Leggere i sogni attraverso i silenzi

«Lavorare in questa direzione, anche grazie al supporto delle famiglie – scrive Alberto Brunetti, soffermandosi su due progetti all’insegna dell’autonomia, rivolti a giovani con disturbo dello spettro autistico della provincia spezzina -, porterà i nostri giovani a muoversi entro il perimetro territoriale con più consapevolezza e autonomia, e con il tempo a sapersi gestire, riconoscendo le varie opportunità. Avranno modo perciò di soddisfare i propri bisogni, aggiungendo nuovi colori alla loro vita futura»

Immagine dedicata al sogno, con un giovane tra le nuvole

Un’immagine dedicata al sogno

C’è un modo di entrare in contatto tra esseri umani più percettivo e affidabile della parola, fatto di sguardi, silenzi, gesti e messaggi ancora più sottili; è il modo in cui un essere umano nel suo intimo risponde al richiamo di un altro, quella silenziosa complicità che nel momento del pericolo dà alla muta domanda una risposta più inequivocabile di qualsiasi confessione o argomentazione… (Sándor Márai).

I nostri figli non parlano molto… non dicono, non raccontano, non si esprimono, almeno non con le parole. Non sono in grado di dar voce ai loro pensieri, ai loro desideri, di condividere con i propri familiari ed amici le proprie volontà, gioie o angosce. Non ci danno la possibilità di entrare nel profondo dei loro pensieri, di comprendere le loro fantasie. È un’impresa quasi impossibile, ma vorremmo riuscire a conoscere, un giorno, quali siano i loro sogni, perché questi non si perdano nel labirinto delle loro menti o debbano spegnersi assieme alle loro speranze.
Sono molti, tra loro, quelli che non parlano o se parlano, parlano poco; altri invece parlano molto, ma ognuno di loro trova il suo personale modo di comunicare con noi, tramite i loro sguardi, i loro gesti, i loro capricci, i loro sorrisi, il loro entusiasmo, la loro determinazione. Ci sorprendono con i loro sorrisi e con la loro voglia di fare, quando sono coinvolti in attività che danno loro soddisfazione e la giusta serenità; inoltre ci chiedono aiuto comunicandocelo attraverso un loro linguaggio particolare, quando si trovano in una situazione di disagio, di sconforto, di paura.

Gli atteggiamenti e i segnali non sempre manifesti della loro chiusa personalità, abbiamo imparato sempre più a conoscerli e a interpretarli in quest’ ultimo anno, grazie a due progetti pensati e resi operativi dall’ANGSA la Spezia e dalla Fondazione Il Domani dell’Autismo, che hanno coinvolto un gruppo di giovani con disturbo dello spettro autistico della provincia spezzina.
Conoscere il territorio e Spostamenti in autonomia per persone con autismo: questo il nome dei due progetti, che hanno portato i nostri ragazzi a contatto con nuove realtà, indispensabili a favorire in ognuno di loro un graduale processo legato alla adattabilità e al concretizzarsi di situazioni in cui l’indipendenza individuale e la presa di coscienza delle loro capacità divengano un importante obiettivo volto alla realizzazione dei sogni del singolo e al soddisfacimento dei bisogni personali.
Tramite queste due iniziative si è voluto dar voce alle loro necessità, aiutandoli a gestire le varie uscite all’interno di un territorio cittadino, limitato e circoscritto, al fine di suscitarne un nuovo spirito di appartenenza e soprattutto di stimolarne quella che talvolta è una poco sviluppata tendenza all’iniziativa e al riconoscimento di sempre nuove opportunità, volte all’acquisizione di maggiori autonomie.

Dovendo soddisfare più àmbiti che riguardano la sfera cognitivo comportamentale, relazionale e sensitiva, i due progetti hanno avuto uno sviluppo che va dalla ricerca e dalla personalizzazione degli itinerari da seguire, al soddisfacimento dei bisogni, allo sviluppo di percorsi individuali adeguati, per fare in modo che tutti fossero coinvolti, sfruttando al massimo le capacità personali individuali, sia dal punto di vista organizzativo che da quello dell’orientamento.
Per facilitare la ricerca dei luoghi e dei punti di riferimento atti a soddisfare sia le necessità del gruppo sia i bisogni individuali, si è optato per l’uso di ausili informatici quali iPad e iPhone. La metodologia adottata ha permesso di pianificare e rendere fattibili spostamenti sia di gruppo che del singolo, dandoci la possibilità di valutare le capacità acquisite nei vari àmbiti proposti e soprattutto di documentare l’affidabilità degli intenti propri di entrambi i progetti.

Spostarsi sul territorio, a piedi o con i mezzi pubblici, acquistare ad esempio il biglietto del pullman, riconoscere i luoghi, sapersi orientare, imparare a muoversi e ad interagire con persone sconosciute mantenendo una concentrazione e un comportamento accettabile, organizzare serate in pizzeria o al cinema, sono soltanto alcuni degli obiettivi che renderanno i nostri progetti un modello replicabile e condivisibile.
Entrambe le iniziative sono ancora in corso ed è presto per trarre conclusioni, ma possiamo senza dubbio affermare che – anche se per alcuni ragazzi il processo che potrebbe renderli indipendenti è ancora lungo – per altri si è evidenziato un notevole passo avanti, rispetto a un discreto raggiungimento e mantenimento delle autonomie acquisite.
Siamo però certi che lavorare in questa direzione, anche grazie al supporto delle famiglie, porterà i nostri giovani a muoversi entro il perimetro territoriale con più consapevolezza e autonomia, e con il tempo a sapersi gestire, riconoscendo le varie opportunità. Avranno modo perciò di soddisfare i propri bisogni, aggiungendo nuovi colori alla loro vita futura.

Nello specifico, Conoscere il territorio si propone di sviluppare una serie di percorsi che contengano vari orientamenti a carattere territoriale (con difficoltà crescenti), offrebndo a persone con disturbo dello spettro autistico la possibilità di conoscere la propria città o paese e i vari punti di riferimento riconducibili a luoghi d’interesse artistico-culturale, storico-religioso, civile-amministrativo e verde. Attraverso la lettura delle mappe cittadine, sia cartacee che digitali, i giovani possono inoltre acquisire le giuste competenze per muoversi nelle varie direzioni, alla ricerca di un dato edificio o indirizzo.
Per quanto concerne invece Spostamenti in autonomia, si tratta di fare acquisire a ragazzi e adulti autistici le capacità necessarie per muoversi in autonomia nell’ambiente cittadino, spostandosi sia a piedi sia con mezzi pubblici (autobus, taxi, treno).
Le due iniziative, per altro, rappresentano solo l’inizio dell’attività propedeutica ai prossimi scenari, che inizieranno con il 2019, vale a dire la consegna a domicilio di prodotti alimentari: sarà questa la nuova grande sfida che i nostri ragazzi affronteranno e speriamo che ancora una volta possa essere una sfida vincente!

Presidente dell’ANGSA la Spezia (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) e della Fondazione Il Domani dell’Autismo.

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