Io ne ho viste cose…

Parte questa volta da una celebre citazione cinematografica la nuova incursione di Gianni Minasso nella rubrica da lui stesso creata per il nostro giornale – “A 32 denti (Sorridere è lecito, approvare è cortesia)” -, fatta di pungente ironia, di grottesco e talora della comicità più o meno involontaria che, come ogni altra faccenda umana, può riguardare anche il mondo della disabilità. E il risultato è «una piccola lista degli eventi spettacolari a cui, accoccolati nella nostra carrozzina, abbiamo assistito e che gran parte della gente si perde»…

Realizzazione grafica di Gianni Minasso

Realizzazione grafica di Gianni Minasso

Una delle citazioni cinematografiche più note è certamente quella tratta dal film Blade Runner ed è costituita dall’incipit del famoso monologo pronunciato dal replicante Roy Batty prima di morire: «Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi…».
È inutile ricordare in questa sede i presupposti filmici alla base di questa espressione che ha meritato addirittura l’onore di una singola voce in Wikipedia. Tuttavia, da modesti disabili (equilibrati?!) quali siamo, potremmo lo stesso gonfiare il petto e, con la medesima voce suadente, saggia rassegnazione e rude fierezza del replicante in questione, fornire una piccola lista degli eventi spettacolari a cui, accoccolati nella nostra carrozzina, abbiamo assistito e che gran parte della gente si perde.
Sperando di non essere arrivati al punto di “spegnerci” come il Batty (facciamo le corna), procediamo dunque sciorinando le meraviglie inscenate dalle moltitudini, disabili e no. Altro che le «Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione»…

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi:
Ho visto atrofici collezionare decine di costosissimi ausili senza averne una reale necessità.
Ho visto un ipovedente fare la “Supercazzora brematurata con l’Inclusione a destra” a un nonnetto curioso che gli aveva chiesto lumi sull’integrazione sociale.
Ho visto alunni autistici cambiare quattro insegnanti di sostegno in un solo anno scolastico.
Ho visto portatori di handicap impiegare tre quarti d’ora per farsi vestire a puntino dal caregiver.
Ho visto caregiver impiegare due minuti per vestire a puntino un portatore di handicap.
Ho visto assegnare premi letterari a penose e sgrammaticate poesie composte da paraplegici arruffoni.
Ho visto terapisti occupazionali disoccupati (ah ah, che battuta “involontaria”…).
Ho visto intere folle di adepti del politically correct godere con la fatidica espressione “diversamente abile”.
Ho visto handicappati contrabbandare banali scemenze esistenziali come preziose perle filosofiche.
Ho visto normodotati in estatica ammirazione di queste banali scemenze esistenziali.
Ho visto bionde pettorute e maschioni con tartaruga illudere ambiguamente invalidi infoiati.
Ho visto persone in carrozzina (e no) sgomitare per ingollarsi le tartine al lompo dei rinfreschi di beneficenza.
Ho visto volontari settantacinquenni guidare pulmini attrezzati, con disabili a bordo, come se fossero alla “24 Ore di Le Mans”.
Ho visto portatori di handicap avviarsi fiduciosi alla volta di sterili sedute di medicina narrativa.
Ho visto temperature di 21 gradi per cui normodotati sudavano e malati di sclerosi rabbrividivano.
Ho visto ortopedici cupidi chiedere alle ASL pagamenti di ausili maggiorati del 200%.
Ho visto soggetti (cosiddetti) fragili distruggere moralmente legioni di parenti e amici.
Ho visto invalidi impegnati a pretendere dalle autorità tavoli (inconcludenti) di concertazione.
Ho visto “facilitatori” di professione non sapere cosa vuol dire la loro qualifica e cosa dovrebbero fare.
Ho visto sibling patire pene ben più pesanti di quelle di fratelli e sorelle in carrozzina.
Ho visto spine bifide non aver capito una mazza dell’abilismo e vantarsi di essere stati trattati con questa concezione.
Ho visto ricercatori disquisire sullo “Stato dell’arte” per coprire l’assenza di loro scoperte.
Ho visto sghignazzare chi accusava terribili dolori post-amputazione e piangere culturisti per il taglietto a un mignolo.
Ho visto soggetti con bisogni speciali cambiare radicalmente idea sul cohousing dopo averlo sperimentato per tre soli giorni.
Ho visto borseggiatori di vecchietti impallidire dopo avere assistito all’opera di cinici guaritori.
Ho visto organizzazioni di volontariato di disabili scannarsi tra loro per mere questioni di principio.
Ho visto medici nei convegni parlare per ore e ore e i poveri astanti con le ruote non capire un accidente di cosa dicevano.
Ho visto “minus habens” sorbirsi il minestrone con la cannuccia.
Ho visto abusivi con contrassegno fotocopiato parcheggiare il Cayenne nei posti riservati.
Ho visto disabili in possesso della sola licenza media trasformarsi in sociologi (da quattro soldi).
Ho visto falsi invalidi… (e basta così).
Ho visto assistenti sociali… (e basta così).
Ho visto schiere di normodotati diventare maniaci del devotismo.
Ho visto non autosufficienti fare gli occhi languidi per suscitare compassione e poi incavolarsi e dire peste e corna del pietismo.
Ho visto distrofici improvvisarsi scrittori sprecando così un mucchio di tempo (il sottoscritto).
Ho visto un’importante testata giornalistica concedergli incautamente dello spazio («Superando.it»).
Roy Sbatty

Nella colonnina qui a fianco a destra, riportiamo l’elenco dei vari contributi di Gianni Minasso pubblicati da «Superando.it», per la rubrica intitolata A 32 denti (Sorridere è lecito, approvare è cortesia).

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