP (European Network of (Ex)-Users and Survivors of Psychiatry)
° Miguel Angel Garcia Oca, presidente della FIMITIC (International Federation of Persons with Physical Disability)
° Jean-Luc Simon, coordinatore della Zona Europea di DPI (Disabled Peoples’ International)
° Christina Fasser, presidente di Retina International
° Ricard López, presidente dell’EDBN (European Deafblind Network)

Stampa questo articolo