Verifiche di accessibilità per la “Carta del Prof”

Il Gruppo di Lavoro OSI (Osservatorio Siti Internet) dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) effettuerà nei prossimi giorni i primi test di verifica di accessibilità della cosiddetta “Carta del Prof”, che consente di accedere al bonus di 500 euro per i docenti, legato alla Legge 107/15 sulla “Buona Scuola”. Una serie di dubbi sull’accessibilità di tali strumenti per gli insegnanti con disabilità visiva era stata infatti legittimamente sollevata già qualche tempo fa

Logo della "Carta del Docente"

Il logo della “Carta del Docente” (o “Carta del Prof”), prevista dalla Legge 107/15 sulla “Buona Scuola”

Qualche tempo fa avevo lasciato i Lettori con i miei tanti e preoccupati interrogativi circa la presunta inaccessibilità della cosiddetta Carta del Prof ovvero lo strumento che consente di accedere al bonus di 500 euro per i docenti, legato alla Legge 107/15 sulla Buona Scuola – e delle relative modalità di registrazione allo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) per i docenti con disabilità visiva.
Ebbene, oggi fa piacere informare tutti che il prezioso Gruppo di Lavoro OSI (Osservatorio Siti Internet) dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), coordinato da Vincenzo Zoccano e con la responsabilità operativa di Massimiliano Martines, recependo immediatamente le richieste dell’IRIFOR [l’Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione dell’UICI, N.d.R.], effettuerà in questi giorni i primi test di verifica di accessibilità di tali strumenti.
Presto, dunque, potremo dar conto ai Lettori dei risultati di quei primi controlli del Gruppo OSI, ma già qui vogliamo preliminarmente precisare che il discorso dell’accessibilità del web alle persone con disabilità visiva non dipende solo dalla corretta programmazione e scrittura di un sito Internet, poiché le variabili che si frappongono possono essere molteplici.
Infatti, com’è ben noto, oggi la tecnologia è in costante mutamento, fondamentalmente per due ordini di ragioni, la prima delle quali legata alla sicurezza intrinseca, che necessita di un aggiornamento continuo, la seconda riguardante l’uso di soluzioni sempre nuove ed efficaci, in cui il focus della progettazione si sta spostando verso il mondo del supporto mobile, sia esso tablet che smartphone. E ovviamente, tale “vorticoso” cambiamento tecnologico non sta risparmiando neppure la disabilità.
Ne consegue che anche le tecnologie assistive per le persone minorate della vista (sintesi vocale o screen reader, in primis [lo “screen reader” è un “lettore di schermo”, N.d.R.]) e la formazione al loro utilizzo devono essere costantemente adeguate, ciò da cui non si può prescindere.
In altre parole, questo significa che, con il web di oggi, non è più pensabile utilizzare screen reader datati, ma è indispensabile usare le loro versioni molto recenti e updated (“aggiornate”).
Solo per fare un esempio, con lo sviluppo dei siti in HTML 5 e un PC con Windows 10, si deve usare Jaws (sintesi vocale più frequente e adoperata dai ciechi e dagli ipovedenti) dalla versione 17 in poi, ossia le più recenti.

Quanto sopra specificato dev’essere considerato come una condicio sine qua non per le persone con disabilità visiva, al fine di poter utilizzare in maniera corretta le applicazioni web oggi presenti sul mercato, ivi incluso il citato servizio SPID. Per assurdo, infatti, i siti delle Pubbliche Amministrazioni – come ad esempio il nuovo portale della “Carta del Docente” – potrebbero essere fruibili e usabili dalle persone con disabilità visiva, ma risultare loro inaccessibili, se non sono in possesso di software e sintesi vocali aggiornati e di ultima generazione.
Va chiarito, inoltre, che lo SPID è solo un sistema di riconoscimento per l’accesso ad altri servizi della Pubblica Amministrazione, i quali devono comunque essere accessibili. In caso contrario lo SPID non potrà essere mai utilizzato dagli insegnanti ciechi e ipovedenti.

Tornando ai test di verifica di accessibilità dello SPID connesso alla nuova “Carta del Prof”, gli amici del Gruppo OSI dell’UICI intendono seguire le due seguenti fasi:
1. Alcune persone del Gruppo OSI effettueranno una richiesta di SPID (in alcuni casi anche a pagamento). Quindi verrà prodotto un report in cui saranno indicate le problematiche emerse. Questa procedura potrebbe essere un punto di partenza, ma si tenga conto che la modalità di richiesta differisce in rapporto all’erogatore del servizio che si sceglie (al riguardo, si suggerisce di consultare una pagina web di approfondimento).
Durante questa prima fase dei controlli, bisognerà tenere conto dei tempi di risposta alla richiesta dell’attribuzione dell’Identità Digitale (non conforme per tutti i quattro fornitori), ma da essa il gruppo OSI potrà avere certamente un primo input tecnico da cui partire, al fine di gestire un approfondimento con i gestori stessi.

2. La convocazione di un tavolo tecnico tra l’UICI, l’Amministrazione Scolastica e i quattro fornitori di servizio SPID, a cui dovranno essere spiegati gli obiettivi di accessibilità dell’UICI stessa, nell’unico e superiore interesse degli utenti con disabilità visiva. Infatti, solo una fattiva sinergia, un confronto costante e una continua e costruttiva collaborazione tra la Pubblica Amministrazione e le Associazioni di e per persone con disabilità può far sì che le soluzioni adottate sul tema dell’accessibilità anche digitale, diventino finalmente – da episodiche ed emergenziali – strutturali, permanenti e, soprattutto, for all.

Direttore scientifico dell’IRIFOR (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti). Per informazioni: direttorescientifico@irifor.eu (o vincenzo.zoccano@uiciechi.it).

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