Inclusione contro esclusione

«Sottratte ai processi di esclusione e di rifiuto, le persone con disabilità dei Laboratori d’Arte di Sant’Egidio sono bene in grado di comprendere e rappresentare l’esclusione degli altri»: sta soprattutto in questo il senso della mostra “Inclusion/Exclusion”, presente al Vittoriano di Roma e promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Polo Museale del Lazio. I protagonisti dell’iniziativa, infatti, sono cinquantadue persone con disabilità dei Laboratori d’Arte di Sant’Egidio, insieme all’artista visuale César Meneghetti

Opera in mostra a "Inclsuion/Exclusion", Roma, 8 dicembre 2018-31 gennaio 2019

Una delle opere in mostra a “Inclusion/Exclusion”

Come si può leggere nel web, i Laboratori d’Arte della Comunità di Sant’Egidio a Roma – delle cui attività già più volte ci siamo occupati su queste pagine – sono nati nel 1985, «per rispondere al desiderio di formazione e studio di persone con disabilità adulte che non avevano avuto la possibilità di percorsi scolastici integrati. In questi luoghi formativi, di apprendimento delle tecniche artistiche, di apertura al mondo, di relazione e comunicazione, la ricerca delle proprie attitudini e potenzialità ha condotto in primo luogo alla possibilità stessa di comunicare e ad un processo di appropriazione di codici espressivi e artistici personalizzati. Le persone coinvolte hanno rivelato in modo sempre più evidente una profonda capacità di comprensione della realtà, un proprio pensiero  e sguardo sul mondo».
Un nuovo passaggio di grande visibilità per questo progetto lo si ha proprio in queste settimane, e fino al 31 gennaio, con la mostra alle Gallerie Sacconi del Vittoriano di Roma, denominata Inclusion/Exclusion, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Polo Museale del Lazio.

Protagonisti dell’esposizione – alla quale è stata conferita una Targa del Presidente del Repubblica – sono l’artista visuale italo-brasiliano César Meneghetti, già da tempo al fianco dei Laboratori d’Arte di Sant’Egidio, insieme a cinquantadue artisti di questi ultimi, «per invitare il pubblico a riflettere anche attraverso l’arte – come si legge nella presentazione dell’iniziativa – su una delle questioni emergenti nel mondo contemporaneo: quella dei processi contrapposti di esclusione e inclusione: isolamento/integrazione, indifferenza/solidarietà, respingimento/accoglienza, paure/dialogo. Il tutto attraverso dipinti, installazioni, fotografie, documenti, video e testi su temi che ci toccano tutti e ci interrogano: segregazione, migrazioni, guerra, periferie urbane ed esistenziali, impegno umanitario e per la pace, difesa dei diritti, buone pratiche. Ancora una volta, dunque, le persone con disabilità dei Laboratori d’Arte di Sant’Egidio mettono in opera la loro verità e il loro pensiero e in questo caso, sottratte ai processi di esclusione e di rifiuto, sono bene in grado di comprendere e rappresentare l’esclusione degli altri, con la consapevolezza dei mezzi resi ormai disponibili da generazioni di artisti». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Ufficio Stampa Sant’Egidio (Roberto Zuccolini e Massimiliano Signifredi), com@santegidio.org.

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